lunedì 26 agosto 2013

Un contributo "forestiero"

HO PROVATO AD INSERIRE UN COMMENTO, MA NON HA FUNZIONATO, PER CUI RIPROVO QUI, MAGARI QUALCHE REDATTORE PUO' FARLO PER ME, GRAZIE


Salve, 
sono di pignataro maggiore, non capisco un tubo d'arte, ancora meno di teatro d'avanguardia o arte contemporanea. Mi emoziono di fronte a certi quadri classici dell'800, dove vedo corpi ripresi in ogni piccolo particolare, e paesaggi belli come solo l'arte puó creare, e verosimili come fossero stati fotografati.
Sono stato per la prima volta al Lunarte, quasi per caso. Sono partito da Pignataro, a pochi km, per scattare qualche foto, non sapendo bene cosa avrei trovato.
Beh, tutte le premesse per parlare male della manifestazione ci sono, come vedete. 
Peró ho fatto un mio piccolo resoconto su un sito locale, che non nomino per non pubblicizzarlo. Il mio contributo é stato ripreso anche da Casaledicarinola.net. Ringrazio chi ha deciso di farlo.
Mi complimento con tutti per la vivacitá della discussione, ma dall'esterno sono daccordo solo con chi dice che gli articoli sono troppo lunghi... per il resto - forse - il parere di chi viene da fuori e se ne frega delle beghe politiche locali dovrebbe essere preso in considerazione.
Di Lunarte. Di questa edizione almeno, credo possano essere criticate delle cose. La mancanza di adeguata segnaletica per portare i visitatori al borgo dove si svolgeva la manifestazione ed il fatto che é durato poco.
Si parla di finanziamenti pubblici. 
La mia opinione é che in periodo di crisi le poche risorse finanziarie di un ente come il comune i finanziamenti pubblici vadano ridotti al minimo, per dirottare le risorse sulle politiche sociali.
In questi termini credo che la polemica contro il finanziamento concesso potrebbe pure esserci, ma non mi pare che la questione venga posta in questi termini nei commenti (non nell'articolo, che mi perdonerete, non solo non ho il tempo per leggerlo, ma nemmeno la forza).
 Che ci siano stati i finanziamenti dell'ente non mi pare che sia stato nascosto da nessuno. Forse non é stato messo in risalto, ma nei comunicati ho letto che Lunarte godeva "...il patrocinio e il contributo del Comune di Carinola...".
La parte virgolettata l'ho copiata ed incollata dal sito lunartefestival.it
Il termine "contributo" ha un significato che non credo vada spiegato a chi sa usare una tastiera ed un monitor. 
Qual'é la sensazione di chi non capendo d'rte e fregandosene delal politichetta locale viene a Lunarte? "Bravi, che ve set firat e fa"'... 
E basta, é stata na bella manifestazione. 
L'avrei fatta per due giorni. Anche al costo di dover chiedere un contributo maggiore al comune.
Poi sul sito di lunarte si potrebbe chiedere di pubblicare un resoconto delle spese per questioni di trasparenza, ma solo per quello, e non usando termini come "ladrocini" e "ruberie", tranne che non si possano dimostrare o almeno dubitare a fronte di un resoconto che presenti spese anomale.
Come si inquadra il Lunarte nel contesto locale? Io ritengo in tanti modi diversi. Uno per tutti, é un momento di socializzazione e di condivisione in un contesto - quello meridionale - dove molte famiglie purtroppo non potendo fare affidamento su un wellfare funzionante, possono ancora sopravvivere proprio grazie alla rete sociale che le piccole comunitá offrono. 
Oggi a Casanova di Carinola, come a Pignataro Maggiore o in qualunque altro posto "stare insieme" é un valore ancora piú importante che in passato, perché permette di consolidare l'unico vantaggio competitivo delle piccole cittá, la rete di salvataggio per i soggetti deboli rappresentata dalla rete sociali, a trame purtroppo sempre piú larghe.
MI sto dilungando troppo.
Concludo con tre sensazioni che ho ricevuto venendo per la prima vota a Casanova di Carinola oltre che al Lunarte:
1 - bel paesino, molto vitale, anche se senza un'architettura di pregio, come per la maggior parte dei nostri paesi.
2 - bravi, hanno fatto una cosa non popolare e interessante, certamente originale rispetto alla solita sagra della birra
3 - (leggendovi qui sopra) ammazza e come vi prendete a coltellate l'uno con l'atro (mediaticamente, s'intende... e poi da dove vengo io é pure peggio, ma questa é un'altra storia)


