venerdì 4 marzo 2011

I nostri Gheddafi

10.000 morti, fosse comuni, raid aerei, bombe, militari uccisi perché si rifiutano di sparare alla folla, tolleranza zero contro i rivoltosi. Queste le parole che rimbalzano in questi giorni sul web e l’Intalia invece per bocca della merda umana Frattini risponde: “L’Europa non deve esportare la democrazia. Non sarebbe rispettoso dell’indipendenza del popolo libico” smentendo praticamente se stesso e l’intera politica internazionale ( se così si può definire) della sua italietta in merito alle invasioni di Afghanistan e Iraq. Infatti, sono diventati proverbiali gli slogan sbandierati dal minchia ministro Frattini e del minchia ministro La Russa che hanno sempre fatto dell’esportazione della democrazia un chiodo fisso. Slogan e niente più per mascherare, ovviamente, gli interessi e i leccaculismi americani, slogan, quelli di oggi per difendere l’indifendibile ovvero l’amico beduino Gheddafi.
Le sfilate del beduino a Roma sono cronaca, le sviolinate del Silvio sono ormai negli annali della schifezza così come le lezioni-bunga del corano e  tutte le bizzarrie concesse al dittatore nord-africano con umiliante devozione da parte dei così detti garanti della democrazia e della libertà. Difendere l’indifendibile è un metodo chiaro del popolo dei leccaculo che senza etica e senza imbarazzo passano dalla difesa aprioristica della deplorevole condotta del Silvio ( e non mi riferisco ai festini anzi credo che sia la cosa minore) alla difesa dei suoi amici. Il genocidio che in queste ora si sta consumando in Libia non sembra preoccupare il popolo dei leccaculo anzi fino all’ultimo il frattina ha cercato di “ammorbidire” le decisione della Ue quasi per dimostrare all’amico del suo padrone di aver fatto il possibile. 10.000 morti, fosse comuni, raid arei, bombe, militari uccisi perché si rifiutano di sparare alla folla, tolleranza zero contro i rivoltosi e per i nostri leccaculi la cosa che preoccupa sono esclusivamente la salvaguardia dei loro interessi, proprio così i loro interessi non del popolo italiano. Affari di petrolieri,costruttori e intrallazzieri  questo preoccupa i “nostri” rappresentanti, mica i 10.000 morti. Interessi garantiti dal colonnello che ora rintanato nel suo bunker potrebbe lasciare il controllo del territorio libico determinando così non pochi problemi ai guadagni dei nostri intrallazzieri e quindi ecco l’ennesima strategia del difendere l’indifendibile sparando stronzate come il rischio di un potere islamico, dell’arrivo dei rifugiati, e dalle macchinazioni di Al Qaeda. Tutto per difendere fino all’ultimo l’amico di bunga bunga che da 40 anni controlla la Libia come una proprietà privata. La primavera nordafricana ,qualcuno prova a definire l’ondata a catena di ribellione e la cacciata dei dittatori amici dell’occidente. Adesso mandiamo via i dittatori democratici occidentali.

Al Jafhar Budhassar

 
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