sabato 17 dicembre 2011

Stazione Appaltante ed altro

Caro Michele, il pezzo che hai proposto dimostra tutto il merito grazie al quale hai conseguito il tesserino di giornalista/pubblicista. Hai ricostruito una vicenda emblematica con estrema precisione e profondità di indagine. Come altri te ne sono grato e della tua professionalità mi giovo a piene mani per sapere ed approfondire. Ovviamente sta ora a noi lettori porre riflessioni ed esprimere opinioni e commenti.

Lo faccio immediatamente (il post è appena uscito, e tra l’altro è in onda Servizio Pubblico con Vendola) anche perché della circostanza sono stato forse il primo a scrivere sul Quiquirì nel Maggio del 2010  in un articolo che, non a caso, si intitolava UN GIORNO IMPORTANTEPER LA LEGALITA’. In quell’occasione manifestai aperto giubilo per il fatto che il Comune di Carinola avesse aderito, tra i primi,  alla Stazione Unica Appaltante della Provincia di Caserta. Sottolineai che la gara per l’Auditorium (o meglio per il COMPLETAMENTO DEI LAVORI DI ADEGUAMENTO STATICO E FUNZIONALE DI UN EDIFICIO COMUNALE PR ATTIVITA’ CULTURALI SITO IN CARINOLA ALLA VIA PLATANI n. 8) che stava per aver luogo il 10/06/2010 sarebbe stata la prima aggiudicata a Carinola con la nuova procedura a titolarità prefettizia. Mi spinsi a dire che quella era l’alba di un nuovo giorno. Un’alba ancor più luminosa se si considera che, qualche mese prima, il Comune di Carinola sottoscrisse con la Prefettura di Caserta anche il Protocollo di Legalità, un insieme di procedure atte a controllare le ditte partecipanti alle gare di appalto (ed anche quelle aventi con queste ultime rapporti di sub-appaltatori o di fornitori) anche dopo l’aggiudicazione dei lavori, con l’impegno a bloccare il relativo contratto o ad invalidarlo se già sottoscritto, nel caso di intervenuti elementi interdittivi antimafia o anche di elementi considerabili discrezionalmente ostativi dal punto di vista della notizia e dell’accertamento di eventuali rapporti o condotte non legali.