Pietro Ricciardi

sabato 24 agosto 2013

La notte magica dell'arte


Si sente ancora nell'aria il ritmo della musica che ha ringiovanito per una intera notte l'antico borgo dei Carani a Casanova. Sull'onda dei successi degli anni precedenti e dell'interesse suscitato nei mezzi di informazione locali e nazionali si è avuta un' invasione di visitatori senza precedenti. Alcuni li hanno stimati in duemila altri di più. Tanti sono venuti ad assistere ai tanti spettacoli teatrali che si sono tenuti in tutti i portoni del borgo. Altri, in maggioranza giovani, sono intervenuti per partecipare alla kermesse musicale che si è protratta fino al mattino. La musica piacevole e ritmata ha coinvolto tutti in una ballata generale che è stato un vero inno alla gioia ed alla spensieratezza che è il sale della gioventù. Questa festa che ormai è una tradizione attesa con ansia da tantissimi aficionados è qualcosa in più delle solite feste. Sicuramente è qualcosa di diverso dalle datate feste della birra o dalle feste patronali limitate da doverosa sobrietà. In questa festa la gioia la fa da padrona e la si poteva leggere marcatamente sui visi di tutti. Sui volti soddisfatti di quelli che  uscivano dai portoni ripetendo  "bravi bravi", sui volti estasiati ed increduli dei tantissimi che ammiravano la performance infuocata di Lucignolo il mangiafuoco indiavolato dall'animo gentile. Allegria ed arte in un connubio perfetto che ha coinvolto tutti. Particolarmente felice l'assessora alla cultura intervenuta alla festa anche in rappresentanza del Sindaco e di tutta l'amministrazione che ha finanziato questa festa unica e grandiosa. Aver finanziato la felicità di una enorme massa di persone dà un senso di soddisfazione che poche volte si ha occasione di cogliere nell'azione amministrativa. I tanti giovani che hanno organizzato e lavorato per ottenere questo grande successo non avrebbero potuto farlo senza il supporto dell'amministrazione comunale che è stata ampiamente ripagata dalla risonanza del'evento in tutta Italia. Non è mancata la nota stonata da parte di qualche scarto della politica che ha vomitato per giorni precedenti insulti ed insinuazioni sul lavoro dei giovani e dell'amministrazione. La loro acredine e malafede è stata cancellata in un attimo  dalla gioia che in tutta la notte ha pervaso la piazza. Il merito più grande degli organizzatori è stato quello di non essersi fatti condizionare dagli immancabili sabotatori di paese alleati con politici desueti alla ricerca di un improbabile riscatto . L'alto spessore degli spettacoli proposti ed il sorriso che ha imperato su tutta la serata ha cancellato tutte le sterili polemiche che accompagnano qualunque iniziativa. Per una notte i Carani, un piccolissimo borgo, sono diventati l'ombelico dell'arte italiana in tutte le sue sfaccettature. L'enorme successo di questa edizione deve esser di sprone per gli organizzatori e per i finanziatori siano essi pubblici o privati. Il segreto del grande successo è semplicissimo, lavorare per l'arte e per far divertire e divertirsi, non per miserabili calcoli politici che guastano tutto. Fino a questa edizione ci sono riusciti si spera sia così anche nei prossimi decenni nei quali si ripeterà il grande spettacolo della felicità.
fanlunarte 

venerdì 23 agosto 2013

La Luna Calante dell’Arte – Parte III


Il Lunarte non è concepibile se non come un Grande Evento. Altre dimensioni non possono attagliarsi ad una
manifestazione di questa potenza. Una potenza ancora in culla purtroppo, ferma al suo stadio adolescenziale ed incompleto di potenzialità. Perché in fondo non ci si crede abbastanza. Perché l’istituzione patrocinante non patrocina di fatto. O non patrocina affatto.

Come è possibile, ci si chiederebbe,  che il Lunarte non sia nell’elencazione delle “Manifestazioni di rilievo nazionale, regionale o locale” beneficiarie del contributo finanziario regionale (misura già citata nella seconda parte del post) ai sensi della L.R. 8/2004, come la “Notte della Tamorra” (finanziata dalla Regione Campania su proposta del Comune di Napoli, per euro 119.000), come il “Divino Jazz Festival” (finanziato dalla Regione Campania su proposta del Comune di Torre del Greco, per euro 118.000), come “Teatri di Pietra” (finanziato dalla Regione Campania su patrocinio del Comune di Capua per euro 75.000), come il “Mercogliano Music Festival” (finanziato dalla Regione Campania su patrocinio del Comune di Mercogliano per euro 75.000), come il “Social Word Film Festival (finanziato dalla Regione Campania su patrocinio del Comune di Vico Equense per euro 60.500), come “Le Stagioni della Cultura Mediterranea” (finanziato dalla Regione Campania su patrocinio del Comune di Agropoli per euro 74.000), come il “Miglio Jazz Festival” (finanziato dalla Regione Campania su patrocinio del Comune di Ercolano per euro 68.000), come il “Festival nazionale del Teatro Città di Casamarciano - II edizione” (finanziato dalla Regione Campania su patrocinio del Comune di Casamarciano per euro 66.500), come il “Zungoli Festival della Musica e della Cultura” (finanziato dalla Regione Campania su patrocinio del Comune di Zungoli per euro 65.500), come l’Ariano FolkFestival (finanziato dalla Regione Campania su patrocinio del Comune di Ariano Irpino per euro 60.000), come la “Sagra della Castagna” (finanziato dalla Regione Campania su patrocinio del Comune di Montella per euro 30.229). Del “Teano jazz” abbiamo detto.

Centoquarantadue gli interventi regionali su questa misura, tutti o quasi superiori ai 50.000 euro. Il “famoso” Lunarte non vi ha trovato posto.

