domenica 21 dicembre 2014

Giggi' e il trionfo del neo-decadentisimo. Cap. I



Davanti l'opera del Giggi' spesso si resta immobili, spaesati: anche se l'atmosfera dei suoi primi  paesaggi era già pienamente decadente, oggi con la sua ultima opera ( insieme con il Russo) spinge la sua tecnica verso un nuovo tipo di arte, poichè quel gusto specifico d'ispirazione classicheggiante - che tanto aveva animato il suo manifesto artistico politico - ora è definitivamente perduto per dirigersi verso il suo  trionfo della decadence.

Un Comune elemento di sviluppo di questa svolta manieristica la potrebbe suggerire l'abbandono per lo spazio urbano- piazzette, ville, ma anche per i complessi riservati alle istituzioni scolastiche. Stessa scelta per tutto cio' che è passato, archeologia, religiosità, non ha importanza: a Giggi' interessa solo l'avvenire è chiaro.

Cosi arriviamo ad analizzare la sua non-opera, l'ultimo grande fasto, un misto di leggerezza rococo' e ambiguità di giochi di luce. In effetti, la sua ultima opera [ Vico Toppetta, brecciame su terra argillosa. 2014] colpisce per la straordinaria incompletezza, la sfrontatezza esibita nel brecciame, lasciato al misto di pioggia d'inverno: un vero richiamo per i romantici.
L'ideazione dell'utilizzo del grigio coinvolge emotivamente lo spettatore ( e ancora piu' l'abitante) in un dramma che solo Giggi' ( o a questo punto nemmeno lui) riesce a spiegare e che sfocia ancora una volta nel non finire l'opera: la provocazione è riuscita. 

Considerato da tutti i carinolesi come il caposcuola del brecciame (una volta superato il sampietrino con il Mannillo ed il cemento grezzo del Di Biasio) il Giggi preferisce una fuga nostalgica verso una civiltà scomparsa, quella decadente, come un modello di perfezione irrimediabilmente perduta.
La reazione del pubblico, non si farà attendere: esposizione permanente, Casanova di Carinola, ingresso libero.

Ms

lunedì 15 dicembre 2014

Auguri a Sua Eccellenza il Vescovo



Eccellenza carissimo,
la Diocesi di Sessa è veramente sorpresa dalla vivacità della sua azione pastorale e dalla velocità con cui la mette in opera! 
In poco più di un anno lei è riuscito a rendersi antipatico a quasi tutto il suo gregge! Bravo! Nessuno dei suoi predecessori è stato tanto veloce nell’attirarsi addosso gli anatemi di tutti e il desiderio che ci si liberi di lei al più presto!
Il popolo diocesano, pur apprezzando la sua cultura e la sua preparazione, non riesce a capire la sollecitudine con cui lei è intervenuto e  interviene nella vita pastorale delle comunità, cambiando i parroci da un giorno all’altro, vietando gruppi di preghiera, chiudendo le porte di diverse chiese, vanificando il difficoltoso cammino che tanti parroci avevano fatto per arrivare a quel punto. Interventi messi in atto senza guardarsi prima intorno, senza analizzare con perspicacia le situazioni delle singole parrocchie…. O lei è stato così bravo da aver capito tutto nel giro di un anno (beato lei!) oppure si è affidato alla voce di altri. Che fa, si lascia  mal consigliare o si lascia manovrare?
Ci sarebbe anche una terza possibilità, ma la vedo molto remota: che a lei non gliene importa nulla né delle situazioni parrocchiali, né delle comunità parrocchiali, ma solo di arrivare ben in alto. Vuoi vedere che ce la ritroveremo Papa?....
Ora leggo sui giornali locali una piccola diatriba tra lei e il padre guardiano del Convento di San Francesco. E’ vero, padre Giovanni è un po’ ribelle, non sta tanto alle regole, ma a chi fa del male? E’ un sacerdote molto scrupoloso, molto buono e disponibile e non credo che questo sia un male. Vogliamo parlare di altri sacerdoti della sua diocesi?.... E’ sicuro che siano tutti così bravi anche se  più allineati?... Via Eccellenza! Lei è molto intelligente; il fariseismo non dovrebbe rientrare tra le sue prerogative. In fondo, il primo ribelle alle regole fu proprio Gesù. E non si può negare che noi Lo amiamo moltissimo.
Certo, il Convento è molto bello, vi si respira un’aria mistica unica e attira i fedeli più di ogni altra chiesa. Cosa c’è di male?.... Lei  lo sa meglio di me che Francesco di Assisi è stato il protagonista di un’avventura spirituale unica e in quel Convento si sente la sua presenza, la sua aura. Vuole togliere ai fedeli tutto questo?... Togliendo una messa domenicale e quella della notte di Natale lei sta condannando tanti fedeli a non andare a messa in quella santa notte. E non dica “Ognuno vada nella sua parrocchia!” sarebbe molto riduttivo. Le anime bisogna aiutarle ad elevarsi con tutti i mezzi e non schiacciarle al suolo con  regole e precetti.
O vuole liberarsi di un ostacolo per poter acquisire il Convento?... Non lo pensi neppure, Eccellenza. Per amor di pace, è bene che il Convento rimanga nelle mani dei Frati Minori a cui appartiene dalla sua fondazione.
Che altro dirle?.... Non mi resta che farle gli auguri di un santo e felice Natale. Che il Buon Gesù le porti tante cose belle e buone, soprattutto la voglia di essere vero pastore di questo gregge,.... piu' che dittatore.

