venerdì 31 dicembre 2010

Bbuche bbuche


Gentilissimi miei signori, noi vi faremo un grande inchino
siamo sinceri di vero cuore e siamo afflitti pellegrini.

Siamo stati a Bettelemme la capanna a visitare
ru giureo de Gerusalemme non può reggersi e camminare.

Siamo giunti nella grotta giusto a coro di mezzanotte
dove nacque il divino Agnello tra il bue e l’asinello.

Centoquarantaquattromila di fanciulli preparati
furono messi a fila a fila quegli agnelli immacolati.

E San Pietro riparava quelle grandi coltellate.

Ih che fece quel gran Santo venne in sogno a Costantino
e che San Silvestro aveva una specifica divina

Costantino imperatore fu lebbroso di natura
per sanarsi il suo malore ne voleva sentir la cura.

Chiamò dentro il suo capitano e col suo reggimento intero
dette ordine di partire Santo Silvestro a visitare.

Mentre Messa lui diceva poche rape seminava
poche rape lui faceva per far mangiare ai soldati.

Dai soldati istupiditi furono cotte e ben mangiate
con quell’acqua battesimale solo quella lo poté salvare

Bbuche buche e violino cu’ chitarra e mandolino
Mamme e figli  tutti  uniti se ne andavano in allegria.

Nuj tenemmu nu ciucciariegliu ca l’avemma scurtecane
la carne la ramm’a ri gliupi e la pelle a ru bbuche bbuche.

Quant’onore avemm’avuto rent’a sta casa ammu trasutu
e tenetece sempe a mmente ca nuj semmu brava ggente.

Oi Sperlonga mia Sperlonga e persino alla Maddalena
e che Dio ve la guarda a questa vostra bella mugliera.

Oi Sperlonga mia Sperlonga e persino a Santo Vito
e che Dio ve lo guarda  a questo vostro bello marito.

Oi Sperlonga mia Sperlonga e persino a San Giovanni
e che Dio ve li guarda i vostri figli e tutti quanti.

E a voi padrona di casa e cacciatece ‘na bella spasa
d’auciati e susamiegli e ‘na trentina de beccheriegli.

E se poi ci canta il gallo
a tutti quanti buon principio d’anno.

L’anno vecchio se n’è andato e domani è l’anno nuovo
comme ce semmu arrivati auannu, arriveremo da cca a cient’anni (x 3).

Oi Maronna ca ‘Mparavisu stai
libera ‘sta casa da le pene e da ri ‘uai.
Oggi è San Silvestro e nui facemmu festa,
curri padrone ca la 'otta  cola
fa priestu e fa currenne c’amma ine camminenne
fa priestu e nun tardà ru bbuche bbuche  ‘o camminà
ru bbuche bbuche  ‘o camminà
ru bbuche bbuche  ‘o camminà!

Questa lunga e bella canzone augurale di fine anno quasi certamente è giunta a noi dal sessano. Non sappiamo, originariamente, in quale periodo possa  essere collocata, ma sicuramente, passando di anno in anno e di bocca in bocca, ha subito molte modifiche ed alterazioni al punto che alcune parole o frasi sembrano non avere un senso logico.
La canzone si appoggia sulla leggenda e sulla storia di San Silvestro I, Vescovo di Roma, il quale liberò la città da un drago  che seminava fetori e malattie   e che riuscì a guarire l’imperatore Costantino dalla lebbra. Facendolo immergere in una vasca con acqua battesimale invece che in una vasca piena del sangue di fanciulli appena nati, come gli avevano suggerito i medici di corte, il Santo guarì completamente l’ imperatore. La leggenda continua con un documento agiografico dove si afferma che Costantino, prima di imbarcarsi per l’ Oriente, per riconoscenza della sua guarigione donò l’Italia e l’Occidente a Silvestro e depose personalmente  l’atto di donazione sulla tomba di San Pietro. Nello stesso documento fu riconosciuta la supremazia del Vescovo di Roma sui Patriarchi di Alessandria, Antiochia, Gerusalemme e Costantinopoli. Questa grande mistificazione della donazione di Costantino  a San Silvestro andò avanti per tutto il medioevo e solo nel 1440 fu dimostrata  da Lorenzo Valla la falsità del documento che Papa Stefano II aveva divulgato nel 756 per  sottrarre la Chiesa al potere patriarcale bizantino.
Questo canto è il frutto che quel periodo ci ha elargito? In che modo e con quali mezzi è arrivato fino a noi?
Se qualcuno ha delle ulteriori informazioni e se esiste una versione diversa, lo faccia sapere. Saremo ben lieti di ampliare la nostra conoscenza e i nostri studi.
Buon anno a tutti.