Come è stato possibile, poi, che il Lunarte sia rimasto fuori dall’elencazione di cui al “Programma regionale unitario di eventi” o dalle “Iniziative turistiche di risonanza nazionale ed internazionale da tenersi sul territorio regionale”, elencazioni approvate dalla Giunta Regionale della Campania poco tempo fa a valere sugli Obiettivi Operativi 1.9 e 1.12 del Programma Operativo regionale - Fondo Europeao di Sviluppo Regionale (già richiamati nella seconda parte del Post), dove il Comune di Sorrento è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 280.000 per l’organizzazione della manifestazione “M'Illumino d'Inverno VI Edizione”; dove il Comune di Pomigliano d’Arco è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 265.000 per il  “Pomigliano Jazz Festival XVIII edizione”; dove il Comune di Pollica Cilento è riuscito ad ottenere un finanziamento  di euro 300.000 per la manifestazione “Un Modo di Vivere - II Edizione”; dove il Comune di Pertosa è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 126.225 per la manifestazione “Negro 2013 – Bande Banditi e Sbandate - Rassegna/Festival di Musica e Cultura Etnica - XVIII Edizione”; dove il Comune di Benevento è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 300.0000 per il “Benevento Città Spettacolo – XXXIV Edizione; dove il Comune di Positano è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 120.000 per la manifestazione “Positano premia la danza – Leonide Massine”; dove il Comune di Summonte è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 230.000 per il “Festival Internazionale di Musica Etnica Sentieri Mediterranei con Eventi in Abbazia - XV Edizione”; dove il Comune di Caserta è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 300.000 per la manifestazionen”XIV Leuciana Festival Christmas Event - Holy Voices”; dove il Comune di Montemarano è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 30.000 per la manifestazione “La Tarantella del Carnevale di Montemarano”; dove il Comune di Anacapri è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 225.000 per la manifestazione “Capri, i Giovani e il Cinema Internazionale 2013”; dove il Comune di Nola  è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 250.000 per la manifestazione “Le Note degli Angeli - VII Edizione”; dove il Comune di Cusano Mutri è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 91.100 per il “ Festival internazionale dell'Infiorata Cusano Mutri - Una Cascata di Fiori”; dove il Comune di Mirabella Eclano è riuscito ha ottenere un finanziamento di euro 300.000 per la manifestazione “Sistema Irpinia per la Cultura Contemporanea”; dove il Comune di Palma Campania è riuscito ad ottenere u finanziamento di euro 150.000 per la manifestazione “Magie delle Quadriglie, dei Carri e dei Sapori nelle Antiche Terre del Nocciolo”; dove il Comune di Pozzuoli è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 300.000  per la manifestazione “Premio Civitas - Rassegna Musica Popolare – Festival Jazz Reprise”; dove il Comune di Acerra è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 300.000 per la manifestazione “ XIII Edizione Palio dei Quartieri: Il Giracastelli… di castello in castello”; dove il di Comune di Ascea è riuscito ad ottenere un finanziamento di € 246.650,00 per la manifestazione “Cilento no limits”; dove il Comune di Piano di Sorrento è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 160.000 per il “Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito”; dove il Comune di Casamicciola Terme è riuscito ad ottenere un finanziamento di euro 132.000 per la manifestazione “Casamiccila Terme: la cultura, la musica, il canto, la tradizione - 1° edizione”; dove il Comune di Tufo è riuscito a ottenere un finanziamento di euro 210.000 per la manifestazione “Percorsi tra vigneti e castelli d'Irpinia”; dove il Comune di Marzano di Nola è riuscito a ottenere un finanziamento di euro 280.000 per la manifestazione “Dalle origini al medioevo, miti, storie , personaggi e arti nel Vallo di Lauro”; dove il Comune di Angri è riuscito a ottenere un finanziamento di euro 295.527 per la manifestazione “Spettri al castello - giornate mediovali: la vita al castello”; dove il Comune di Massa Lubrense è riuscito a ottenere un finanziamento di euro 300.000 per la manifestazione “Convivio mediterraneo - rassegna sulla cultura gastronomica della Dieta Mediterranea”; dove il Comune di Novi Velia è riuscito a ottenere un finanziamento di euro 285.000 per la manifestazione “Agorà contemporanea: parole e suoni” e dove, come si è già detto, anche il Comune di Teano è riuscito a ottenere un finanziamento di circa 296.000 per le sue manifestazioni nei percorsi archeologici.

Trentatre manifestazioni in tutto finanziate attraverso queste misure. Il Lunarte non vi ha trovato spazio.
Credo, a questo punto, che le poche migliaia di euro assegnate al Lunarte dal Comune di Carinola generino una riflessione amara e automatica. Non è questo il modo di puntarci, sul Lunarte. Dimenticarlo per un anno intero e poi metterci in extremis una toppa per farlo comunque svolgere. Credo che sia una mortificazione di quelle potenzialità che tutti riconoscono in questa kermesse culturale. Noi che il Lunarte lo amiamo sinceramente, da avventori  sognatori, già alla prima edizione del 2007 immaginavamo di vederlo salire, nel volgere di poche altre edizioni, tra le manifestazioni campane più importanti. E’ piuttosto evidente, dalle elencazioni che prima mi sono permesso di fornire, che questo non sia avvenuto. Immaginavamo un consiglio artistico ed un direttore che lavorassero stabilmente nel management di questo evento. Regolarmente e congruamente retribuiti perché è da quello che si misura il salto di qualità e di dimensione di un evento avanzato. Immaginavamo una vera risonanza internazionale. Non ce l’ha quella risonanza il Lunarte, perché la presenza sulla carta stampata degli ultimi giorni rappresenta soprattutto lo sforzo (riuscito) di recuperare il tempo perduto. Credo che gli organizzatori mi perdoneranno se dico queste cose. E questo perché il Lunarte non dispone del budget adeguato, perché non ha la preparazione del Grande Evento. Non è considerato come tale, non è per tempo comunicato come tale da chi dovrebbe. Non sta nemmeno negli elenchi di quelli finanziati dalla Regione Campania e definiti di rilievo. Non ha il sostegno che servirebbe da parte delle istituzioni, che tuttavia godono – mi si conceda anche questo- del mancato risentimento esplicito di chi il Lunarte lo ha ideato e lo porta avanti con fatica. E alla fine, quei pochi denari di cui ci si è accontentati, attinti dalla spesa corrente di bilancio comunale con procedura raffazzonata, quei pochi denari con cui ha avuto la faccia tosta di presentarsi Gigi il Sindaco dopo che la sua amministrazione aveva perduto tante possibilità di accesso a contributi finanziari importanti, hanno finito paradossalmente per sembrare troppi. E si capisce il perché.

Perché guardare alla Luna non ha prezzo. Ma se lo ha, lo deve avere alto, lo deve avere giusto. E per far tornare una fase di gibbosa crescente nel cielo della Cultura a Carinola, bisogna investire le somme adeguate, al di sotto delle quali si rischia di buttare danaro, o almeno di dare a molti questa sensazione. Per quest’anno godiamoci un Lunarte così. Sarà ugualmente fantastico. Ma dal giorno dopo è necessario che scatti l’ultimo appello. Perché l’anno prossimo dovrà essere diverso….l’anno prossimo o mai più….

