lunedì 4 ottobre 2010

cosa ho di italiano

Oggi non voglio essere Carinolese, Casanovese, Nocelletese né di S. Donato nè S. Ruosi nemmeno di Ventaroli e neppure di S. Anna. Non voglio essere di Casale e neppure della croce di Casale o di Borgo Migliozzi, non voglio essere di S.Croce e non voglio essere nemmeno di S.Bartolomeo. Non m’interessa se è meglio il vino di Casale piuttosto che  quello di Casanova, non m’interessa nemmeno se l’olio è più profumato in quella zona rispetto a quell’altra parte della collina. Non m’interessa se S.Anna nonostante così piccolo sia uno dei borghi più belli del comune e non m’interessa se a Casanova è passato S.Francesco come non m’interessa del vescovato di Carinola o dell’episcopio di Ventaroli. Insomma, oggi, nonostante sono carinolese della provincia di Caserta quindi campano e tifoso del Napoli m’interessa di sapere se sono ancora  italiano. Vorrei capire quanto d’Italia c’è in me? 1861 2011 un compleanno festeggiato con film, fictions, mostre fotografiche, articoli, convegni ecc ecc in quasi in tutto il territorio nazionale ma nonostante tutto l’Italia è sempre quella della nazionale calcistica o al massimo quell’entità culturale ormai sempre meno culturale e sempre più identificata con i suoi stereotipi come pasta, mafia, mandolino ecc ecc. 150 anni d’Italia eppure non sembra. Ancora gli stessi problemi che devono esserci altrimenti che Italia sarebbe. Il sud  sempre più a sud e il nord sempre più a nord le mafie che prendono appalti dallo stato e lo stato che quando serve si sostituisce alla malavita, la chiesa che mette paletti qua e là disoccupati a iosa che spaziano in lungo e in largo per cercare uno stipendio, le campagne che si svuotano e le città sempre più grigie: praticamente le stesse dinamiche che caratterizzano il bel paese dalla sua fondazione. Il particolarismo culturale fatto di dialetti tradizioni usanze che sembravano la forza e  la vivacità di un paese oggi sembrano chiari limiti e ovvie distanze. Tutti contro tutti ma tutti uniti quando si deve salire sul carro del vincitore. Oggi l’italia non è un paese che mi piace tanto ma nonostante tutto sono Italiano e in questa sede vorrei capire cosa resiste in me d’Italia. Esclusa la lingua e la bandiera credo che la mia italianità va riscontrata proprio nei difetti che questa nazione ogni giorno pone sopra alle qualità. Mi sento molto Italiano quando riesco ad ottenere traguardi passando sotto la regola così come fa il presidente Berlusconi, mi sento italiano quando ancor prima della persona guardo i simboli così come è di moda tra i leghisti. Sento forte il valore Italiano quando il mio egoismo supera le idee e il rispetto, come  tutti i parlamentari. Ma la cosa più italiana che faccio è quando con un sorriso da stronzo entro in casa, dò un bacio alla mia compagna e vado in bagno, mi guardo allo specchio e sghignazzando  penso alla mia amante.   

Faceless

 
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