martedì 19 ottobre 2010

Traduzione delle dichiarazioni di Marrese

Non sono comunista. Non sono fascista né democratico di sinistra; non finiano né berlusconiano. Sono un cittadino; libero da influenze politiche, per quanto è possibile, con un lavoro proprio,  interessato semplicemente al bene comune del territorio.
Paroloni? Può darsi. Ma per fortuna ci sono ancora gli stronzi come me che a questi paroloni ci credono. Perché? E vallo a sapere il perché! Potrei dire perché leggo, studio, analizzo, discerno e tante belle cose simili. No, niente di tutto questo. Semplicemente perché parlo con la gente.
Sento, ascolto, vivo il paese e la comunità in maniera attiva e sento le lamentale della gente, conosco i loro bisogni, quelli detti e quelli non detti. Conosco il loro malcontento a cui, chiaramente, si associa il mio.
La mia voglia di conoscere e capire mi ha portato a leggere, su un altro sito di Carinola, la bella lettera di Antimo Marrese. Molto retorica. Emblema  di questa Italia che da anni ci governa, ci imbavaglia e ci raggira. Dapprima con fine astuzia, ora con palese bassezza.  Antimo, figlio politico di questa Italia a basso costo,  sta forse preparando le giustificazioni per la sua ennesima discesa in campo? Certo che si!

Ci sta dicendo molto chiaramente, per chi la retorica la mastica,  che se non hai un partito politico alle spalle che ti sostiene non vali niente come amministratore. E su questo siamo d’accordo: così è. Chi ha più polvere spara e lui, da buon soldato, continua a combattere perchè forse non ha ancora trovato il partito che gli fornisca tanta di quella polvere da sparo da fargli esaurire tutte le sue cartucce. Ma forse, a questo punto,  avrebbe bisogno di un cannone.
Ci sta dicendo che solo loro, gli intoccabili della casta, possono aspirare ad amministrare il tesoro del Tempio e che le competizioni elettorali sono aperte solo ai volponi come lui che sanno dove e come stanare le prede. Sta dicendo ai comuni cittadini che potrebbero avere velleità politiche e potrebbero persino essere votati grazie alla stima e al prestigio di cui godono nella comunità,  che è meglio che se le facciano passare. Ci sta anche dicendo che ha una fottuta paura che queste velleità potrebbero concretizzarsi e lui rischia di perdere la possibilità di allattarsi ancora per un po’. E ci sta ancora dicendo che noi comuni cittadini non valiamo quattro ceci perché non sappiamo proporre niente di buono, se non cose irraggiungibili e assurde nel concitato periodo elettorale. E come mai  lui stesso, in quel periodo, è stato il primo ad appropriarsi di tutte le proposte fatte da cittadini su questo blog? Poveretto, perché era talmente a corto di proposte valide che si è buttato su quelle misere e irrealizzabili  di giovani “incapaci”. 
Ci sta dicendo, infine, che i colpevoli siamo noi cittadini che non capiamo un tubo di amministrazione e che ci facciamo fregare da loro come polli. E loro, gli intoccabili, ancora una volta cercheranno di farlo alla grande. Perché siamo stupidi e passivi.

Mi dispiace caro Antimo, ma le tue manovre non hanno una buona copertura e sanno di stantio come un formaggio rancido. Non tutti sono stupidi o passivi. E tirare in ballo i comuni cittadini in quel modo è stata sicuramente una mossa meschina più che sbagliata.
Quali grandi proposte ti aspetti da loro se non siete stati capaci di amministrare neppure nell’ordinarietà? Che cosa dovremmo proporre se non le cose di sempre che non ci sono mai state date? Te le faccio io le proposte in questa sede, quelle che non ci stancheremo mai di pretendere: paesi puliti e curati; controllo, tutela e valorizzazione  dell’ ambiente e dei beni storico-artistici;  un minimo di servizi sociali che abbiano attenzione verso i più deboli; un minimo di servizi ludici per i bambini e i vecchi. Cose normalissime e che ritrovi anche nei cosiddetti paesi del terzo mondo. Quante volte lo dobbiamo dire? Volete che vi diciamo anche come farle queste cose? E allora voi che cazzo ci andate a fare su quel Comune se non riuscite a partorire un’idea  e a concretizzarla e ve l’aspettate da noi cittadini che,  anche per ottenere cose banalissime, dobbiamo passare sotto le vostre forche caudine?
Ma lo sapete che avete rotto? Ma rotto, rotto, rotto!
Ecco, se proprio ci tenete, mettete un bel contenitore colorato nell’atrio del Comune dove i cittadini possano imbucare le loro proposte e come realizzarle, oppure create uno spazio sul sito ufficiale del Comune dove poterle mandare, così ci amministriamo da soli. Noi ce la suoniamo e noi ce la cantiamo. E sarebbe la cosa migliore!

