sabato 28 aprile 2012

An american hobo: Woody Guthrie



Nella lingua inglese, con la parola hobo si intende semplicemente un “vagabondo”, un senza fissa dimora che passa la sua vita girovagando tra gli stati americani, mangiando quando può, dormendo dove può, di solito nei vagoni dei lunghissimi treni americani. Qualcuno la traduce semplicemente con il termine “barbone”, ma non è assolutamente esatto, perché a questa parola è collegata tutta un’etica che abbraccia vari aspetti della cultura americana, dalla musica alla letteratura, alla filosofia. Un hobo infatti non è necessariamente un mortodifame, un disoccupato o uno sfaticato, non è neppure un testa calda o un criminale; è semplicemente una persona libera che volontariamente sceglie quel tipo di vita perché rifiuta l’ imposizione della cultura ufficiale americana e soprattutto rifiuta un tipo di schiavismo legato al mondo del lavoro. Se vogliamo, possiamo considerare l’hobo  un paladino di una libertà personale e intellettuale, che non si piega agli schemi di una cultura e di una società di asservimento. La cultura hobo si affermò in America già dalla seconda metà del 1800, ma nella prima metà del novecento, anni ’50, venne conosciuta in tutto il mondo grazie a scrittori  della beat generation come Jack Kerouac

Uno dei rappresentanti più importanti della cultura hobo fu senza dubbio il cantante e musicista folk Woodrow Wilson Guthrie, meglio conosciuto come Woody Guthrie. Dopo una serie di tragedie familiari in cui perse madre, padre e sorella, Woody cominciò a girare gli Stati Uniti con la sua chitarra, forse per scappare alla  depressione, al seguito di lavoratori stagionali che si spostavano dall’Oklahoma, dove era nato nel 1912, alla California. Imparò da loro le canzoni tradizionali folk e blues che sono ora protette e conservate nella Library of Congress di Washington. Quella più conosciuta è certamente This land is your land (Questa terra è la tua terra) da cui fu tratto il film Bound for glory (questa terra è la mia terra). Spirito ribelle e poeta di grande talento, diventò l’ispiratore principale  di tanti intellettuali americani che stavano riscoprendo il valore della musica  popolare e a lui attinsero artisti come Bob Dylan, Joan Baez, Judy Collins, il più contemporaneo Bruce Springsteen e tanti altri, anche italiani. Fu tacciato di essere “comunista” per il suo schierarsi al fianco dei lavoratori più oppressi, anche perchè sulla sua chitarra portava scritto this machine kills fascists (questo arnese ammazza i fascisti), ma fu soprattutto un uomo libero che il crescente capitalismo americano non riuscì a piegare.

 QUESTA TERRA È LA TUA TERRA

Questa terra è la tua terra questa terra è la mia terra

dalla California all’isola di New York
dalle foreste di sequoie alle acque del Golfo del Messico
questa terra è fatta per te e per me

Mentre camminavo su quel nastro di asfalto

vidi sopra di me il cielo infinito
vidi sotto di me la valle dorata
questa terra è fatta per te e per me

Ho girato e vagato e inseguito i miei passi

attraverso le sabbie scintillanti dei deserti di diamante
e tutto intorno a me una voce risuonava
questa terra è stata creata per te e per me

Il sole usciva splendente e io camminavo

nei campi di grano che ondeggiavano e la nube di polvere si alzava
mentre la nebbia saliva una voce cantava
questa terra è stata fatta per te e per me

Mentre camminavo vidi un cartello

e sul cartello c’era scritto “Non oltrepassare”
ma dall’altra parte non c’era scritto niente
questa parte è stata fatta per te e per me

All’ombra del campanile ho visto la mia gente

vicino all’Ufficio Assistenza ho visto la mia gente
loro stavano lì affamati ed io stavo lì a chiedermi
questa terra è stata fatta per te e per me?

Nessuno potrà mai fermarmi

mentre percorro quella grande strada della libertà
nessuno potrà mai farmi tornare indietro
questa terra è stata fatta per te e per me

Vi consiglio di ascoltarla. Nella versione originale, naturalmente.

Calamity Jane

 
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