Voce di uno che grida....  

 

venerdì 26 settembre 2014

Rotonda di Falciano. Creatività o scempio?



Chi percorre la provinciale che da Casanova di Carinola porta a Falciano del Massico incontra una opera stradale che difficilmente si dimentica. Di questi tempi, che le rotonde stradali vanno di moda, anche Falciano ha voluto la sua. Visto che Sessa Aurunca le ha realizzate e Francolise addirittura ne ha due a dieci metri una dall'altra, Falciano ha voluto mettersi alla pari. Non avendo però nessun incrocio particolarmente trafficato, l'amministrazione ha deciso di realizzarne una su un quadrivio di campagna, a mezzo km dal paese, dove solo qualche trattore o qualche proprietario terriero talvolta percorre le strade che incrociano la provinciale, ma si sa ogni scusa è buona per spendere soldi pubblici. La soluzione tecnica trovata è da ammirare o, a seconda dei punti di vista, da detestare. Chi ha inclinazioni artistiche molto sviluppate trova di gran pregio la rotonda, arricchita con lapislazzuli e mosaici, questi, insieme alle luci incorporate, danno un tocco fiabesco alla piccola pianta di olivo che vi è stata messa a dimora. Ammirevole è anche la perfetta asimmetria dell'incrocio, che rompe il solito schematismo e classicismo della rotonda piazzata giusto al centro delle quattro strade. Fa invidia anche l'affaccio creato con i guardrail, che permette ai trattori di osservare l'arrivo di qualche automobile che transita sulla provinciale. Questi stessi punti sono considerati dai detrattori dell'opera, tutte persone di certo in mala fede, un vero scempio. Il trovarsi all'improvviso davanti quell'ingombro stradale in effetti, fa un po' paura e fa pensare a possibili disgrazie future. La stessa preoccupazione è per la protuberanza creata  dai guardrail che invadono la sede stradale e che difficilmente si notano. Diventa pericolosissimo di sera quando si incrocia un autoveicolo, in quanto i fari rendono invisibile la curva. Altro pericolo latente, è la brutta abitudine che molti hanno preso di tirare diritto senza affrontare la rotonda rischiando così l'impatto con i veicoli provenienti dalla montagna. A molti sembra un lavoro pericoloso e inutile del quale si poteva fare a meno o meglio, visto lo stato di tante strade del comune di Falciano si potevano investire quei soldi in modi decisamente migliori. Gli unici che invece non ne potevano fare a meno, sono stati i costruttori e i progettisti, dato che si parla di un finanziamento che supera abbondantemente i centomila euro. Loro, sicuramente sono ne sono ben contenti dell'ottimo affare.

