mercoledì 5 maggio 2010

150 anni e non li dimostra

Tra un anno cadranno i 150 anni dell’Unità d’Italia e sembra si preparino grandi festeggiamenti. A dire la verità, non tutti sembrano così felici di festeggiare un’unità che esiste solo sulla carta, meno di tutti i leghisti che quanto abbiano di italiano non si sa.
Neanche io sono tanto contento di festeggiare. Cosa dovrei festeggiare? 150 anni di menzogne, di offese, di sfruttamento, di manipolazioni, di umiliazioni al popolo meridionale?
Chi studia la storia, non sui libri di testo scolastici, ma mediante ricerche di documentazioni archivistiche, sa perfettamente che l’Unità non poggia sulla base storica idealizzata che ci viene raccontata. La verità è molto più terra-terra e subdola e la si trova nelle mire alle enormi ricchezze del Regno delle Due Sicilie da parte del Regno di Sardegna oberato dai debiti a causa delle numerose guerre intraprese. Chi meglio delle Regno delle Due Sicilie poteva servire allo scopo?
Un Regno che non era affatto povero e arretrato come si racconta, ma ricco e florido; un Regno veramente all’avanguardia, rispetto ai molti regni che costituivano l’Europa di quel tempo.
Molti furono i protagonisti, consapevoli o inconsapevoli, di questa colonizzazione a cui viene dato il nome di “unificazione”, protagonisti spesso celebrati come eroi, mentre in realtà non furono altro che fantocci nelle mani di più esperti politicanti, a cominciare dal caro Garibaldi, che se fosse rimasto a casa sua a coltivar fagioli sarebbe stato meglio. Perché quell’Unità è fondata sul sangue dei meridionali. Letteralmente, non figurativamente; nel senso che i piemontesi ci ammazzavano come cani.
Una volta ottenuto lo scopo, il meridione fu abbandonato a se stesso con le ben note conseguenze che conosciamo: brigantaggio, emigrazione, disoccupazione; conseguenze mai del tutto risolte.
Ma non è di questo che mi voglio occupare oggi. Voglio piuttosto puntare il dito sull’ipocrisia che oggi si cela sotto la parola “unità”e che non meriterebbe alcun festeggiamento.
Vi sembra che l’Italia sia oggi una nazione unita, se mai lo è stata? Vi sembra che esista un forte sentimento nazionale che si snoda da nord a sud? O esista piuttosto un diffuso sentimento di chiusura verso ogni realtà che non sia la propria, soprattutto nelle ricche regioni del nord che non vogliono concedere nulla a nessuno?A soffiare sul fuoco è sempre la solita Lega, partito che avrebbe dovuto essere stroncato alla nascita, se i politici italiani del tempo avessero avuto gli attributi. Invece, sempre per quella smania di racimolare voti da qualsiasi parte vengano, si è permesso che un partito xenofobo, antimeridionalista e opportunista crescesse a dismisura e governasse la Nazione.
Oggi, forte dei suoi voti, la Lega esige le sue assurde richieste pretendendo un federalismo fiscale che potrebbe diventare poi costituzionale, e la tanto celebrata Unità d’Italia andrà a farsi friggere. Come i gamberi, camminiamo all’indietro. Quello che oggi caratterizza la nazione è un frazionismo che la divide in venti realtà diverse che non sanno più comunicare tra loro, oltre a tante altre cose. L’Italia sta mostrando al mondo intero il peggio di sé grazie alla Lega e al Governo, che è costretto a scenderci a patti. E il meridione viene tradito per la seconda volta. Dopo aver arricchito il nord col proprio lavoro, viene di nuovo abbandonato a se stesso.
E mentre il presidente Napolitano esorta gli italiani ad avere più sentimento nazionale, c’è chi della bandiera italiana ne ha fatto carta igienica per pulircisi il culo.

Indovinate chi?

Duosiciliano





 
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