L'Olandese

lunedì 19 agosto 2013

La Luna Calante dell’Arte – Parte II


Prego di memorizzare queste cifre: 80.000, 296.230,07, 2.500.000, 7.500. La quarta, secondo notizie prive
tuttavia di supporto da fonte attendibile, dovrebbe essere la somma, in euro, che l’Amministrazione Comunale di Carinola ha messo a disposizione del Lunarte Festival 2013 che, come oramai siamo convinti tutti, è la manifestazione di punta dell’estate culturale carinolese. La cosa tra l’altro non è affatto sicura o riscontrabile poiché, come si è detto, il finanziamento comunale, se veramente insiste sul Lunarte, è stato assegnato con procedure assolutamente informali e probabilmente come debito fuori bilancio in quota Sindaco. Non essendoci impegno di spesa né alcun atto amministrativo adottato ci si deve fidare della vox populi, comunque non smentita, che quota lo stanziamento per il Lunarte 2013 allo stesso livello del contributo 2012, che in effetti fu di 7500 euro, tra l’altro a valere, se la memoria mi è ancora di sostegno, su un trasferimento regionale di 18.000 euro (che fu utilizzato anche per il Matilde Serao e il Nuvolone, le altre manifestazioni che vennero definite “istituzionalizzate” per via di una strana e poco precisa delibera) che tuttavia la finanziaria caldoriana di quest’anno non ha rinnovato (almeno così mi sembra leggendola). Se la voce su tale stanziamento di euro 7500 stabilito dal Sindaco con la procedura del “fuori bilancio” dovesse risultare un’invenzione, tutto quello che il sottoscritto scriverà di seguito dovrebbe comunque valere addirittura a maggior ragione.

Ottantamila euro sono più di dieci volte settemilacinque. Duecentonovantaseimila euro sono circa trentanove volte e mezzo settemilacinque. Duemilionicinquecentomila sono circa trecentotrentatre volte settemilacinquecento. Sono dei rapporti che rendono piuttosto significativamente l’idea di un delta abissale. Cosa rappresentano? Rappresentano il confronto tra quanto in cultura, eventi e valorizzazione dei beni ha investito nell’anno 2013 il Comune di Carinola (al denominatore con i suoi bravi 7500 al Lunarte, se reali) rispetto al Comune di Teano (al numeratore, con le altre tre cifre richiamate).

80.000 euro è ad esempio la somma che ha avuto a disposizione il comitato organizzatore dell’ultimo “Teano Jazz”. Duecentonovantaseimila euro sono i soldi impegnati per una serie di eventi collegati alla valorizzazione del patrimonio archeologico sidicino che si terranno a partire da settembre prossimo. Due milioni e mezzo sono l’investimento previsto a Teano per il recupero e la conservazione di alcuni dei più importanti beni storici e monumentali inseriti nel novero di quelli ad interesse regionale (attorno al museo archeologico) nonché per l’attivazione di strumenti locali ed integrati per il miglioramento della ricettività e della fruizione nonché per l’elevamento dei livelli di attrattività.

Il motivo per il quale è utile comparare le cifre relative a Teano e quelle relative a Carinola è presto detto: Teano è comune limitrofo a Carinola, sotto i quindicimila abitanti come Carinola, ed il territorio sidicino è dotato di un patrimonio architettonico, storico ed archeologico importante ma forse inferiore a quello di Carinola.
Bene: a Teano sulla valorizzazione del patrimonio culturale hanno da qualche anno puntato tutto, investendo e soprattutto programmando. E la programmazione ha reso possibile l’utilizzo di quantità di danaro impensabile per Carinola, dove invece è in atto una discussione sul buon utilizzo di meno di diecimila euro che solo il rispetto che è dovuto al valore del danaro e soprattutto delle piccole somme ci induce a non definire miserabile.

E quelle cifre per noi inconcepibili (il pensiero unico del “non ci sono soldi” è oramai tanto strisciante quanto indebellabile, pur essendo una stronzata europea) sono state per Teano rese possibili perché Teano è stata inserita dalla sua amministrazione in un circuito, finanziato con fior di quattrini dalla Giunta Caldoro, di promozione territoriale integrata di livello regionale in cui Carinola non ha saputo invece entrare nonostante fosse assolutamente possibile e anzi relativamente agevole farlo. Sarebbe stato sufficiente un po’ di dedizione in più, un po’ di sforzo da parte dei nostri amministratori nel leggere con attenzione l’evolversi delle linee di indirizzo degli enti sovracomunali come la Regione o il Ministero dei Beni e della Attività Culturali e magari condividerle. Sarebbe bastata un po’ di pazienza in più insomma, quella che, scrivendo pezzi un poco lunghi, il sottoscritto chiede abusando a chi legge ma che sarebbe invero doverosa da parte di chi si asssumere la responsabilità di rivestire cariche istituzionali.

La programmazione richiede alcuni anni, ma forse nemmeno troppi. Diciamo che anche in qualche mese si riesce a mettere su una pianificazione di una certa rilevanza, ma servono gli occhi per pianificare. Serve l’ambizione per aprire le prospettive del territorio, serve la permeabilità mentale e amministrativa per capire i processi di sviluppo. Serve, come dicevo, un po’ di cura e di passione.

Non so, ad esempio, se Gingerino o qualcuno dei suoi assessori attualmente in carica abbiano stampata nella corteccia celebrale la data del 9 novembre 2007, giorno dell’approvazione della Delibera di Giunta Regionale della Campania n.1921 di quell’anno solare. Ad essere adottato in quella data (tra l’altro quello era l’anno della prima edizione del Lunarte) fu il programma di spesa relativo al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, in cui la Giunta Bassolino inserì l’Obiettivo Specifico 1.d - SISTEMA TURISTICO - Valorizzare il sistema turistico regionale, attraverso la messa in rete dell’offerta e il suo adeguamento alle specifiche esigenze della domanda nazionale ed internazionale, ponendo la massima attenzione allo sviluppo complessivo dell’attrattività del territorio e del patrimonio diffuso e alla qualificazione dei servizi turistici in un’ottica di sistema; promuovere la destination “Campania” sui mercati nazionale ed internazionale, con particolare riferimento sia ai mercati tradizionali della domanda, sia a quelli potenziali, favorendo anche in un’ottica di sostenibilità ambientale, territoriale e socioculturale, la destagionalizzazione e delocalizzazione dei flussi.