Anno Vecchio

sabato 25 dicembre 2010

Buone Feste


Il Quiquiri augura a tutti i lettori Buone Feste.

martedì 21 dicembre 2010

Una pretesa più che giusta

SI PREGA DI METTERE LE BUSTE  DELL’ IMMONDIZIA  IN APPOSITI  CONTENITORI  PER EVITARE  SPARPAGLIAMENTI DELLA STESSA. GRAZIE.


Volevo armarmi io di scopa e paletta, come ho già fatto più volte, per pulire la nauseabonda immondizia che  staziona intorno  alla mia casa e che da tempo non viene  ripulita. Avevo anche preparato un cartello, quello sopra,  per invitare i cittadini della zona a mettere i loro sacchetti in apposti contenitori, in modo che non vengano dilaniati dai cani randagi e il loro contenuto disperso.
Poi ci ho pensato su e mi sono detta che non è per niente giusto che io mi metta a fare l’operatore ecologico ripulendo la strada, o l’assessore all’ecologia; però è giustissimo, come cittadina, che io pretenda un servizio che ci viene fatto pagare caro e amaro.
E allora, visto che devo pagare circa 800 euro di TARSU, pretendo che le strade vengano ripulite regolarmente da chi è pagato per farlo; pretendo che chi  ha la funzione del ruolo attivi misure informative e disciplinari per prevenire comportamenti disdicevoli, perché noi cittadini abbiamo il diritto di vivere almeno con le strade pulite, senza aspettare che l’immondizia ci venga a finire fin dentro casa.

Chi esplica la funzione di amministratore comunale non può solo pescare nelle tasche dei cittadini per cercare di risanare le casse perennemente fallimentari del Comune, ma deve anche fare in modo che ai cittadini vengano garantiti quei servizi per i quali pagano fior di tasse senza avere in cambio un servizio adeguato. Per di più, l’esazione di questa imposta viene affidata alle esattorie che, in maniera molto scorretta, applicano la riscossione coatta,  imponendo sequestri o ipoteche, per far si che il cittadino paghi ad ogni costo.
Noi cittadini veniamo presi letteralmente per il collo ed allora il minimo che si possa pretendere è un servizio conforme al  prezzo che paghiamo. Comunque, anche i cittadini facciano la loro parte e siano più civili.
Qualcuno può dire il contrario?

Cittadina che paga le tasse

domenica 19 dicembre 2010

Questioni di sicurezza

La sicurezza dei cittadini dovrebbe essere uno dei maggior impegni delle istituzioni nazionali e locali, non solo in termini di piccola o grande criminalità, ma anche di incolumità fisica dovuta a cause naturali. Tra le tante altre cose, Carinola pecca anche nella tutela della sicurezza e dell’ incolumità dei suoi cittadini, alcuni dei quali solo per pura fortuna e loro prudenza non  si sono  visti piombare addosso un lampione della piazza a Casanova.
E’ bastata una nottataccia di gelo e vento perché un lampione della piazza, già deteriorato alla base da ruggine decennale e tenuto in piedi con fil di ferro, e dico fil di ferro, è crollato in avanti sfiorando un’auto parcheggiata. Se  il lampione fosse caduto sull’auto e dentro l’auto vi fosse stato qualcuno a chiacchierare, oggi avremmo potuto piangere una disgrazia.
La fase “prevenire è meglio che curare” a Carinola è del tutto sconosciuta. Nessuno gira, né di giorno né di notte, a controllare gli arredi pubblici per verificare in che stato siano né per verificare che tipo di personaggi circolano nelle nostre strade.
Vigili assenti. Carabinieri pure. Preferiscono la loro sicurezza a quella dei cittadini.
Intanto c’è l’altro lampione, proprio accanto a quello stramazzato al suolo, che ha subìto un’ inclinazione preoccupante, tipo torre di Pisa, e che sicuramente sarà il prossimo caduto di questa silenziosa  guerra dell’indifferenza istituzionale.



 Che facciamo, lo lasciamo là ed aspettiamo la prossima bufera di vento per vederlo stramazzare  o lo togliamo prima?
E mentre nelle sfere alte ci si continua a preoccupare di premi di poesia e di conferenze con personaggi famosi, le sfere basse continuano a guardarsi intorno per cercare di capire chi le libererà dalla monnezza, dai giovani criminali notturni che sparano pistolettate per mostrare quanto siano machi o dai vandali che bruciano cassonetti per il solo gusto di distruggere.



