sabato 19 giugno 2010

L’acqua non è commercializzabile!


Il sistema capitalistico occidentale, basato sul consumismo sfrenato di ogni cosa, si sta orientando verso la commercializzazione del bene pubblico per eccellenza: l’acqua.
Perché?... Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nei paesi del terzo mondo la disponibilità di acqua potabile, le reti fognarie,  idriche e i servizi igienici sono ancora lontani da uno standard accettabile, mentre nei paesi occidentali come gli Stati Uniti si utilizzano circa 1700 metri cubi di acqua pro capite all’anno. Sempre secondo l’OMS, l’ Italia è prima in Europa per il consumo d’acqua e terza nel mondo con circa 1200 metri cubi pro capite all’anno. Davanti a noi ci sono solo gli USA e il Canada.
L’allarme spreco arriva da tutte le parti e il WWF annuncia che, in Italia, il consumo pro capite sta scendendo da 2700 metri cubi a 2000.

Con queste premesse, diventa chiaro che l’acqua, principale fonte di vita, si sta trasformando in  una risorsa strategica importantissima: la sua rarità e il suo valore crescente, nonché la fornitura dei servizi ad essa connessi, porteranno sempre più a politiche e conflitti  internazionali concernenti la qualità e la quantità degli approvvigionamenti  pari a quelle del petrolio.

C’è già la corsa, da parte di multinazionali, alla gestione delle sorgenti: la Danone ha comprato tre sorgenti: una in Cina, l’altra in Indonesia e la terza negli USA. La Nestlè ha invece cominciato a commercializzare in Pakistan “l’acqua purificata” ossia acqua di rubinetto con l’aggiunta di sali minerali.

Mancano delle regole mondiali sulla gestione e la tutela dell’acqua come bene comune e prevale l’approccio a considerarla un bene da lasciare alla libera regolamentazione del mercato. Questo significa PRIVATIZZAZIONE,  ossia  AUMENTO SMISURATO dei prezzi di tutti i servizi per  l’acqua.
Poiché la comunità internazionale  ritiene che l’acqua sia  il fondamentale bene pubblico ed ognuno ha il diritto di avere libero accesso al suo rifornimento, moltissime iniziative sono sorte per difendere e tutelare questo elemento primario della vita umana.

Carinola aderisce alla campagna referendaria di H2Ora che raccoglie firme per tutelare il diritto di pubblico accesso all’acqua. Circa 900,000 firme sono state già raccolte: ci si propone di raggiungere quota 1000,000.
E’ inutile sottolineare l’importanza di questa iniziativa che riguarda TUTTI noi, perciò:
FIRMA ANCHE TU!
Lo puoi fare recandoti al Municipio di Carinola dal 21 al 25 giugno  dalle 10,30 alle 12,30 e il martedì e giovedì anche dalle 15,30 alle 17,30.

Medita: la tua coscienza civile ti impone di firmare!

Ninfa Fluviale

 
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