L’obiettivo Specifico 1.d prevedeva i seguenti sotto-Obiettivi Operativi: 1.9 - BENI E SITI CULTURALI (Valorizzare i beni e i siti culturali, attraverso azioni di restauro, conservazione, riqualificazione e sviluppo di servizi e attività connesse, favorendone l’integrazione con altri servizi turistici); 1.10 - LA CULTURA COME RISORSA (Promuovere il sistema della cultura, dello spettacolo, delle attività artistiche e dei servizi connessi, al fine di diversificare l’offerta turistica e attrarre nuovi flussi); 1.11 - DESTINAZIONE CAMPANIA (Qualificare, diversificare e sviluppare l'offerta turistica, con particolare riguardo ai prodotti sotto-utilizzati, al riequilibrio tra le zone interne e quelle costiere e allo sviluppo di soluzioni innovative per la gestione integrata delle risorse, in un’ottica di sviluppo sostenibile); 1.12 – PROMUOVERE LA CONOSCENZA DELLA CAMPANIA (Realizzare campagne di comunicazione e attività di direct e trade marketing per la promozione dell’immagine coordinata del prodotto turistico e dell’offerta turistica della Regione Campania, sia sul mercato estero sia su quello nazionale per contribuire a determinare l’aumento degli arrivi e delle presenze turistiche nonché della spesa media procapite per turista, la destagionalizzazione, il riequilibrio delle presenze sul territorio regionale, con effetti positivi anche sugli indicatori economici e occupazionali).

Estraggo alcuni passaggi della descrizione delle voci di spesa relative al Programma Operativo FESR in parola, che possono interessare chi il Lunarte lo organizza e chi del Lunarrte gode, ma anche chi vede nel Lunarte un’opportunità di rilancio del territorio: Categoria di Spesa cod. 58 : “Promozione di festival internazionali a sfondo culturale, assicurando il legame con il bene o sito culturale e naturale valorizzato, in grado di mobilitare significativi flussi di visitatori e turisti di cui sia valutata la domanda potenziale, anche ai fini di destagionalizzazione dei flussi di visita, dell’allungamento della stagione e di una maggiore attrazione di differenti segmenti di domanda” e Categoria di Spesa cod. 55: “Realizzazione dei programmi annuali dei Grandi Eventi, delle manifestazioni fieristiche e delle mostre di settore in grado di mobilitare significativi flussi di visitatori e turisti di cui sia valutata la domanda potenziale, quale modello di promozione sistemica in grado di coniugare gli eventi culturali, con momenti di commercializzazione, con attività di comunicazione. Sarà assicurato il legame con il bene o sito culturale e naturale valorizzato, anche ai fini di destagionalizzazione dei flussi di visita, dell’allungamento della stagione e di una maggiore attrazione di differenti segmenti di domanda”

Sul tavolo la Giunta Regionale mise 510 milioni di euro di cui 175 milioni per l’obiettivo 1.9, 110 milioni per l’obiettivo 1.10, 150 milioni per l’obiettivo 1.11 e 75 milioni per l’obiettivo 1.12.

Una vera manna, una grande occasione, forse quella decisiva. Era ncessario, da quel giorno, rimanere con le antenne dritte per cogliere i momenti attuativi nei quali le risorse sarebbero state assegnate ai soggetti beneficiari.

Il primo momento attuativo arriva in data 18/2/2009, quando il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) e la Regione Campania di Bassolino, ai fini dell’attuazione dei programmi di restauro, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale campano, sottoscrivono un “Accordo di Programma avente ad oggetto la definizione di strategie ed obiettivi comuni di valorizzazione, conservazione, gestione e fruizione di complessi monumentali e di siti archeologici che afferiscono ad aree suscettibili di valorizzazione e gestione integrate”. Detto Accordo, tra i pochi in Italia, garantiva “una moderna attività di valorizzazione del patrimonio culturale, pure nel senso che in esso si presero a riferimento non solo le eccellenze già ampiamente inserite nei grandi circuiti turistico-culturali, ma anche gli immobili di interesse storico, architettonico e paesistico che, anche se inutilizzati o sottoutilizzati, conservano rilevanti potenzialità ai fini dell’implementazione della domanda turistica in ambito culturale” (cito dalla narrativa di una delibera attuativa adottata dalla Giunta Caldoro nel 2012, che faceva riferimento a quell’accordo).

Fu quello dell’Accordo di Programma uno dei passaggi cruciali in quanto prevedeva che la Regione Campania avrebbe da quel momento avviato un processo di negoziazione ufficiale con i territori per individuare i cosiddetti Grandi Attrattori ed i Poli Aggregatori Culturali, ossia i siti di maggior risalto del territorio regionale. I comuni sul cui territorio fosse stato individuato un grande attrattore o un polo aggregatore avrebbero poi in buona sostanza avuto priorità (punteggi migliori nelle graduatorie) nell’assegnazione dei finanziamenti dell’Obiettivo 1.d del FESR.
Bene, il Comune di Teano, a differenza del Comune di Carinola, ci vede subito bene e si fionda come un ossesso in questa negoziazione con la Regione Campania, che Carinola invece diserta dal 2010 a settembre 2012. Gli incaricati ed i referenti dell’Amministrazione di Teano braccano in quel periodo la commissione regionale preposta e la spuntano, in quanto alla fine, con Delibera di Giunta Regionale 404 del 31/07/2012 (nel frattempo al governo della Regione sono arrivati Caldoro e Grimaldi) si riconosce il Circuito Archeologico di Teano come Polo Aggregatore insieme, parliamo del solo territorio di Terra di Lavoro, al Circuito archeologico di S. M. Capua Vetere, al Museo dell’antica Calatia di Maddaloni, alla Sala d’Armi e ai complessi architettonici di Capua, al Museo archeologico dell’antica Alife, oltre ovviamente al Grande Attrattore Reggia di Caserta.

Un bel bingo, che avremmo potuto e dovuto fare noi visto il nostro patrimonio di pregio e vista la fortuna di avere come concittadino appunto l’Onorevole Grimaldi,uomo forte dell’Amministrazione Caldoro. Invece no, Carinola risultò fuori da quell’elencazione.