Mister No


Dichiarazione di Marrese (pubblicata su carinola.net):

Come sempre capita nei periodi pre-elettorali, si avverte un fermento di idee che, a prima vista, sembrano preludere a un impegno di molti cittadini per la proposizione di nuove liste, magari con persone che nel passato non si sono esposte nell’agone politico.


A ciò si aggiungono le inevitabili proposte di chi sponsorizza eventuali candidati per le cariche più varie, in primis ovviamente, quella di sindaco.

Tutto legittimo, per carità, e anche auspicabile. se la cosa viene vista nell’ottica di una più ampia partecipazione intesa a proporre novità nel campo amministrativo della nostra nobile e bella terra a volte non governata con rigore e capacità. Ma è proprio così?

Quasi sempre si tratta di proposte velleitarie di cittadini che si svegliano dal loro letargo solo in un determinato periodo ben preciso. Disegni utopici perché non propositivi, ma basati solo su una vaga, forse anche gattopardesca, voglia di “cambiare”, eliminando buono e cattivo del passato; calpestando tesori di esperienza accumulati attraverso annose militanze; idealità cresciute insieme a chi davvero e a lungo ha profuso il proprio impegno.

E sempre ci si dimentica che non basta la buona volontà (ammesso che ci sia…), non basta essere “nuovi” per far bene. Non si può pretendere di amministrare a prescindere dai partiti e dalla politica, come se questi fossero vecchi arnesi da riporre per sempre. Anzi proprio in essi possiamo trovare nuove spinte, coesioni, occasioni, di andare avanti in modo moderno e utile per la cittadinanza. Possiamo noi procedere a ruota libera, senza il supporto che le strutture partitiche –anche e forse soprattutto in questi tempi difficili- garantiscono? Sono proprio i tanti bistrattati partiti quelli ai quali gli amministratori locali possono rivolgersi per attuare gli interventi indispensabili a migliorare la vita comunale. Fare a meno della “benedizione” loro significa astrarsi dalla realtà e rincorrere fumose chimere, magari belle sulla carta ma di nessuna utilità per la cittadinanza.

Dicevamo delle varie proposte che, quasi sempre, invocano come salvatore della patria qualcuno che, più che offrire garanzie o avere cultura politica e sincerità di propositi, può vantare altre doti che nulla centrano con la buona amministrazione, come ad esempio: bella presenza, un nome più o meno prestigioso, una solida posizione finanziaria e altre “virtù” del genere. Ma, signori, cerchiamo se non è chiedere troppo, di ragionare con la testa! Il governo sia pure di un piccolo comune, non è il concorso di Miss Italia! Sono richieste esperienza e reale impegno, capacità di districarsi nella complessa macchina della politica, dove sicuramente spesso vengono disattese le richieste dei cittadini, ma che è sarà sempre l’unico percorso col quale si assicura una civile convivenza, un miglioramento delle condizioni di tutti, anche se lento e incostante, e –soprattutto- il dono inestimabile della democrazia. A questo compito non ci si improvvisa: è troppo serie e arduo perché venga affidato a goliardi e pavoni, buoni, sì, a parlare e sparlare, ma non ad altro.

Certo è da mettere in conto anche il momento di reale crisi che i partiti attraversano, visti spesso come veicoli per arrivare a una meta che è solo vetrina personale e non impegno a favore e in nome della collettività.

L’attuale legge elettorale, che doveva risolvere annosi problemi e permettere alleanze solide e durature, si rivela ogni giorno di più una iattura che realizza l’esatto contrario, spingendo –vorremmo dire: obbligando…- i politici di qualsiasi livello, ma soprattutto quelli che operano in ambito locale, ad aggregazioni estremamente variabili e, spesso, anche “innaturali”.

La prossima tornata elettorale della primavera del 2011 affrontiamola con schiettezza, parlando dei problemi reali e proponendo rimedi che non siano quelli, ripetiamo velleitari, di buttare via insieme all’acqua sporca anche il bambino che stiamo lavando.



Antimo Marrese

ex capogruppo PD al Comune di Carinola

 
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