mercoledì 2 febbraio 2011

Faraoni globali


Guerra all'Irak: governati e oppressi da un dittatore.

Guerra all'Afghanistan: governati e oppressi da talebani dittatori e terroristi.

Guerra all'Iran: governati da un maniaco assassino che si permette di definire Israele stato nazista.

Guerra al Venezuela: governato e oppresso da un pazzo protezionista e in più grasso.

Le guerre sono tante, appoggiate dalle tv, dagli stati, dai politici, ma ancor di più dagli imprenditori, dai magnate delle armi, dei medicinali, delle droghe, delle industrie in genere.
Il Cairo e l'Egitto sono da giorni nel caos, la ribellione del popolo è sfociata come un fiume in piena come pochi avrebbero immaginato potesse accadere. E tanti in Europa e ancor di più in Italia si augurerebbero lo stesso per il proprio paese. In effetti da noi la situazione non è poi così diversa, laureati senza un posto nè prospettiva, costretti ad emigrare o a prostrarsi al politico di turno. Diritti cancellati e straziati, tasse sproporzionate e redditi miseri. Oligarchia allo stato puro. Beh! Io personalmente mi auguro una vera e feroce ribellione come quella in Egitto o in Tunisia.
Ma torniamo al primo discorso introdotto.
Stranamente in questa occasione non sentiamo, tranne che con accenti poco interessati, grandi nazioni parlare di democrazia e libertà civili, non sentiamo presidenti di stati detentori della libertà e democrazia mondiale appoggiare quelle persone che soffrono e subiscono una dittatura ventennale. Questa volta il più grande stato “democratico” del medio-oriente ad esempio, non parla di liberare i popoli dalla schiavitù del dittatore e neanche sentiamo gli americani parlare più di tanto di libertà, democrazia e bla bla bla.. li sentiamo stranamente parlare dell'importanza dello stretto di Suez,  o sentiamo i loro amici israeliani parlare della paura dei partiti islamici e così via. Questo stato di cose, questo tipo di ribellioni così spontanee purtroppo le vediamo poche volte, e non perchè ci siano pochi dittatori in giro, ma perchè i dittatori fanno comodo e tanto.  Dittatori ce ne sono dovunque, in quasi tutti gli stati dei nostri o meglio “loro” amici (o meglio servi) americani e israeliani su tutti. Basti pensare a paesi come l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, Qatar, Kuwait ecc ecc. A pensarci bene ed a riflettere su come il mondo giri veramente, siamo tutti rinchiusi ed oppressi da un'enorme dittatura o meglio ci sono due o tre dittature mondiali che si confrontano.
I poveri egiziani avranno la loro gloria forse nell'abbattere il vecchio dittatore Mubarak ma non sanno purtroppo che ne arriveranno altri che sotto le mentite spoglie di democratici inizieranno ad affossare il paese in modo forse più dolce.. diciamo più democratico, ossia un po' uno e un po' un altro ma sempre con ben fisso lo scopo e cioè arricchire se stessi e i loro supporter americani e israeliani. La situazione è critica e potrebbe scappare di mano, circolano già voci su alti ufficiali Usa ed ebrei arrivati in Egitto per far procedere il processo di ribellione e deposizione del loro dittatore al meglio. Questo in base alle mie previsioni è ciò che accadrà.
In effetti a pensarci bene è lo stesso che è successo con noi, se solo pensiamo che ancora oggi a distanza di 70 anni dalla fine del fascismo ancora siamo costretti ad andare a combattere guerre  e far morire nostri soldati per guerre che non ci interessano minimamente. Guerre fatte, generate e provocate su misura dei forti industriali, politici e banchieri americani ed internazionali. Guerre atroci ed assassine, che non trovano spiegazione ne prima ne dopo il loro compimento. Guerre che tutti sanno che sono illegali e illegittime, ma che per forza di cose dobbiamo andare a combattere. Sempre ovviamente per lo stesso discorso. I nostri politici sono una metastasi di un cancro più grande. Un cancro mondiale. Un malanno psicologico, una disfunzione brutale assassina e avida di potere che si protrae tra tutti i governanti del nostro beneamato continente come in tutti quei paesi satellite di USA in primis.
Non so se riusciremo mai a risorgere, non so se il nostro futuro sarà un giorno quello di vederci liberi per davvero, di esser governati da un pizzico di buon senso globale, da un pizzico di giustizia globale. Devo dire che non ne sono cosi convinto ma la speranza si sa è l'ultima a morire..
La speranza che la nostra società, come una fenice si distrugga e divenga cenere per poi rinascere è l'ultimo amo a cui aggrappare la nostra seppur ormai flebile essenza di esseri umani giusti. 

 Sutekh, Setesh o Set

 
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