giovedì 10 febbraio 2011

Eroi o codardi?

E' ormai diventato normale che i giovani laureati migliori lascino l'Italia per lavorare all'estero. Tutti fanno finta di indignarsi, perchè gli altri paesi si avvalgono delle migliori menti italiane. Questi arrivi, servono a quei paesi per progredire in tutti i settori di attività, mentre il nostro resta fermo, se non addirittura regredisce. 
I politici, dietro le loro lacrime di coccodrillo, sono contentissimi di non avere intorno gente preparata che potrebbe infastidirli. Berlusconi è arrivato addirittura ad invitare esplicitamente i giovani, che reclamavano il lavoro, ad espatriare. Oltre ai politici, più felici di loro, sono quei laureati di mezza tacca, che sono riusciti a completare gli studi grazie alla loro assidua frequenza dei corsi o alla pietà dei professori. 
Questi, consci della loro incapacità conclamata, si danno alla politica o affiancano i politici già affermati, se non lo hanno già in casa. Grazie  alla politica, quello che è impossibile ed inesistente, per incanto si materializza, molte volte senza nemmeno la farsa del concorso. Una domandina, un colloquio, e si viene inseriti nei ruoli di qualche ente, dal quale poi agevolmente si passerà nell'ente locale preferito. Chi non vuole sottostare al ricatto politico è certamente un eroe!
Anni fa sicuramente un laureato, per il suo sacrificio, oltre che godere di una posizione economica migliore, riscuoteva anche il rispetto di tutti. Oggi che i valori individuali sono cambiati, se non addirirttura scomparsi, anche il vento è cambiato. Chi parte è considerato un disperato,  nelle migliori delle ipotesi un fesso, anche se tutti, all'apparenza, lo osannano. Questo cambiamento di valori appanna le scelte coraggiose classificandole come atti di codardia. I dubbi sono molti, in quanto è molto più difficile districarsi in un mercato del lavoro inesistente, come quello italiano in mano alla politica. Non per questo, tutti quelli capaci di leggere e scrivere devono abbandonare questo paese. Di questo si sta parlando, di abbandonare l'Italia, perché anche il nord soffre delle stesse problematiche del sud, almeno nei confronti degli immigrati meridionali.
Il coraggio, forse sarebbe quello di organizzarsi e di provare ad ostacolare questo tipo di politica imperante. Anche se perdenti, come oltraggiosamente li indica qualche capetto politico, si dimostrerebbe più coraggio contrastare i politici apertamente, non facendoli dormire per il terrore di perdere il loro potere, con annesse prebende. Su questo la Lega è emblematica, perchè è riuscita a soppiantare dei Moloh politici come la DC ed il PCI. L'importante è iniziare, per farlo ci vuole tanto coraggio e tanto ottimismo.
Amleto

 
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