Mah! Sarà questione di opinione e di punti di vista, ma credo seriamente che la prevenzione e la tutela del cittadino bisogna farla nelle strade e non nei Palazzi. Nei Palazzi ci si assopisce; è nelle strade che si vive.

Santa Claus

mercoledì 15 dicembre 2010

Per sognare ... nella realtà

L'isola di Utopia

Vorrei tanto che a Carinola ci fosse un posto dove leggere Frigidaiere (Free Giovani Dai Re), oppure consultare le opere di Cesare Segre; prenotare viaggi su internet per dieci, quindici persone, organizzare corsi e mostre di fotografia. Avere rapporti e scambi con paesi e popoli meno fortunati di noi. Fumare una sigaretta, sfogliare una rivista d’arte o di letteratura. Vedere una pellicola degli anni ’40. Ospitare una compagnia teatrale veneta per due settimane, e poi collaborare alla prima, montare la scenografia, parlare sottovoce prima dello spettacolo. Applaudire, pensare ad una nuova giornata. Collaborare con la compagnia del comune, smontare le scenografie della compagnia veneta, montarle per quella locale, mettere a posto le sedie, distribuire le note di regia, osservare, ascoltare, applaudire. Solite noie per la nostra class politically correct, già annoiati dalle loro perfide idee da cui non sanno liberarsene, poverini. Che cosa vogliono questi da noi? Teatro? fotografie, scambi? E che cazzo ci fanno co ste cose? Perchè le fotografie non  possono vedersele a casa….ahahah…che risate!!

Relegati nei bar o appunto nelle loro case, giovani, vecchi, donne, bambini, hanno pochissimi mezzi e rari spazi per fare cose, per parlare di pittura, creare musica, produrre spettacoli di teatro. Fare letteratura, parlare di politica. Fare controinformazione. Pensare a idee per migliorare la società in cui abbiamo deciso di trascorrere la nostra esistenza. Non voglio degenerare in accuse di sorta come a qualcuno piacerebbe, ma piuttosto ripartire da un’idea, balenatami proprio mentre leggevo ieri per la prima volta Frigidaire, dopo averne solamente sentito parlare da alcuni amici più grandi di me. L’idea è quella di una Repubblica della Cultura indipendente a Carinola, magari una succursale del Quiquiri, che facesse solamente ricezione, promozione, che garantisse ospitalità di espressione ai visitatori di disparate origini e più disinteressati, che desse a noi “viaggiatori della vita" le informazioni di cui tutti abbiamo bisogno per viaggiare. Da qui a organizzare cose il passo è breve, è come un soffio che dalla bocca, passa per la mano. Naturalmente in attesa di uno spazio fisico, concreto, dove stabilire il quartier generale della Repubblica della Cultura indipendente, si attendono risposte, critiche, motti e suggerimenti. E naturalmente iniziative.

