domenica 14 agosto 2011

Riflessioni sul Lunarte 2011

Una delle più belle ed affascinanti manifestazioni del nostro comune si è appena conclusa.
Chi non ha avuto il piacere di prendere parte, come spettatore, al Lunarte non riesce nemmeno ad immaginare quale interessante occasione culturale e formativa si sia lasciato sfuggire.
Per la prima volta, il popolo carinolese ha avuto la possibilità di visitare parte dell’antico palazzo dei Di Lorenzo, oggi degli Sciaudone, in cui l’Associazione onlus Circuito Socio-Culturale Caleno ha la sua sede, e di leggere la storia e le storie di questo affascinante borgo del carinolese.
Nel palazzo, le mostre fotografiche del territorio a cura della Compagnia Teatrale ‘A Scarpasciota e dei ragazzi che hanno partecipato al seminario fotografico, hanno reso l’ambiente particolarmente suggestivo.
Sulla piazzetta dei Laurienzi, i bambini del laboratorio Lunarte ragazzi hanno terminato la loro preparazione con un simpaticissima rappresentazione. L’amico Alfredo Iannelli ha dato un saggio delle sue ricerche musicali e i Dans la Rue hanno animato la prima serata.

Nella seconda serata, ai Carani, ancora una volta i giovani artisti che partecipano alla manifestazione sono riusciti ad attirare l’attenzione di un pubblico molto numeroso ed era difficile perciò entrare nei portoni dove si esibivano. Non sono riuscita a vederli tutti, ma quelli che ho visto mi hanno regalato emozioni molto belle, da ricordare. Tutti veramente bravi: Manuela Schiano col suo simpaticissimo Pinocchio, Gaetano Battista, Eduardo Ricciardelli, Zampanò Forti con le sue canzoni, ma un’emozione particolare me l’hanno regalata le tre ragazze dell’Ars Musae, forse perché la loro esibizione è più vicina al mio sentire personale.
Mi è particolarmente piaciuto il loro modo di raccontare i ‘cunti’, nostra espressione popolare, raccolti da Giovanbattista Basile nel XVII secolo. Le loro voci e i loro corpi, fluidi come acqua e leggeri come aria, sono diventati mezzi per trasportare gli spettatori in un mondo magico, senza tempo, dove continuano a vivere i personaggi della nostra cultura popolare i quali, ogni tanto, tramite questi giovani e stupendi attori, ritornano tra noi per portarci oltre i confini della realtà, nell’immaginario popolare.
Sempre magico è camminare tra i vicoletti dei Carani, fermarsi ad ammirare le opere di giovani artisti, assaporare l’atmosfera, sentirsi abbracciati dagli altri….
La serata, come sempre, si è chiusa con un concerto musicale e la bella voce di Marcello Colasurdo si è diffusa piacevolmente per il paese, trascinado tutti nel ballo fino a quando la luna ha spento la sua incantevole ed onirica luce.

Trilly


 
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