martedì 13 aprile 2010

Carinola SPA in crisi

Da qualche settimana il comune di Carinola è bloccato da una tremenda crisi politica. Giorno dopo giorno l'attrito fra i padroni del vapore è andato sempre più aumentando, sfociando a volte in offese personali, anche se le più gravi sono state recapitate per vie traverse. Si è iniziato in sordina con le considerazioni sul voto amministrativo, come sempre negativo per qualcuno, positivo per altri. Si è continuato con una disanima in negativo sull'attività amministrativa portata avanti in due anni circa dalla giunta in carica. Queste le motivazioni ufficiali che hanno portato alla richiesta di azzeramento della giunta  e la proposta di una nuova giunta, che serva per il rilancio della sua attività e non per punire qualcuno. Queste le parole d'ordine  usate in tali circostanze da qualsiasi politico di ogni schieramento e questa è stata la versione data al grande pubblico.

Ad avvalorare la tesi esposta,  hanno aggiunto alle motivazioni elettorali l'appartenenza a schieramenti ideologicamente diversi. Queste le motivazioni apparenti sbandierate ai quattro venti, ma quelle vere sono note ormai a tutti, la principale è la richiesta di bilanciamento del potere alla luce delle ultime risultanze elettorali.
L'assessore Russo è stato uno dei più votati nell'esercito di candidati al seggio provinciale in palio nel collegio. Il grande risultato elettorale non gli ha però permesso di conseguire l'obiettivo prefissato, a causa del gran numero di contendenti. Comunque la grande raccolta di consensi, nonostante l'aspra lotta contro avversari ed alleati, lo ha convinto di essere più forte e lo ha spinto a chiedere qualche soddisfazione personale ed un peso politico maggiore.
L'altro candidato di rilievo, indubbio trionfatore della tornata elettorale, anche se non presente fisicamente, vuole consolidare la sua figura di prima donna nella politica carinolese proprio in virtù degli ultimi risultati.

Se per Russo è alquanto facile essere soddisfatto, almeno in parte, nelle proprie richieste, per Grimaldi è molto più difficile. Non essendo presente in consiglio comunale dove è rappresentato da due "nessuno", gli è molto difficile realizzare i propri desideri di supremazia. L' abitudine italiana di scegliere poveri diavoli per essere rappresentati non sempre rende. Se queste operazioni fanno vivere sonni tranquilli di non essere scalzati da leader, hanno però l'inconveniente che questi individui non riescano a portare a termine il compito assegnato.
Anche se viviamo nell'era dei telefonini, molte volte è necessaria una risposta immediata che tali individui  non sono in grado di dare. Per queste considerazioni, la tentazione di far saltare il tavolo è forte in Grimaldi,  e rifare un nuovo consiglio che risponda interamente a lui. Il problema è la riuscita dell'operazione senza addossarsene la responsabilità; molto meglio sarebbe addossarla al sindaco che si rifiuta di rivitalizzare la giunta. 

 La tentazione di distruggere e rifare tutto secondo le proprie aspirazioni è presente in parecchi, sicuri di riuscire nei propri intenti, perchè sanno che questo Comune è una società per azioni di cui pochi posseggono un pacchetto azionario. Per loro le elezioni sono facili e scontate, basta mettere insieme alcuni azionisti, o comprarli come faceva qualcun altro, ed il gioco è fatto. Basta metter insieme Grimaldi, Russo, Marrese, Mannillo; a  questi si accoderanno altri azionisti più piccoli con l'immancabile De Risi che sarà arruolato con la ormai avariata promessa di sindacatura. Questi i soci di maggioranza che sentono il proprio potere sminuito, pensando di meritare tanto di più  in relazione al forte numero di nuovi consensi acquisiti rispetto ai precedenti. Se il sindaco vorrà risolvere la crisi, dovrà sottostare in gran parte al dictat della nuova forza dei soci o dimettersi.

Per adesso le voci di neo candidati a sindaco, o meglio, candidata sempre pronta per tutte le stagioni e per tutti gli schieramenti, restano voci che servono solo a fare pressione sulle volontà del sindaco. Ora il sindaco deve decidere se insistere nel  difendere lo status quo o cedere alle richieste dei forti soci nocelletesi. Il suo errore più grande sarebbe fare affidamento sui dissidenti del PD, che adesso lo circuiscono assicurandogli il loro appoggio, ma che sicuramente lo abbandonerebbero nel momento del bisogno, lasciandolo solo.

La soluzione deve essere trovata, se possibile, all'interno della maggioranza, acconsentendo alle richieste, se ragionevoli; altre strade conducono alla fine. I cittadini comuni aspettano che si decidano; intanto sembra, che a causa dei giochetti in atto, siano stati persi importanti finanziamenti e certamente ai vigilini non sarà rinnovato il contratto. Sarebbe ora che in questo Comune ci si sforzasse di far entrare qualche altro socio nella società comunale  che sapesse portare scompiglio tra le file di quelli attuali. Una forza nuova che agirebbe al di fuori degli attuali schemi, logori ed alquanto sporchi, e che sapesse portare una spiacevole sorpresa agli attuali soci della spa Carinola, ma bellissima per la comunità: quella di una ventata di freschezza e pulizia.  
Una chimera? Non bisogna privarsi anche dei sogni.

 Occhi di gatto

 
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