Emilio Votaterra

martedì 14 dicembre 2010

I Due Marescialli


Nei prossimi giorni, ma già oggi e nei mesi a venire ancor di più, il Comandante dei Vigili Urbani di Carinola, il sempre verde Colonnello Mario Tuozzi, avrà un bel da fare. Il carico di lavoro cui quotidianamente deve fare i conti e attrezzarsi , inventandosene una più del diavolo, per smaltirlo è già notevole e nulla potrà evitare che si appesantisca ancor di più. E allora saranno guai. Anche perché come se non bastasse la enorme mole connessa alla specificità del corpo,  ci si mette pure uno straordinario aggiuntivo “fuori ordinanza”, tutto carinolese, che onestamente non riguarda il Comandante ma  più specificamente alcuni suoi subordinati che hanno deciso di trasformarsi, e non ne vogliono sapere  di desistere,  in propagandisti politici, ponendo con forza una questione, anche questa paradossale, anzi grottesca e , manco a dirlo, endemica. Di che si tratta? E’ presto detto. Alcuni Marescialli della Polizia Municipale carinolese si sono rimboccate le maniche, cosparso il capo di cenere maturando la ascetica convinzione di  apportare il  loro contributo alla crisi drammatica in cui versa la sanità  nazionale, con particolare riferimento alla incentivazione e al  potenziamento del corpo degli infermieri. Inventati dalla”Corona” inglese ai tempi dei gloriosi fasti imperiali, gli infermieri hanno trovato nei suddetti  Marescialli dei Vigili i loro paladini locali che, pur di dare un fattivo contributo al corpo, non  hanno esitato ad immolare quegli scienziati dei loro figli a tale causa umanitaria chiedendo un piccolo, ma proprio piccolo, sostegno ad un altro missionario, in questo caso della politica,  che risponde al nome del Consigliere regionale Massimo Grimaldi. Anch’ egli votato al rassodamento della pattuglia infermieristica italiana, l’ onorevole nostrano si è sprecato per dare una mano ad i Due Marescialli , assicurando ai loro fanciulli, un corso, si badi bene,  non un posto, da infermiere. Ed in cambio gli zelanti Vigili hanno promesso, e lo stanno mantenendo  non risparmiando fatiche, di spendersi e spandersi  in lodi sperticate a quel tronfio palloncino locale che dicesi onorevole. Sicchè, con tanti problemi che attanagliano il nostro territorio comunale, molti dei quali  di pertinenza  proprio dei Vigili Urbani, nati appunto nell’ Urbe  eterna  degli Imperitori, i due Marescialli si dedicano in divisa e non, in servizio e fuori, a tessere le lodi al Massimo onorevole nel tentativo, tanto grottesco quanto grossolano e per certi versi deprimente se non drammatico, di tirargli la voltata per l’ affermazione alle imminenti amministrative a cui il Massimo ha deciso, facendosi comandare dal cuore(………..), di candidare la spampanata Rosa nocelletese, già servitrice col codazzo familiare, composto da fratelli, fratellini e congiunti di ogni ordine e grado, presso la corte del fu “Grande” Pasquale Di Biasio negli scorsi 15 anni. La domanda nasce spontanea, direbbe Lubrano. Egregio Comandante Tuozzi  è possibile che  due suoi subordinati solo perché hanno avuto dei privilegi personali facciano pubblicamente attività politica, osannando la deplorevole pratica della raccomandazione e lei non ne sappia niente?
E se Lei lo sapesse, come fermamente crediamo, perché non butta di getto due righe e le spedisce alla Procura per  porre fine ad un malcostume conclamato in cui due Vigili ammettono, in pubblico, in privato, in divisa e non, di aver beneficiato dell’ avvilente istituto della raccomandazione, grazie ai buoni uffici dell’ onorevole, senza tema di essere sanzionati?
E’ legittimo e politicamente corretto, che solo perché due signori hanno fatto i loro porci comodi assicurando ai rispettivi figli un “qualcosa”, diciamo cosi, debbano mettersi ad imbonire le gesta di un  onorevole che invece di pensare alla nostra comunità si getta a capofitto nella biasimevole spirale della raccomandazione?
Si attendono risposte. Dal Comandante e non solo! 

Lupowolf

domenica 12 dicembre 2010

Noi, popolo tartassato ed oppresso

Ditemi una cosa voi governanti, amministratori e rispettivi portaborse e leccaculo, che vi riempite la bocca   della parola “popolo” come se fosse una caramella al miele, e che tutto giustificate in nome di questa parola: vi sembra giusto che il popolo debba pagare bollette esorbitanti di monnezza per mancanze ed illeciti che VOI avete commesso? Vi sembra giusto che debba sborsare simili somme indecenti per un servizio che gli viene fornito male o non gli viene fornito affatto? Vi sembra giusto che i nostri striminziti stipendi e tredicesime (per chi ce l’ha) debbano essere penalizzati dalla politica della strafottenza, della prepotenza e della sopraffazione, mentre i vostri lauti stipendi e tredicesime rimangano ben custoditi nelle vostre banche? Vi sembra giusto che il popolo debba arrabattarsi giorno per giorno per tirare a campare, mentre voi riuscite a farvi ville e villette in montagna o al mare?  Vi sembra giusto che voi riusciate ad avere un  posto di lavoro subito pronto per i vostri rampolli, mentre i rampolli dei povericristi diventano vecchi cercando uno straccio di lavoro?
E vi sembra giusto che chi difende il proprio diritto alla salute, all’ istruzione, all’ informazione debba essere manganellato dalla polizia come il peggiore dei delinquenti, mentre i delinquenti veri che siedono tra le sedie del Parlamento e dei Consigli Regionali, Provinciali e Comunali siano riveriti come salvatori della patria?
NO CHE NON E' GIUSTO! Anzi dico di più: è indecente; è disgustoso; è immorale.
Voi che avete tanto caro il “popolo” solo perché esso è lo strumento che vi permette di arricchirvi, sistemarvi, farvi sentire padreterni, siete in realtà i veri criminali perché favorite l’ illegalità e l' ingiustizia per vostro vantaggio e a discapito del popolo. Quello vero. Siete i nuovi Farisei, quelli che uccidono la Verità e la Giustizia per proprio subdolo tornaconto.