Poco più tardi iniziarono ad essere pubblicati i bandi per l’assegnazione delle risorse dell’Obiettivo 1.d FESR, il primo dei quali (Decreto Dirigenziale n. 178 del 30/11/2012 dell’Area Generale di Coordinamento n.13 della Giunta Regionale della Campania) fu quello per la presentazione di progetti per l’inserimento nel Piano Regionale di interventi di restauro e la conservazione dei beni architettonici, archeologici e monumentali insistenti nei comuni dove vi fosse un grande attrattore o un polo aggregatore e che potevano coinvolgere tuttavia anche beni situati in un comune limitrofo (quindi Carinola avrebbe comunque potuto presentare un progetto, aggregandosi con Teano, Capua o Santa Maria).
Teano ovviamente presenta e Carinola no. In nessuna partnership Carinola fu in grado di inserirsi. Teano si aggiudicherà quindi in grazia di Dio i due milioni e mezzo di euro per azioni di “restauro e recupero del patrimonio di valore storico, artistico, architettonico, archeologico e paesistico, strettamente funzionali alla fruibilità dello stesso patrimonio anche ai fini dell’incremento dei flussi turistici, quale completamento del processo di valorizzazione e diffusione dell’asset culturale”,  di implementazione di “attività di valorizzazione, volte ad aumentare la conoscenza e la fruizione del patrimonio di valore storico, artistico, architettonico, archeologico e paesistico e a migliorarne le infrastrutture e i servizi di accessibilità, ad attivare o a potenziare servizi di accoglienza, nonché ad ampliare i servizi connessi all’offerta culturale” e  di implementazione di “attività per la messa a sistema dei beni e azioni specifiche di avvio e gestione del sistema stesso”.
Carinola, come si dice in gergo, nun ce sta proprio a fa…..

Arrivano poi due altre misure di attuazione dell’Obiettivo 1.d-FESR e dell’Accordo di programma Mibac-Regione Campania. Trattasi dell’ “Avviso Pubblico per la presentazione delle proposte progettuali finalizzate alla formazione del programma regionale unitario di eventi relativo al periodo "Settembre 2013 - Gennaio 2015" (a valere sui fondi dell’Obiettivo Operativo 1.9) e dell’ “ Avviso Pubblico per la selezione delle iniziative turistiche di risonanza nazionale ed internazionale da tenersi sul territorio regionale nelle sessioni "01 Settembre 2013 - 31 Maggio 2014" e "01 Giugno 2014 - 31 Gennaio 2015"  ( a valere sui fondi dell’Obiettivo operativo 1.12) di cui rispettivamente al Decreto Dirigenziale n.40/2013 e n. 101/2013 della A.G.C. 13 della Giunta Regionale della Campania.

Se si intendeva puntare sul Lunarte ecco quindi servito, al Comune di Carinola, uno strumento decisamente propizio per valorizzare al massimo questa manifestazione, per farla crescere e renderla punto di riferimento, se davvero si riconosceva in essa, da parte della nostra Amministrazione, una valenza strategica irrinunciabile di promozione territoriale.

Gli avvisi pubblici citati, rivolti ai comuni in forma singola o  associata, in effetti avevano per oggetto “la procedura selettiva delle manifestazioni (mostre, spettacoli, eventi sportivi, festival, ecc…. ) di risonanza nazionale ed internazionale nonché di notevole impatto mediatico ed alta attrattività turistica, da realizzarsi sul territorio regionale nel periodo Settembre 2013 –  Gennaio 2015  articolato nelle distinte sessioni 01 Settembre 2013 – 31 Maggio 2014 e 01 Giugno 2014 – 31 Gennaio 2015”.

“Tema portante degli eventi” doveva essere “la ‘scoperta’ della Campania e dei suoi attrattori culturali, mirando, ai fini dello sviluppo di un turismo di qualità, ad una moderna attività di promozione e valorizzazione dei beni culturali che guardi non solo alle eccellenze storiche, architettoniche ed archeologiche già ampiamente inserite nei grandi circuiti turistico-culturali, ma anche alle risorse cd. minori  diffuse sul territorio regionale”.

“L’evento”, secondo i dettami degli avvisi pubblici “si dovrà caratterizzare per l’alta attrattività turistica, la dimensione non locale, la capacità di valorizzazione del territorio e dei suoi beni culturali ed ambientali in maniera integrata e non frammentaria”. “A tale scopo”, si continua a leggere nel testo degli avvisi, “l’evento dovrà essere di alto profilo ed avere il carattere dell’unicità”.
D’altra parte, e si legga con attenzione questo passaggio, “l’ ‘evento’ costituisce, oggi, per i sistemi territoriali, uno tra i migliori veicoli di valorizzazione e promozione, nonché uno tra gli strumenti di marketing territoriale più innovativi, sia perché contribuisce alla crescita del numero di turisti e di visitatori, sia perché migliora l’immagine e la notorietà delle città, sia perché, attraendo investimenti e finanziamenti, crea effetti economici moltiplicativi rilevanti; esso, inoltre, rappresenta l’opportunità per una migliore organizzazione e strutturazione del sistema di  accoglienza del territorio regionale”. Mi sembra di vedere in questi passaggi il Borgo dei Carani, dei Laurenzi, o San Ruosi, o il Borgo Catalano di Carinola e gli altri beni minori valorizzati e resi noti dal Lunarte Festival.

Ovviamente, com detto in apertura di questa seconda parte del post, Teano presenta entro la scadenza del 15 Luglio, il suo progetto per gli eventi collegati alla promozione della sua area archeologica e assesta un altro bel colpo, perché il progetto vien finanziato interamente per euro 296.250,03. Carinola fuori, di nuovo, nonostante quel gran culo che abbiamo di avere un cittadino onorevole regionale. In realtà, grazie ad una delibera in zona cesarini suggerita da esterni il Comune di Carinola presenta, solo a valere sull’obiettivo 1.9, progetto di eventi legati al recupero di Palazzo Marzano, come pubblicizzato sul sito ufficiale dell’Istituzione. Ma niente, il progetto viene miseramente bocciato ottenendo un punteggio di valutazione bassissimo. Questo Onorevole cosa lo teniamo a fare io proprio non lo so…

Stessa storia, d’altra parte, si era verificata per “Avviso Pubblico relativo alla concessione di contributi finanziari per manifestazioni ed interventi culturali di rilievo nazionale, regionale o locale” di attuazione della Legge Regionale n.8/2004 che, nell’ultima annualità messa a bando, ha visto Teano premiata con il finanziamento del Teano Jazz e Carinola ancora una volta a bocca asciutta.

