mercoledì 16 marzo 2011

Li chiamerei impostori…

 
Vi siete chiesti perché a tutt’oggi nessun candidato a sindaco è venuto fuori dalle varie riunioni notturne dei due maggiori schieramenti carinolesi? Perché non hanno ancora deciso come spartirsi la torta e a chi va la fetta più grossa. O per dirla in un linguaggio molto nostrano: non hanno ancora deciso chi è “u padrone e chi u sotta”. Non è vero che non ci siano canditati. Ce ne sono e tanti  ma non si è ancora deciso chi è più utile agli scopi di tutti loro.
Troppi cani intorno a un osso già spolpato e rispolpato tante di quelle volte che tra poco non ci  sarà più neanche l’osso.
Il criterio di valutazione per scegliere il candidato sindaco non si basa sulla capacità della persona
ad amministrare le ricchezze economiche e culturali di un popolo, ma sugli quali interessi egli potrà favorire e in che modo. Visto che manca un criterio di valutazione onesto ed obiettivo,  non mi sento di chiamare queste persone “amministratori”; li chiamerei piuttosto “impostori” e darei alla parola una valenza molto ampia: perché tradiscono i cittadini, i valori carinolesi, il territorio carinolese, la cultura carinolese, le nuove generazioni, e chi più ne ha più ne metta. Ingannano, semplicemente ingannano per favorire e favorirsi. Perché in fin dei conti a loro non gliene frega proprio nulla dei problemi del popolo e del territorio. Basta che risolvono i loro.
Allora dico NO a questo tipo di politica avvilente, mortificante, degradante. NO a questa gente senza idee, senza lungimiranza, senza entusiasmo. NO, NO, NO!

No alle liste partitiche in genere né a coalizioni.
No a Di Biasio: ne ho le tasche piene. Il suo nome sa troppo di capo-clan.
No alla Di Maio: troppo agganciata a Grimaldi di cui sarebbe il burattino.
No a De Risi: inaffidabile e strafottente. Farebbe solo ciò che piace a lui.
No a Russo: velenoso dinosauro che non si è reso conto di essere estinto da un pezzo. 
No alla Migliozzi: troppi interessi personali da difendere.
No a Marrese:  buono per una politica  casereccia e niente più.
No a Mannillo: un’esperienza ci è bastata.
No a Di Lorenzo: troppo politicante.
Ni a Galdieri: se si sapesse circondare delle persone giuste e se mettesse da parte la grinta offensiva dell’altra volta.
SI a liste civiche.
SI a volti nuovi: giovani trentenni e oltre che credono nel rilancio del territorio, nell’importanza della cultura che non sia solo d’elite, nella difesa ad litteram dell’ambiente, nella valorizzazione obiettiva di tutto ciò che può farci onore a cominciare dall’agricoltura e finire ai beni artistici, nella realizzazione di seri progetti di lavoro che fermi l’abbandono di questi luoghi da parte dei nostri giovani.
SI, SI e poi SI al fervore, all’entusiasmo e a idee nuove, a giovani che siano ancora animati da un qualche costruttivo ideale verso la comunità carinolese e sappiano affossare l’ormai sterile, disincantato, arido magna-magna degli adulti.
Dove non c’è ideale, non c’è impegno e non c’è crescita. 

Se si arrivasse a non avere un candidato sindaco sarei la persona più felice del mondo! Ma purtroppo ci sarà, magari all’undecima ora ma ci sarà. Un candidato rimediato, rattoppato, che non convince nessuno, ma ci sarà. Un bel burattino a cui il solito scaltro puparo possa smuovere i fili a piacimento e che non rappresenterà MAI il popolo carinolese perché di esso non se ne importa, così come il popolo non se ne importa di lui. D’altra parte come ci si potrebbe fidare dei personaggi di sempre, di cui conosciamo bene l’ operato amministrativo e ogni pelo che hanno sul culo?  

N.R.

 
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