In tutto questo vostro vergognoso bailamme amministrativo, una delle cose più ingiuste è che la quota Tarsu si paghi in base alla grandezza della casa e non al numero delle persone che la abitano. Secondo logica, sono le persone a produrre monnezza e non la casa. Ma non a Carinola. dove la logica è molto soggettiva.  L' assurdità per eccellenza, poi, è il fatto che  una sola persona che vive in una casa grande paghi circa 1000 euro, mentre otto persone che vivono in una casa piccola ne paghino 200... Quanta monnezza produce annualmente una sola persona e quanta ne producono invece otto?... Mistero della logica carinolese!
Dal momento che in questo Comune è tutto sui generis, il popolo ha dunque il DIRITTO di sapere che cosa va esattamente a pagare con queste bollette vergognosamente alte. Una raccolta differenziata all' acqua di rosa? Un sistema di depurazione che non ha mai funzionato? Lo smaltimento della monnezza di Napoli? Una tangente camorristica?...  Il minimo che si possa pretendere è una bolletta molto dettagliata per capire, centesimo per centesimo, dove vanno a finire i soldi che paghiamo  perchè quei soldi noi ce li guadagniamo onestamente,  col nostro  lavoro,  e buttarli via a causa  della mala amministrazione è semplicemente oltraggioso.
Come se non bastasse, oltre al danno aggiungete anche la beffa:  due rate si accavallano il 30 e 31 dicembre, giusto per festeggiare la fine dell’anno in armonia! 
Ecco, cari amministratori passati e futuri,  il popolo che voi tanto amate e di cui tanto vi preoccupate per vedere chi lo deve spremere meglio, si è rotto un bel po’ di essere oggetto di tanta  premurosa attenzione. Preferirebbe essere ignorato, in tutto, e non solo in ciò che gli spetta in servizi e diritti.
Ma attenti! Questo stesso popolo che voi sfruttate, umiliate e tartassate impunemente, prima o poi vi stritolerà!

  N.R. 

La monnezza degli esattori

Da giorni gli abitanti del comune di Carinola stanno ricevendo le cartelle della tassa sui rifiuti solidi urbani. Il comune ha affidato con molta eleganza il debito a una società di riscossione, veri vampiri, che non guarderanno in faccia ad alcuno pur di riscuotere quanto dovuto. È come affidare a uno strozzino  il recupero di una somma, solo che in questo caso i creditori sono i cittadini. Berlusconi ha sempre detto che il governo non avrebbe mai messo le mani nelle tasche dei cittadini. Certo non direttamente, ma tagliando fondi agli enti locali questo è il risultato. Il maestro dell’inganno la spunta sempre! Certo è che risulta assurdo per un cittadino  che opera anche la raccolta differenziata, vedersi recapitare delle bollette in cui la somma rateizzata deve essere pagata entro il mese di giugno. Ma l’anno non è composto da 12 mesi? Perché i vampiri a cui si è rivolto il comune impongono un pagamento da concludersi entro giugno? A cosa sono dovute quelle somme così esose se in questo comune si effettua la raccolta differenziata? Affidarsi alle società di riscossione o alla camorra è la stessa cosa, con l’unica differenza che le società di riscossione ti tolgono in un modo o nell’altro quello che le spetta a norma di legge e non vengono con la pistola, ma ti tolgono la vita pignorando le tue cose. Ringraziamo il Commissario prefettizio per voler impinguare le casse del comune con questo sistema. Speriamo che l’ici e altri balzelli non vengano affidati alla stessa società. È  una vergogna! Queste  bollette mandiamole a Villa san Martino ad Arcore, man diamole al nostro presidente del consiglio che continua a dire di non aver messo le mani nelle tasche degli italiani! Vergogna! Vergogna e sempre più vergogna.  Dove sono i vari politicanti locali…. Quando si parla di cose serie scompaiono dalla circolazione… Cittadini ribellatevi. L’unione fa la forza!