Che dire. Siamo fuori da tutti i sogni di mezza estate, a guardare quello spicchio (o quello spicciolo) di satellite che ci rimane. E ci appiccichiamo pure. Siamo ridotti a contare tra le polemiche le miserie di una presunta somma stanziata attraverso la parola rabberciata, resa in sede impropria, di un sindaco che mette le pezze al nulla della sua amministrazione, utilizzando un bilancio di spesa corrente ancora non approvato. Senza un programma culturale complessivo, senza un disegno, senza cura, senza crederci. Non so cosa ne pensi chi legge oppure gli organizzatori del Festival, ma io ci vedo, in questo, la mortificazione di quello che il Lunarte poteva essere e non è stato, sbaragliato per importanza anche dal Teano Jazz, in una Carinola che della Luna dell’Arte si gode l’ultimo resistente quarto. Una Luna, quella carinolese, destinata ad un veloce tramonto. Un cin-cin con Champagne per Pierrot quindi…..e non facciamoci sopraffare dalla malinconia…. (CONTINUA)

L’Olandese

venerdì 16 agosto 2013

La Luna Calante dell’Arte - parte I


Il Lunarte 7, lo presumiamo, sarà magico come tutte le edizioni tenutesi dal 2007. E’ sicuramente la manifestazione di più elevato interesse culturale che si svolge a Carinola in estate, l’unica in questo genere capace di un richiamo fuori porta.

In extremis il Lunarte 7 è stato anche quest’anno finanziato dal Comune di Carinola, con fondi di spesa corrente. Meno male. Sarebbe stato pericolosissimo interrompere anche solo per un anno l’appuntamento con il festival in parola. Gli appuntamenti si rispettano altrimenti diventano poco credibili, e perdono la loro attrattività. Il Natale in fondo è bello proprio perché viene ogni anno, succeda quel che succeda. Se per qualche motivo in un dicembre futuro Gesù Bambino dovesse marinare la sua obbligatoria rivenuta al mondo, non so quanti lo aspetterebbero l’Anno Domini successivo. Chi si occupa di comunicazione questo lo sa molto bene ed il Natale viene appunto messo su ogni santissimo venticinquedodici, anche in tempo di guerra.

Vale anche per il Lunarte la regola fondamentale della continuità da non sospendere mai . Il Lunarte è oggi una certezza di calendario come tuttisanti e fonda anche su questo il successo del suo brand. O meglio il Lunarte è come la Pasqua della quale non si sa mai bene come cavolo viene fissata la data ma della quale comunque tutti sanno che viene di primavera, anzi tutte le primavere . Un certezza, quella del Lunarte, che abbiamo rischiato di perdere per insostenibilità economica - così ci paventavano gli apostoli del Circuito Culturale Caleno - anche se poi in cuor nostro non abbiamo mai dubitato che anche quest’anno avremmo goduto dell’atteso avvento. Quest’estate la ricorrenza cadrà - l’Olandese ha avuto l’onore di una privata ed esclusiva annunciazione direttamente proveniente dalla Francia – il 23 Agosto all’imbrunire, forse perché trattasi del venerdì successivo al terzo plenilunio dopo il solstizio d’estate (il meccanismo di calcolo della data Lunarte è il più complesso di tutti). Il rischio di interruzione astrale causa avversa congiuntura terrena è stato comunque scongiurato grazie alla disponibilità sopraggiunta di Gigi il sindaco nella sua versione fumettistica (quella di gingerino seduto al bar-village, diciamocelo, è la variante che più ci piace di questo straordinario personaggio), e quindi viva il Lunarte per sempre. Ci mancherebbe.

Però ci sono cose che sono altrettanto evidenti. Il Lunarte di quest’anno rappresenta il crepuscolo della Cultura a Carinola. Un crepuscolo con lunazione declinante. E questo perché tutte le dinamiche amministrative con cui si è giunti al suo finanziamento pubblico portano in superficie, e comunque a vista nuda, tutta l’approssimazione con cui le istituzioni governative di questo nostra decadente città d’arte pensano agli investimenti nel settore.

Si pratichi l’esercizio dell’osservazione. Si cominci ad esempio da uno dei topic che le critiche apparse sul Quiquiri hanno alimentato, ossia quello sulla opportunità di concedere un consistente stanziamento comunale per permettere la tenuta del Lunarte 2013, quando alcune congiunture sociali avrebbero consigliato l’impiego di quel danaro pubblico in altre finalità e urgenze. Ad essere interessante non è la gamma di risposte che possono essere date – attività che però espone al collaterale e sgradevole effetto di trovarsi automaticamente schierati a favore o contro il festival - a chi ha introdotto e forse insinuato l’anzidetto dubbio. Su tale questione di argomentazioni divise tra tesi ed antitesi se ne disporrebbe a sazietà, e tutte ferocemente contrastanti ma allo stesso tempo sostenibili: progetto valido e quindi da finanziare senza indugio o al contrario manifestazione sopravvalutata e perciò spreco di risorse, procedure di rendicontazione impeccabili e trasparenti o al contrario contenuti economici nebulosi ed inspiegabilmente onerosi ecc. ecc. Non ce ne usciremmo mai.

A fungere da moltiplicatore di tristi riflessioni è piuttosto una delle delucidazioni che quasi istintivamente tutti abbiamo fornito (compreso il sottoscritto parlando con alcuni amici o anche gli estensori del quesito infernale) come fosse la naturale fuoriuscita dall’empasse, nell’uno o nell’atro senso: vi sono, e su questo siamo stati tutti indifferentemente d’accordo, dei fondi previsti nel bilancio comunale per eventi e manifestazioni e questi possono essere impiegati solamente per tale scopo e non per altri. Essendo poi il Lunarte l’unica manifestazione culturale degna di attenzione (o addirittura l’unica i cui curatori al fondo comunale di bilancio di previsione hanno fatto richiesta di accesso, così abbiamo saputo) l’aritmetica della ragion deduttiva porta a conclusioni obbligate e ad automatismi indiscutibili.

