mercoledì 9 novembre 2011

maestri e discepoli della politica carinolese

In questi giorni in maniera pubblica e non i soliti cospiratori specializzati nella politica del pettegolezzo, i cultori della politica personalistica si incontrano per tessere le solite trame antagoniste con la speranza di riportare alcuni interessi tra le lo loro mura domestiche, tra i loro tifosi ormai ridottissimi visto che molti di essi hanno preferito imbarcarsi sulla nave del più forte. Tra i politici da 4 soldi (cioè tutti) mi inteneriscono particolarmente Mattia di Lorenzo, Marcantonio e Marrese i quali prima erano amici poi sono diventati nemici, causando lo scioglimento dell’ armata brancamannillo e, oggi, iniziano a sbaciucchiarsi nuovamente. Sia chiaro, non voglio assolutamente attaccare questi per difendere il non lavoro della non amministrazione grimaldiana in quanto tutti sappiamo che a Carinola i politici non esistono ma esistono solo i soliti favori tra i soliti falliti che non potendo realizzarsi nella vita personale lavorativa devono percorrere strade alternative e poco limpide.
 Chiarito questo, ritorniamo sui personaggi succitati ovvero Mattia il fancazzista, Marcantonio il traditore e Marrese il venduto. Il Mattia, trombato e, quindi, escluso dalla partecipazione alle cosa pubblica può soltanto fare ciò che sa fare, ovvero spettegolare, dire bugie prima a uno e poi ad un altro camminando nell’ombra ai margini della vita sociale carinolese in modo da evitare brutte figure. Addirittura c’è chi sostiene che il fancazzista insieme all’altro disoccupato politico Mannillo (il quale, la sera lo sputtana e la mattina lo ama) si dilettano a comporre volantini anonimi scritti male e sulla falsa riga del Qu1iuiri quasi a tentar di confondere le tracce. Purtroppo per loro tutti conoscono i loro metodi e quando si vede un volantino anonimo tutti dicono “ah questo è di Mattia e  Gennaro” scuotendo il capo in senso di pietà. 
Detto questo, vorrei esporre ciò che penso dei non politici carinolesi usando la figura di Mattia come esempio. Mattia,infatti, è l’emblema del cattivo politico, di chi subdolamente ha confuso il concetto di politica con il concetto di impiego. Mattia è ormai noto che di lavorare proprio non ne vuole sapere e lo stesso per Marcantonio e Marrese. Per quanto riguarda gli ultimi due gli è andata di lusso con l’ennesimo tradimento e possono ancora respirare aria di municipio, aria di favori, sicuramente non così fresca come nei mesi passati ma sempre aria sana per i nostri politiciucci. Diversamente a Mattia le scorse elezioni lo hanno trombato, e ora è politicamente azzerato. Quindi come occupa il tempo Mattia? Semplice, trascorre le sue giornate nel tessere accordi bislacchi praticamente con tutti. Oggi con Marcantonio domani con Marrese quindi con Galdieri e poi con Gennaro, insieme al quale la sera mangia e mangia e appena arriva la grappa subito lo smerda senza se e senza ma per poi limonare come due adolescenti di primo bacio. Mattia è l’esempio tangibile del politico carinolese che nulla dà alla comunità in quanto deve cercare disperatamente di trovare qualcosa per se. Non me ne voglia Mattia ma così come ho detto è preso come esempio della mala politica che continua anche nei giovani amministratori. Pensiamo infatti al Di Spirito che provenendo proprio dalla scuola alleanzina piano piano sta imparando che il politico a carinola è un mestiere facile e garantito, lontano dal sacrificio sui libri o nelle fabbrica o negli uffici. Il Di Spirito impara bene ad essere un politico carinolese che pur non capendoci un cazzo di cosa significa amministrare sta imparando a vestirsi come i suoi maestri, Hogan ai piedi, pancia da politico, giacca da rappresentante di aspirapolvere, macchina da cafone nocelletese con accelerata pronta ogni qualvolta si passa avanti al bar. Impara bene anche la D’angelo ( si chiama così?) la quale non capendo cosa fare in comune ha ben deciso di costruirsene uno su misura per lei, dando vita al comune dei ragazzi. Bene signora bene, neanche Mattia ha mai pensato a un modo così originale per evitare le responsabilità amministrative. Vogliamo parlare dell’assessore Passaretti? No? Si, avete ragione è proprio inutile parlare di una persona inesistente. Nardelli? dai vi prego parlare di nardelli è come sparare sulla croce rossa. Grimaldi? Non sono discorsi da fare è decisamente pericoloso per lo stomaco. Insomma tutti stanno imparando cosa significa fare il politico a carinola e a questo punto mi viene il dubbio che forse era meglio Mattia almeno non faceva un cazzo ma era bravo a mostrarsi stanco di lavoro.

 FACOCEROAUTUNNALE.

 
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