DA: Puliamo dalla monnezza umana il nostro territorio

giovedì 9 dicembre 2010

La sottile linea grigia

Viviamo nel tempo della legalità, tutti la predicano istituendo addirittura assessorati ad hoc.  A fianco della legalità si sbandiera la trasparenza sancita addirittura con una legge dello stato alquanto farraginosa. Tra legalità e trasparenza e l'opposto cioè illegalità e burocratese c'è una sottile linea grigia che non permette di capire in quale parte si opera. Per esempio un animale macellato è sano o meno a secondo che sia timbrato dal veterinario o meno. La sua legalità dipende da un timbro che è qualcosa di molto labile. Una vendita  è legale se accompagnata da una fattura se questa viene sostituita con una bolletta di accompagnamento a cui non segue fattura siamo nella zona grigia. L'acqua è potabile o meno, quindi legale se supera una percentuale di purezza stabilita per legge. Se si varia i valore di un elemento da inquinata diventa potabilissima. Un rifiuto urbano che non si può smaltire tale e quale se si approva una deroga da illegale diventa ultra legale. Se una amministrazione comunale paga un sito web ufficiale come simbolo di trasparenza ma non incarica nessun funzionario di curarlo siamo nella zona grigia. Se una amministrazione aumenta le tariffe comunali a dismisura senza pubblicare le motivazioni ci troviamo nella zona grigia che divide la legalità dalla illegalità.  Allo stesso modo se si incarica una ditta privata di depotenziare l'illuminazione publica con la scusa che le luci troppo appariscenti rovinano l'ambiente.

La sottile linea grigia diventa doppia quando in cambio di un servizio ridotto come quello della raccolta dei rifiuti si raddoppia la tariffa. La sottile linea diventa più ampia quando in presenza di tante problematiche si limita l'accesso agli uffici ai cittadini forse per scoraggiarli a protestare.

L'inconcepibile è che questa sottile linea grigia che divide la legalità della politica dall'affarismo politico invece di essere eliminata a Carinola negli ultimi mesi è stata ampliata. L'arrivo dei commissari sul comune di Carinola era stato salutato da molti come un momento di pulizia ed incremento della legalità e della trasparenza.Si aspettavano che avessero esaminato i vari contratti stipulati dagli amministratori uscenti pure per capire se la crisi fosse scatuirita da questi. Ci si aspettava che avessero portato a conoscenza tutti i loro provvedimenti amministrativi e le relative motivazioni. Si ha l'impressione che invece si sia peggiorato e di molto, zero informazioni zero motivazioni. L'unico contatto con la popolazione l'invio quasi settimanale di bollettini sempre più esosi in cambio di un peggioramento quotidiano dei servizi. Si ha quasi l'impressione dell'imposizione di una tangente che si deve versare dietro minaccia,  non il pagamento dovuto di un servizio. Se un delinquente chiedesse mensilmente una tangente sicuramente incorrerebbe nei rigori della legge a Carinola amministratori e funzionari invece le impongono in nome della legge. Chi  giudica e controlla i controllori? E' la domanda senza risposta che aleggia da decenni in Italia.

Carinolese taglieggiato

martedì 7 dicembre 2010

La flora, la fauna e la monnezza

Il ritrovamento a Casale, accanto ad un cumulo di immondizia, del piccolo ghiro poi morto durante la notte, riporta  all’attenzione dei cittadini il mai risolto problema della scarsissima tutela ambientale e dell’inquinamento del suolo carinolese. Centinaia e centinaia di piccole e medie discariche stazionano dovunque: nei fossi, negli anfratti, agli angoli delle stradine di campagna, nei canali, nei burroni e dovunque vi sia uno spazio utile da poter usare. Oltre ad essere deturpanti, non sono affatto discariche innocue perché rilasciano nel terreno, con la pioggia, metalli dannosi che saranno a loro volta assorbiti dalle erbe e dalle piante, e andranno a finire nell’alimentazione umana e faunistica determinando un alto grado di mortalità della fauna selvatica. Un habitat naturale già compromesso dall’uso di prodotti chimici in agricoltura viene così ulteriormente aggravato  dalla presenza di centinaia di micro-discariche.

L’inciviltà dei cittadini, che continuamente sversano di nascosto i loro rifiuti nei posti più impensati, è un comportamento inaccettabile, ma ancora più inaccettabile è quello di coloro che dovrebbero sorvegliare e non sorvegliano, denunciare e non denunciano, far pagare e non fanno pagare, predisporre iniziative per lo smaltimento e misure di sicurezza per la tutela dell’ambiente e non lo fanno. Da che mi ricordi, nessun assessore all’ambiente ha mai preso veramente a cuore il problema e ha mai adottato delle serie misure per il risanamento e la tutela del territorio. Nessun assessore si è mai degnato di girare nei posti più impensati, indagare, osservare, valutare, prendere appunti per mettersi a studiare un piano per il funzionamento dello smaltimento rifiuti. Il loro ruolo di paladini dell’ambiente si è risolto solo al riscaldamento di una comoda sedia nella casa comunale. Non è così che si svolge un assessorato tanto importante.
Il ritrovamento del grazioso animaletto ha portato nella comunità un sapore di fiaba e di magia condiviso però solo dai pochi che comprendono e apprezzano l’importanza di una fauna sanamente selvatica, di una flora curata e non abusata.

