mercoledì 4 agosto 2010

Requiem per una Ciaramella

Due funerali, due brutte figure : una più clamorosa dell’ altra. Un duro colpo alla credibilità delle istituzioni, all’ immagine della  Prefettura in quanto ufficio fungibile e a quella di Caserta in quanto sede d’appartenenza  dell’ autrice delle due grossolane e maldestre uscite andate in scena entrambe in quel di Casanova di Carinola.
Come dire, ”Ciaramella” stonata, quantomeno. 
Inizi di luglio: da Roma arriva la notizia che il Prefetto Zannini Quirini Giuseppe, già Superpoliziotto di prima linea, carinolese doc, è passato a miglior vita dopo una breve ma straziante malattia. Il Paese è sgomento, triste, addolorato. Lo è anche la Nazione, senza esagerare.
La Magistratura, La POLIZIA di Stato, il Ministero dell’ Interno. Forse un po’ meno mafiosi efferati e “casalesi”, quelli del clan omonimo, di ogni ordine e grado! Si, perché  il Prefetto Zannini Quirini è stato un poliziotto tosto. Capace di assicurare alle patrie galere delinquenti ultrapericolosi.  
E’ stato lui a pescare con una spettacolare operazione Sandokan e Bidognetti. E’ stato lui a coordinare la storica operazione Spartakus. E’ stato lui a decapitare i clan Mariano e Misso di Napoli. E’ stato lui a  mettere in scacco i Sarno di Ponticelli. E’ stato lui ad aver inventato tecniche innovative nella lotta al crimine, come il riscontro dei  tabulati telefonici; diritti d’ autore anche  per il primigenio utilizzo delle intercettazioni telefoniche. 
Non è fantasia, ma  verità purissima. Valgano a maggiore conferma le parole del Vice capo vicario della Polizia di Stato, Francesco Crillo, presente al funerale alla stregua dei vertici nazionali del Corpo e del Ministero dell’ Interno: ”Peppino è stato un grande, un grandissimo investigatore. Ha fatto compiere all’ intera polizia di Stato dei passi giganteschi nella lotta alle mafie. L’ ho avuto come mio Capo alla Squadramobile di Napoli, era bravissimo, un vero e proprio patrimonio. Gli Stati Uniti d’ America ce lo hanno invidiato e richiesto per 20 anni!". 
Già, perché il Prefetto Zannini Quirini è stato  impegnato anche sul fronte del  narcotraffico con brillanti missioni svolte in Perù, in Colombia, ad Hong Kong, in Cile e in Bolivia! Meritava, a dir poco, un manifesto e una corona da parte del Comune di Carinola, la sua terra,il luogo che gli ha dato i natali. E invece così non è stato. 
La Ciaramella, Vice Prefetto presso l’ Ufficio territoriale di governo di Caserta, ha  toppato, stonato, emesso un distratto suono attestante una presenza financo disturbata. Insomma, quasi un fastidio, per il Commissario in gonnella indossare con quel caldo la fascia tricolore e aggregarsi. dopo una passerella da Kermesse di alta moda, al corteo funebre. Due anni addietro un altro grande concittadino ci ha lasciati:  Padre Michele Piccirillo. Le esequie si sono svolte a Roma, nella Chiesa di San Giovanni. 
L’ illustre archeologo, di immensa fama, era morto a Livorno dove era ricoverato. I carinolesi, il Sindaco Mannillo, gli Assessori  Di Lorenzo e  Russo, arrivarono a Roma in una Chiesa gremita fino all’ inverosimile. Erano presenti esponenti della famiglia Reale di Giordania, oltreché personalità di primissimo piano, italiane e straniere. La prima cosa che balzò agli occhi fu la presenza di due Vigili urbani del Comune di Roma, in alta uniforme, che reggevano una meravigliosa corona di fiori recante la dicitura : ”Il Sindaco di Roma”. E pensare che Padre Michele romano non era…..! Il messaggio però era chiaro: l’ istituzione, di fronte ad un  grande cittadino che ci abbandona, C’E'! E non dimentica! Lezione di stile! E invece la Ciaramella ha pensato che la sua suadente presenza potesse bastare. Niente manifesti, niente fiori, niente corona per il Prefetto! Piaccia o no, tant’è. 
Qualcuno pensa: gli errori esistono, fanno parte della giostra della vita, può capitare. Ma quando la Ciaramella ha fatto bis, beh… allora è sovvenuto alla mente l’ infallibile aforisma latino: ”Errare umanum est… PERSAVERARE E’ DIABOLICO! ”.  E così , ahimè, è stato!

Pesante come un macigno arriva questa volta dalla Sardegna la notizia tramortente dell’ improvvisa e prematura scomparsa di Nicola Laurenza, stroncato da un infarto nella sua casa al mare di Porto San Paolo. Nicola era l’ amico di tutti. Un  assiduo frequentatore della piazza. Conosceva bene i suoi i concittadini i quali a loro volta ne conoscevano l’ indiscutibile valore umano e l’ elevato spessore morale. Era stato per molti anni Segretario comunale del Comune di Carinola, prima di diventare Segretario Generale  per approdare dapprima a Sessa Aurunca e successivamente a Cisterna di Latina. 
Era bravo, cortese, preparato, impeccabile e onesto. Trasparente come un cristallo. Lo sapevano tutti coloro che vi hanno avuto a che fare. I funerali hanno fatto registrare il pienone. Anche qui personalità  illustri e uomini delle istituzioni si sono sprecati. Il Comune di Sessa Aurunca ha fatto affiggere dei manifesti, in segno di onoranza funebre. Idem il Comune di Falciano del Massico. A colpire però è stato l’ ex Sindaco del Comune di Cisterna. Mauro Carturan, questo il suo nome, ha voluto salutare Nicola con una stupenda corona di fiori, uno struggente manifesto e la sua personale presenza. Esattamente come ha fatto Elio Meschinelli, già Sindaco di Sessa Aurunca.
Il Comune di Carinola, impiegati a parte, si è dato alla macchia. Nè la Vice Prefetto Ciaramella, né i suoi vice Nero e Cupello  hanno avuto il tempo per presenziare né, tantomeno, quello per gettare di pugno due righe due per  un manifesto o ordinare una corona floreale. Nicola era umile e anche molto sfiduciato delle istituzioni. Chi lo conosceva sa bene che  da lassù perdonerà. Però se un giorno la Ciaramella sarà Prefetto… qualcuno ci faccia sapere chi sottoscriverà l’ atto di promozione. Gli invieremo delle ortiche nostrane!

Vincenzo L’ Amatriciano

 
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