sabato 10 aprile 2010

Uomini, ominicchi e quaquaraquà

“Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i piglianculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…”
L’analisi di Leonardo Sciascia (Il giorno della civetta,1961), attualissima come non mai, descrive in maniera sublime l’umanità in genere e in particolare quella che compone la classe politica italiana a tutti i livelli.

La politica carinolese non fa eccezione: è piena di ominicchi, piglianculo e quaquaraquà. Le altre due categorie menzionate da Sciascia sono talmente piccole che quasi non si vedono; bisogna cercarle col lanternino, come faceva Diogene. La classe politica carinolese da tempo è diventata una casta a sé stante, che niente ha a che vedere con le necessità e le problematiche dei cittadini e del territorio, ma difende solo interessi personali e di partito come prima e peggio di prima. Più personali che di partito.

Noi elettori abbiamo votato, due anni fa, una coalizione mista che andava sotto il nome di Insieme per cambiare. Il nome diceva tutto:  uniti tutti insieme, al di là delle ideologie politiche di ciascuno, per  apportare dei cambiamenti positivi in un territorio sfruttato e bistrattato dalla politica clientelare debiasiana portata avanti per troppi anni. Durante i comizi, sono state fatte ai carinolesi delle promesse, sono state date delle speranze e alimentate delle aspettative. Al cospetto di cittadini che applaudivano speranzosi sono stati presi degli impegni, non solo materiali come la ripulita di Selleccola, la differenziata e la risoluzione del contratto della gestione cimiteri con la SACOM, ma degli impegni morali: portare avanti uniti un quinquennio amministrativo che potesse dare a Carinola stabilità e fiducia nell’istituzione Comune.

Parole.Tante parole. Parole di quaquaraquà…. Siamo stati subito traditi.

Immediatamente sparita la coalizione Insieme per cambiare sostituita dal più pratico ognuno per sé.  La lotta alle poltrone è diventata senza quartiere. Il sindaco, che forse avrà le sue colpe ma che pur è stato scelto dalla maggioranza politica e dalla maggioranza degli elettori,  non sa da che parte parare i colpi che gli arrivano: pretese, tradimenti, inciuci, complotti, traslochi di partito, ritorni, vendette, piccolezze e, dopo il tonfo delle provinciali, risentimenti, rancori, teste che si vorrebbe cadessero, giunta che si vuole azzerare, eventuali dimissioni del primo cittadino. Uno squallore. Peggio della politica nazionale.  Noi cittadini, che abbiamo votato a suo tempo una coalizione che ci sembrava affidabile,  assistiamo per l'ennesima volta alle solite farse burlesche da quattro soldi e ci ritroviamo senza nessuno che ci rappresenti e si interessi veramente di noi.

E le promesse di buona amministrazione fatta agli elettori? E le speranze di cambiamento alimentate nei cittadini? E la risposta alla fiducia che è stata accordata ad ogni singolo candidato?... Nulle. 

Come possiamo definire amministratori cosi?...  niente altro che ominicchi e quaquaraquà. Gente da quattro soldi che sa dall’inizio che prenderà per i fondelli gli elettori perché il suo scopo non è quello di amministrare per il popolo, ma ottenere un proprio scopo, utile solo a se stesso.
Se fossero stati uomini,  si sarebbero tutti assunti la propria parte di responsabilità, nel bene e nel male, e insieme, come da promesse, avrebbero tenuto in vita fino alla fine del quinquennio, una coalizione nata per amministrare Carinola, come si conviene a gente di parola. Per onestà verso gli elettori e per propria dignità di uomini avrebbero messo da parte qualsiasi ideologia, qualsiasi tornaconto politico per non deludere le aspettative che loro stessi avevano alimentato. E invece niente di tutto questo si è verificato perchè  di uomini, nella politica di questo Comune, non ce ne sono. Solo il solito, squallido teatrino che fa venire la nausea alle persone che lavorano  sodo per campare e che ormai non si aspettano più niente da nessuno. Meno che mai dai politici.

I piglianculo, sebbene non nello stretto senso sciasciano, siamo noi elettori, che non impariamo mai la lezione e lo prendiamo a quel posto da chiunque si mette a fare il politicante. Continuiamo a prestarci al loro gioco e far finta di credere a tutte le stronzate che ci vengono dette, rassegnati come siamo ad essere usati e sfruttati, senza riuscire a credere nella nostra forza di elettori. E non sappiamo liberarci definitivamente di tutti questi quaquaraquà che starnazzano a vuoto.

Elettore incazzato

 
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