E mentre si continua a vedere lo scempio dei nostri boschi mediante continui tagli abusivi, mentre si continua ad assistere all’indifferenza pubblica verso l’inquinamento del suolo e verso la distruzione della fauna, nel silenzio di case private si continua a tessere trame e a discutere su chi saranno i prossimi candidati a sindaco e a consiglieri.
Il fatto che saranno sempre le stesse persone a riproporsi mi preoccupa non poco.
Se non hanno avuto prima la sensibilità e l’ interesse necessari verso il problema, perché dovrebbero averlo adesso? Se non hanno fatto nulla prima per il risanamento del suolo e la cura dei boschi e della fauna selvatica, perché dovrebbero farlo adesso?
Non credo nella sensibilità ambientalistica di coloro che si propongono di nuovo come nostri amministratori proprio perché so di che pasta sono fatti. E proprio perché non ci credo, sorveglierò affinché chi avrà l’assessorato all’ambiente svolga il proprio dovere.

Gala

domenica 5 dicembre 2010

Lettera aperta a Massimo Grimaldi

Caro Massimo,


Hai dimostrato grande abilità politica arrivando a ricroprire incarichi regionali che a Carinola nessuno ha mai neanche sognato.
Questo tuo successo ha avuto ed avrà grande influenza a Carinola ma non necessariamente positiva!
Finora hai dato un grande contributo a sconfiggere il sistema Di Biasio ma l'hai fatto mettendo un suo uomo al vertice del comune, salvo poi accorgerti di aver sbagliato tanto da defenestrarlo.
Sì, lo so che non sei stato solo tu, ma senza di te nessuno poteva portare i 10 a dimettersi.
Adesso hai uncora una possibilità e chi ci vuoi propinare?
Ancora De Risi che governa da oltre ven't'anni insieme a Di Biasio, e non capisce perchè altri vorrebbero gestire il comune dato che lui ha lasciato finanze disastrate? Oppure, da fuori, il meglio che ci sai proporre è Rosa Di Maio? Niente da dire sulla persona, ma non era Lei che ha presentato la lista di Di Biasio alle scorse elezioni?
C'è qualcosa di TUO che puoi mettere in campo o hai comunque bisogno di Di Biasio per fare tutto?
Tanto vale che fai, come si vocifera, l'alleanza con lui, così potrai disporre di tutti i suoi senza violentare noi, altrimenti lascia che sia il centrodestra ad esprimere un candidato, un  centrodestra unito cui Di Lorenzo non potrà dire no, specialmente se si accorperanno le politiche con le amministrative.
Non vorrai chiedere un voto diverso per ogni elezione?

In attesa delle tue prossime mosse,

Uno che spera nel futuro di Carinola.