L’enfasi non fu fuori luogo, caro Michele, in quanto da allora è cambiato molto. Come bene hai fatto notare, già dalla prima applicazione l’accoppiata Stazione Unica Appaltante - Protocollo della Legalità ha dimostrato di funzionare. Hai scritto, infatti, che ad aggiudicarsi la gara in parola fu la ditta PEZZELLA RAFFAELE con sede in CASERTA (CE) in VIA PATTURELLI, 141. Tale ditta risultò, in un primo momento e forse (con il senno di poi) un po’ a sorpresa, in regola con i requisiti la cui documentazione veniva richiesta dal bando di gara, requisiti come quelli riguardanti l’assenza di interdittive o di sentenze passate in giudicato che ponessero alla ditta cause ostative alla partecipazione. Tutte le notizie, prima fornite in autodichiarazione, poi attraverso le certificazioni probanti rese in originale, risultavano a posto. Anche il Certificato della Camera di Commercio conteneva, evidentemente, la famosa “dicitura antimafia” che consente alle stazioni appaltanti di conoscere eventuali divieti.  Ciò si evince dai verbali di verifica documentale, di apertura delle offerte, di aggiudicazione provvisoria e di aggiudicazione definitiva (quest’ultimo firmato dall’ing. Lombardo, presidente della Commissione in qualità di Dirigente del settore Tecnico dell’Ente aggiudicatario – la gara fu infatti interamente espletata durante la gestione di Vittoria Ciaramella). Tali verbali hanno data 15/06/2010, 22/10/2010, 02/08/2010, 06/08/2010 e 31/01/2011 (agg.def.). A fronte e all’analisi, anche approfondita, delle carte presentate, le cose non potevano che andare in quel modo e, se non ci fosse stata la nuova procedura della Stazione Unica Appaltante, la ditta Petrella avrebbe cominciato subito i lavori. Lombardo, insomma, firmò l’aggiudicazione definitiva e non poteva fare altrimenti e di lì a poco l’appalto sarebbe stato contrattualizzato. Purtroppo per la ditta vincitrice, tuttavia, la Stazione Unica Appaltante prevede un’ulteriore fase di verifica, anche post-aggiudicazione, che invece prima non veniva contemplata. Infatti gli art.12 e.13 delle “MODALITÀ' OPERATIVE PER IL FUNZIONAMENTO DELLA STAZIONE APPALTANTE UNICA PROVINCIALE” approvate con deliberazione commissariale n. 148 del 29/09/2009 (anche la Provincia era commissariata dopo la fuga mistica di De Franciscis) hanno istituito il Nucleo Investigativo interforze atto a verificare il grado di legalità dei soggetti concorrenti con l’obiettivo che, qualora dalle indagini effettuate anche dopo le sedute di gara “emergano elementi relativi a forme di collegamenti, condizionamenti o infiltrazioni di tipo mafioso nei confronti di un'impresa partecipante a gara d'appalto, la Stazione Appaltante, su informativa del Nucleo predetto, comunicherà tale situazione al Presidente della Commissione di gara” al fine di bloccare la stipula del contratto con la ditta risultata vincitrice ma con problemi di vicinanza alla criminalità organizzata. Per giunta la Stazione Unica Appaltante, onde ottemperare al Protocollo di Legalità, usa inserire, nei disciplinari di sua titolarità, la seguente clausola (nel caso del bando dell’Auditorium al TITOLO VIII -DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARSI DA PARTE DELL’ AGGIUDICATARIO E DISPOSIZIONI DA ATTUARSI PRIMA DELLA STIPULA DELCONTRATTO): “L’ aggiudicatario deve trasmettere all’Ente appaltante entro dieci giorni dall’aggiudicazione il Modulo GAP, prescritto dalle istruzioni emanate dal Ministero dell’Interno, in attuazione della legge 10.12.1982 n. 726” . Il GAP è un documento in cui si elencano i dati più importanti della ditta aggiudicatrice di un appalto, degli eventuali sub-appaltatori di cui ci si vuole avvalere ed anche dei titolari delle forniture di cui l’appaltatore avrà bisogno per completare l’opera. Questo per permettere alla Prefettura ed al Nucleo Interforze di proseguire nelle indagini. E difatti, dopo l’obbligo di consegna del Modulo Gap, la Stazione Unica Appaltante avverte, nel disciplinare, che “nell’ipotesi in cui la Prefettura rilevi la sussistenza di cause ostative all’affidamento dell’appalto, ai sensi della legge 13.9.1982 n. 646, la stazione appaltante non ratifica l’esito della gara”.
Ricapitoliamo. Pezzella presentò a suo tempo tutte le carte in regola in sede di gara e, come si evince dal Verbale di aggiudicazione definitiva firmato da Lombardo (presidente Commissione Stazione Unica) nel Gennaio 2011, vinse l’appalto. Entro i canonici dieci giorni presentò il GAP ma a quel punto, come bene ha fatto notare Michele, il Nucleo Interforze cominciò a comunicare qualcosa. Quel qualcosa (citazione di alcuni episodi di versamenti illeciti alla criminalità da parte dello stesso Raffaele Pezzella, di cui l’ultimo il 25 Settembre 2010 – episodio comunque successivo alla data in cui la ditta Pezzella presentò i documenti di gara validi) è contenuto nella nota inviata all’ing. Lombardo e alla Prefettura. A seguito della nota Lombardo bloccò (per Protocollo di Legalità) la stipula del contratto mentre la Prefettura produsse addirittura l’interdittiva antimafia piena. Il ricorso al TAR di Pezzella (ovviamente respinto) ha fatto perdere altri mesi, ma sono stati mesi ben spesi.

In poche parole, se l’Amministrazione Comunale di Carinola non avesse aderito alla Stazione Unica Appaltante della Provincia di Caserta e al Protocollo di Legalità e non l’avesse fatto alla prima ora, oggi Raffaele Pezzella, interdetto successivamente dalla Prefettura per questioni di camorra, starebbe comunque lavorando a Carinola su di un appalto di oltre un milione e mezzo di euro.

