giovedì 20 dicembre 2012

Corsi e ricorsi storici


Sono anni che è in corso l'unificazione dell'Europa con passo lento ma inarrestabile. Presentata sotto una veste romantica questa futura unione di popoli è pur sempre una unificazione forzata come tante altre già verificate nei secoli scorsi. 
Un popolo dovrà giocoforza sottomettersi ad un altro rininciando a tutta o in parte della propria storia e della propria autonomia per confluire in un organismo pù grande. Una volta le unificazioni avvenivano tramite guerre sanguinose che duravano  tanti anni. Basti pensare alle guerre interne che portarono alla costituzione del regno di Francia o altrettanto sanguinose per quella del regno di Inghilterra. Oppure basti ricordare l'unificazione che ci ha interessato più vicino, cioè quella italiana. 
Accompagnata da un aureola romantica  tra versi poetici e con le musiche sublimi di Verdi in effetti è stata una annessione  forzata e sanguinosa allo Stato più forte da parte di quelli più deboli. 
Il prezzo dell'unificazione fu pagato dalle popolazioni meridionali con tante tasse e con l'emigrazione di massa per alcuni,  per altri che si ribellarono con la morte. Oggi l'unificazione  non si fà più a colpi di cannone ma a colpi di spred e di tassi monetari. Questi mezzi più sofisticati ma non meno efficaci permettono ai paesi forti di assoggettare quelli più deboli. L'orgogliosa  Grecia, a dispetto della sua storia, è costretta a chiedere l'elemosina alle altre nazioni. L'Italia che si vede dettare la linea economica e   addirittura il nome dei governanti. 
Anche questa è guerra, con le sue  vittime che sono sia i numerosi suicidi sia la condanna alla disoccupazione di milioni di persone. Tutti insieme obbligati a sventolare la bandierina dell'unione europea come i bambini della scuola all'arrivo del presidente della repubblica. 
Come ogni guerra non ci sono solo vittime ma anche chi si arricchisce come la grande finanza mondiale che specula sui debiti degli Stati, facendo utili a dismisura, o come tanti politici che sono riusciti a procurarsi un posticino nel governo europeo. 
L'Italia oltre ad essere un paese debole economicamene ha anche la disgrazia di avere una classe politica mediocre interessata solo agli interessi personali. Questi due gravi handicap comporteranno  che i cittadini italiani sono e saranno quelli che sopporteranno più di tutti il peso di questa Unione tanto  desiderata. Su di loro pende anche un'altra grande minaccia: quella di non raggiungere mai la parità con gli altri paesi europei. Se la storia si ripeterà,  anche quando l'unificazione sarà funzionante a pieno titolo,  ci sarà differenza tra italiani e tedeschi come oggi a distanza di un secolo e mezzo tra gli italiani del nord e quelli del sud.

Europeista scettico  


 
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