sabato 4 dicembre 2010

Osservazioni sul pre-partita

Sullo sfondo del valzer di nomi che fioccano come neve per l’ agognata investitura della candidatura alla carica di Sindaco, nell’ ambito del gruppo dei cosiddetti “dimissionari”, si gioca un ‘ altra partita ben più difficile e, per molti versi, anche assai più entusiasmante. Non è un mistero infatti che il gruppone di coloro che hanno decretato prematuramente la fine della consiliatura Mannillo sia diviso in almeno due correnti di pensiero, escluso per brevità quelle, per cosi dire, “minori”. Il primo gruppo è senza dubbio quello riconducibile all’ attuale Consigliere regionale Massimo Grimaldi. L’ altro è diretta emanazione del già Vice Sindaco Gigino De Risi. Una prima e asettica considerazione potrebbe offrire questa lettura, anche se, come verosimilmente gli addetti ai lavori, quelli che contano, sanno fin troppo bene, non sono i signori prima citati ad avere le leve del controllo dei rispettivi sostenitori loro assegnati dalla vulgata galoppante. E’ fin troppo chiaro, infatti, come a dirigere il gioco o, se si preferisce, a tirare le fila dei “Pupi” siano i due Ragionieri : Tonino Pagano e Giovanni Grimaldi. Il primo, ovviamente, è tutto votato a sostenere la scalata allo scranno massimo del suo fidato amico Gigino De Risi e l’ altro, Giovanni Grimaldi appunto, si spreca e prodiga in consigli utili per il rampollo di famiglia nonché suo germano , Massimo. La partita è sottile, fatta di colpi ad effetto e di argute trovate, ricca di sortite estemporanee e imprevedibili in attesa, c’è da giurarci, del botto finale. Una singolar tenzone tra due menti provviste di sale in zucca e corredate della dovuta esperienza. Giovanni Grimaldi può vantare un passato da Consigliere comunale e una militanza primordiale e pioniera in Forza Italia, Tonino Pagano è forte di innumerevoli galloni guadagnati sul campo con incarichi di assoluto rilievo e cariche di prestigio indiscutibile. Gli attenti osservatori lo ricorderanno Revisore dei conti e successivamente membro del nucleo di valutazione del nostro Comune. Entrambi, inoltre, sono titolari di accorsati studi professionali e affidatari di una clientela vasta, qualificata e qualificante. E’ tra costoro che si sta combattendo lo scontro più duro per la designazione del prossimo candidato Sindaco della componente dei “Fab Ten”. Al momento sembra vi sia una fase di stallo anche se il barometro lascia intravedere un futuro sereno e roseo più per Giovanni che per Tonino. Resta da capire se Tonino accetterà supino una schiacciante volontà che sembra prendere corpo con sempre maggiore forza, viaggiando a velocità supersonica, nella direzione della candidatura di Rosa Di Maio gradita, anzi graditissima, all’ On. Massimo Grimaldi. Indubbiamente un volto nuovo, l’ Avv/Commercialista in gonnella, potrebbe agevolmente rappresentare il tanto insistentemente ricercato fattore di novità nello stantio agone politico della terra calena. Senza contare le sicure garanzie di “gestibilità”, pratica indisponibile per ciò che afferisce al dott. De Risi, che per i fratelli Grimaldi sono musica per le orecchie. Con Rosa Di Maio, non v’è dubbio, Giovanni Grimaldi sarebbe di fatto e di diritto il gran Consigliere dell’ Amministrazione, insomma il “Gianni Letta” di turno. Un siffatto assetto renderebbe Massimo strafelice e spalancherebbe le porte per una nuova e duratura dinasty, come quella dei Di Biasio, anche se più colta, aristocratica e largamente autorevole. Tutto questo, ovviamente, determinerebbe la marginalizzazione dell’ altro Ragioniere, Pagano, e il consequenziale tramonto del suo “cavallo pazzo” Gigino. Sarà cosi? Qualche mese e lo sapremo.

Osservatore

mercoledì 1 dicembre 2010

Depurazioni e affari

Sotto la lente della procura di Santa Maria è finito, come abbiamo visto, il nostro comune, in particolare la finta depurazione delle acque, il sistema fognario, quindi i fossi e i rivoli di tutte le frazioni. Inoltre gli atti di mezzo Ufficio tecnico, riconsegnati lunedì, arrivati insieme all’ordine di dissequestro delle tre aree, dove opere pubbliche avevano insospettito non poco. E poi il fiume Savone, carico di veleni, che arriva sazio nel mare di Mondragone. Questo, è stato prima di tutto i lresto analizzato, forse il principio della indagini. Ma gli uomini dell’Arpac e dei Noe sono stati visti nei giorni scorsi, anche nelle zone periferiche dei paesi, nei pressi dei corsi d’acqua, dove nella migliore delle ipotesi, gli scarichi urbani vi si immettono. Ovviamente senza nessun tipo di depurazione. Ma questo lo sapevamo tutti, non doveva certo venire il Messia. Ma i nostri amministratori, non si sono mai concentrati su questi tipi di lavori? Non sembra. Anzi, tracce di lavori in questo senso sembra siano state trovate. Infatti, proprio in quelle tre aree (una a Carinola, due a Santa Croce) sequestrate prima e dissequestrate dopo, ci sarebbero dovuti essere almeno due impianti funzionanti. E invece no. Ma anche dagli atti pare siano emerse delle procedure per far partire d’urgenza i lavori di depurazione, almeno in due casi, per impianti poi mai completati e quindi mai funzionali al territorio. Ma ora una domanda deve bruciare anche tutti noi, che così indolenti quanto ciarlieri, non abbiamo nemmeno mai voluto che queste cose venissero fatte per bene. Perché? Forse perchè continuiamo a delegare, senza poi fottercene più di quello che accade, dal giorno dopo che s’insedia una nuova maggioranza. Per molti la partecipazione attiva alla vita amministrativa del proprio comune non significa nulla, o altro.  In ogni modo il quesito che tutti si pongono è questa, dopo l’arrivo dell’ordine di dissequestro, ossia se le indagini siano concluse, oppure no. Questo non è dato saperlo, ma almeno cominciare a chiedere ai commissari se i risultati delle analisi fatte da Arpac e Noe, saranno rese pubbliche sarebbe un buon inizio. Per cosa? Per sapere.

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