Fu l’alba di un nuovo giorno, non mi pento di quello che scrissi nel Maggio del 2010. L’Amministrazione di Gennaro Mannillo cambiò le consuetudini. Forse non vi era nemmeno la piena coscienza della ruscita in termini concreti dell’adesione alla SAU della Provincia di Caserta. Ci si privò della titolarità dell’affidamento degli appalti, in favore della legalità. Fu un’adesione convinta ma quasi istintuale, congenita al mandato di discontinuità che gli elettori avevano impresso a quella consiliatura. Oggi possiamo apprezzare a fondo gli effetti e la forza di quel cambiamento procedurale. Cambiamento epocale. Chiusi tutti i varchi: la criminalità, l’illegalità, non passa.

A distanza di due anni vorrei che si comparasse quanto raccontato da Michele con un altro episodio emblematico: l’affidamento, sia pur momentaneo, all’Ecotransider srl del servizio di ricezione della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata del Comune di Carinola. L’Ecotransider, durante la gestione commissariale del nostro comune a seguito della cacciata dell’Amministrazione Mannillo, partecipò alla gara di appalto nel Maggio 2011, presso la SUA, classificandosi al secondo posto. Presentò le carte secondo quanto richiesto da bando e risultò, verbali alla mano, in regola con i requisiti, sia amministrativi, sia di salvaguardia dell’ambiente. A vincere fu l’Esogest srl che offrì un prezzo migliore ma, dopo qualche mese, per cause logistiche, dovette interrompere il servizio fornito. Il Comune di Carinola, a quel punto, avrebbe dovuto rimettere velocemente la questione in mano alla Stazione Unica, la quale avrebbe di certo interpellato l’Ecotransider srl, seconda classificata alla gara, riaggiudigando in suo favore i lavori. Non senza richiedere, tuttavia, la compilazione del GAP che avrebbe permesso al Nucleo Interforze di fare le indagini, sia pur veloci. E le indagini avrebbero sicuramente fatto venire alla luce che l’Ecotransider, nel Maggio del 2011 e comunque dopo l’espletamento della gara di appalto, è stata oggetto di una visita ispettiva da parte dei Commissari Prefettizi di Gricignano di Aversa e dell’Arpac, che riscontrarono delle gravi irregolarità nella gestione del sito di stoccaggio, addirittura in ordine alla natura (!) dei rifiuti ospitati a giacenza. A seguito di quella ispezione i Commissari stilarono una durissima ordinanza con cui chiedevano alla Regione Campania di revocare le autorizzazioni. Ma la Giunta Comunale di Carinola, in questo caso, si comporta in modo sconcertante. Snobba completamente la Stazione Unica Appaltante ed affida direttamente (tra l’altro a prezzi maggiorati rispetto ai dettami del Codice degli Appalti Pubblici di cui al Dlgs 163/2006) all’Ecotransider i lavori sospesi dall’Esogest, non chiedendo alcuna documentazione a corredo (nemmeno le autorizzazioni che, dopo sei mesi, non sarebbero più valide)e tantomeno facendo compilare il GAP destinato al nucleo interforze. La procedura regolare si sarebbe potuta avviare e concludere in un paio di giorni. Non c’era tempo hanno risposto in Consiglio Comunale all’interrogazione in proposito mossa dal Gruppo Coraggio e Libertà. Un passo indietro, anzi cento passi indietro. In questa maniera si comunica che per l’illegalità il nostro comune  offre di nuovo uno spiraglio d’entrata.

Ultima considerazione. Che bel progetto è quello dell’Auditorium. E’ straordinario. Se la redazione del Quiquirì non l’avesse spedisco copia di tutto (Documento 1 e Documento 2). Un’opera meravigliosa. Progettata dall’Arch.Fiorillo su incarico dell’Amministrazione Comunale. Per la prima volta dopo tanti anni giovani tecnici locali valorizzati. Da quanto tempo non si procedeva all’affidamento della progettazione di un’opera così importante ad un tecnico di gran valore ma col cognome meno abituale. Oggi l’arch.Fiorillo è meritatamente a capo dell’Ufficio Tecnico di Carinola, dopo aver superato un percorso irto di insidie e dopo aver dovuto ricorrere alla giustizia amministrativa.

Un abbraccio, caro Michele, che estendo a tutti.

                                                                                                                                    L’Olandese

 
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