D’accordo, ma c’è un però e anche più di uno. Qualche esperto contabile potrebbe in primo luogo replicare che non è proprio così e che nella gestione finanziaria di un ente locale è assolutamente possibile spostare una somma da un capitolo di spesa ad un altro attraverso una semplice variazione di bilancio (se ne applicano a iosa ogni anno, tanto che il Testo Unico per l’Ordinamento degli Enti Locali prevede l’obbligatorietà dell’adozione, almeno una volta nell’arco dei dodici mesi dell’anno contabile, delle delibere di riequilibrio e di assestamento di bilancio). Semmai non sono trasmigrabili le voci di bilancio che sono collegate a trasferimenti di scopo da parte di organismi sovracomunali o di altri enti, ad esempio quelle voci di spesa in capitoli totalmente o parzialmente coperte da finanziamenti o sovvenzioni regionali (se la regione ci manda qualcosa per un piano o funzione, è effettivamente vietato l’utilizzo di quelle somme per altri obiettivi) e allora bisognerebbe vedere se il capitolo Cultura a Carinola appartenga in effetti in tale casistica.

Ma questa è roba per esperti. E d’altro canto Io invece mi sto chiedendo da qualche giorno una cosa: ma di quale bilancio si sta parlando? A quale capitolo contabile ci riferiamo quando diciamo sbrigativamente che il finanziamento del Lunarte ha attinto fondi appostati in previsione e addirittura vincolati nella destinazione? Ci riferiamo al Bilancio di Previsione per l’anno 2013 forse? Beh, se ci siamo riferiti a quello abbiamo preso una svista collettiva e unanime, perché il Bilancio di Previsione 2013 il Consiglio Comunale non lo ha ancora approvato e quindi di quale cavolo di capitolo si sta parlando è difficile dire. Forse ci siamo fatti prendere un po’ la mano dalla voglia di vivere in un posto normale, dove un bilancio di previsione è un bilancio di previsione e non viene approvato a fine anno. Un bilancio di previsione che dovrebbe essere, nel posto dove tutti per un momento avevamo creduto di vivere, lo strumento deputato alla programmazione, dove un governo locale pianifica gli interventi e gli investimenti, dove ad esempio chi amministra un territorio peculiare e ad altissima vocazione come Carinola predispone ed esplicita le azioni di valorizzazione e di promozione della cultura. Immaginavamo che l’Amministrazione De Risi avesse provveduto al minimo sindacale, ossia avesse previsto e approvato dei fondi di bilancio su una voce contabile distinta e che vi avesse provveduto tempestivamente prima dell’estate, la stagione degli eventi e della creatività. Quasi quasi ci spingevamo a fare i complimenti all’Assessorato di competenza per aver resistito in tempo di austerity e per aver considerato nella predisposizione dei capitoli di bilancio che la Cultura è investimento primario e vitale. Ma abbiamo dato per scontato quello che scontato non era. L’Amministrazione Comunale di Carinola, in effetti, non ha ad oggi costituito alcun capitolo di bilancio destinato alla cultura o agli eventi per l’anno 2013.

Abbiamo tutti preso un abbaglio quindi. E l’oramai notissima foto del tavolino del caffè con un Sindaco accerchiato che, per aderire ad una richiesta di finanziamento difficilmente ricusabile, ricorre alla promessa informale di un debito fuori bilancio (perché impegno di spesa nelle sedi deputate non era possibile disporlo proprio per via della mancata adozione dello strumento finanziario e del relativo capitolo), è l’immagine amabile di una decadenza fatta di incapacità di programmare. Dicesi tecnicamente “debito fuori bilancio” (che un’apposita delibera di “riconoscimento” ex post perfezionerà) quello che un amministratore comunale dotato di autorità precettiva dispone con procedure non convenzionali per spese impreviste.

Il Lunarte era insomma una spesa imprevista e non programmata, la Cultura a Carinola continua ad essere una spesa imprevista e non programmata. Non avevano programmato proprio nulla i nostri amministratori per quella Carinola Capitale della Cultura che, se fosse per loro, precipiterebbe in una lunga notte di novilunio al lume fioco e volenteroso, perchè privo di fondi, del Cineforum degli Amici della Biblioteca. A rischiarare la notte con luce abbagliante di fuoco ed in qualche maniera a salvare la faccia dell’Amministrazione, all’ultimo secondo, ci hanno dovuto pensare quelli del Lunarte Festival. Non si dica, adesso, che la Giunta in carica non ha speso un euro per la promozione degli eventi culturali. Come no, hanno finanziato il Lunarte. E quindi “sai che ber discorso ce faranno” , per dirla alla Trilussa, sulla volontà amministrativa di promozionare questa grande ricchezza potenziale che è a Carinola la Cultura, cui Sindaco ed assessori competenti dedicano da tempo gran parte delle attenzioni di pianificazione economica, come dimostra proprio il Lunarte. Addirittura vi è stato dedicato un capitolo apposito ed inamovibile del Bilancio di Previsione. Che tristezza che fa questa cosa. Solo la spassosa sagoma di Gingerino può in qualche maniera ingentilire l’avvilimento che tutta questa superficialità provoca.

Spero, chiudendo questa prima parte, che leggendo quanto scritto non si annoveri l’Olandese tra coloro che non hanno a cuore le sorti del Lunarte e la necessità di finanziarlo. Piuttosto il sottoscritto ritiene che pochi, troppo pochi, siano i fondi assegnati, o meglio siano troppo pochi per non risultare a molti un poco troppi, e spiegherò cosa voglio dire. (CONTINUA)


L’Olandese

mercoledì 7 agosto 2013

Episcopio Segreto



Non mancate a questa interessante iniziativa!

 
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