sabato 15 ottobre 2011

Oggi come ieri

“Le opportunità di carriera si erano esaurite, poiché tanti posti di carattere politico ed amministrativo erano stati occupati nel periodo precedente da uomini molto giovani.
In quel momento non vi erano che poche occasioni di inserimento, poiché le promozioni dei giovani nominati nel periodo precedente ritardavano naturalmente sia le ulteriori assegnazioni di posti sia le promozioni acoloro che erano entrati in un momento successivo.

Conseguentemente la struttura occupazionale in ordine all' età mutò, favorendo nei pubblici uffici gli uomini di età media a scapito dei giovani. Un autore ginevrino, James Fazy, espresse il malcontento dei giovani in unpamphlet intitolato: De la gérontocratie, ou de l'abus de la sagesse des vieillards dans le gouvernement:
"Essi avevano ridotto la Nazione - egli diceva - a settemila o ottomila individui eleggibili, asmatici, gottosi, paralitici, indeboliti nelle loro facoltà. Talune occasioni si potevano trovare nelle nuove iniziative industriali, che, tuttavia, si sviluppavano lentamente. La gioventù istruita, in numero superiore rispetto alle esigenze del paese, considerava in termini problematici il futuro che le stava di fronte. La Nazione abbondava di medici senza pazienti, di avvocati senza clienti e di giovani che trascorrevano il loro tempo nelle sale d'aspetto dei potenti. Non essendovi bisogno di loro, questi giovani cominciarono a soffrire non soltanto di un' insoddisfazione di ordine materiale, ma anche di un profondo malessere spirituale, che fini per essere chiamato le mal du siècle; non avevano alcuna ideologia che fornisse loro una spiegazione del loro destino, non possedevano saldi convincimenti né principi che potessero guidare la loro esistenza. Sebbene la Chiesa fosse di nuovo in una posizione di prestigio, la religione non riusciva a riconquistare l'antica autorità morale".
Il romantico ritorno al cattolicesimo non riuscì a far presa sull'immaginazione dei giovani nel loro complesso e non vi era del resto alcun altro sistema di valori in grado di colmare tale vuoto. A proposito della sua generazione, scriveva Alfred de Musset in La confession d'un enfant du siècle: "Ahimè, ahimè, la religione si è perduta... Non abbiamo più né speranze né aspettative, nemmeno due piccoli pezzi di nero legno di fronte ai quali stringere le nostre mani... Tutto ciò che era non è più. Tutto ciò che sarà non è ancora".
Era una giovane generazione, scontenta del sentimento di autocompiacimento ostentato dallo Stato, ed assetata di una nuova fede che fosse capace di dare un senso a ciò che sembrava privo di significato e di riempire il doloroso vuoto di solitudine e di disperazione”.
Questa pagina, tratta da un manuale istituzionale con l'eliminazione dei soli riferimenti temporali sembra scritta oggi e per noi. Si riferisce invece alla Francia della restaurazione, succeduta a
Napoleone.
Come uscì l'Europa da questa situazione?

Da lì a poco sarebbe successo ... il quarantotto.

Un indignato

 
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