mercoledì 3 settembre 2014

Le messe sono finite

Dal primo Settembre le messe celebrate nel convento di san Francesco di Casanova non potranno essere più di tre a settimana. Questo il laconico comunicato di padre Giovanni Siciliano guardiano del convento. Con la faccia molto amareggiata ha aggiunto semplicemente "così è stato ordinato dall'alto". Nonostante le sollecitazioni non ha voluto aggiungere altro, probabilmente per non alimentare le già troppe illazioni sull'argomento. Alla notizia, i fedeli che più frequentano il convento per seguire la celebrazione della Messa domenicale e feriale, hanno commentato in vari modi. Alcuni hanno accusato il nuovo parroco che si è insediato a Casanova, di aver sollecitato il provvedimento in relazione alla scarsa affluenza alle celebrazioni nella chiesa parrocchiale. Altri hanno indicato nel mandante il parroco di Falciano per lo stesso motivo. Negli ultimi giorni la seconda tesi è stata la più condivisa, non si sa se per nuove informazioni o per aver constatato che la maggioranza dei fedeli che frequentano il convento è di Falciano e che il suo parroco è in ottimi rapporti col Monsignore, tanto da esser stato nominato nuovo Vicario proprio in questi giorni. Se il provvedimento fosse stato accompagnato da una motivazione, anche parziale, probabilmente si sarebbe evitato il pettegolezzo generalizzato sull'argomento. Si è avuto invece l'impressione da parte di tutti, che le motivazioni non siano però così tanto elevate. Strano che il firmatario dell'ordine non conosca la principale direttiva di Papa Francesco, che è di evitare il pettegolezzo nel clero e tra i fedeli e di fare ogni sforzo per aprire e rendere accessibili i luoghi di culto. Il Papa è tornato varie volte su questi argomenti, mostrando una forte determinazione a che siano seguite le Sue linee guida e biasimando fortemente il contrario, ma forse qualcuno era distratto. La considerazione che ha fatto la parte più elevata della cittadinanza, che si tiene fuori dalle diatribe tra beghine è però un'altra. La cancellazione delle messe quotidiane comporterà l'assenza di padre Giovanni dal convento sempre più frequente. Nonostante la sua ferma e forte volontà di salvaguardare uno dei più importanti monumenti del comune di Carinola, sarà inevitabilmente portato a disinteressarsene, in quanto quasi allontanato o relegato a ruolo di portinaio. Il risultato di questo criticabile e un po' se vogliamo politico provvedimento,  sarà un probabile abbandono della struttura, con possibili atti di vandalismo disastrosi. Un caposaldo del patrimonio culturale carinolese, che tutti invidiano è messo in pericolo da una decisione insensata. Come al solito chi può e dovrebbe non interviene, rischiando il danno irreversibile. Speriamo almeno che in questo nefasto presagio non ci si deresponsabilizzi come si è soliti fare dalle nostre parti.

Ubimaior

martedì 26 agosto 2014

I folli di Casanova

Seguendo l’invito di Steve Jobs alcuni giovani di Casanova sono diventati folli. Folli per aver voluto fortemente un festival artistico e teatrale ambientato nel centro storico del paesello. Sembrava una follia voler avvicinare persone tradizionalmente indifferenti al teatro ed alle espressioni artistiche alle più ricercate avanguardie culturali. Invece sono riusciti a richiamare migliaia di persone che si sono accalcate nei portoni per assistere ai vari spettacoli. Gli spettatori erano talmente presi dalle varie esibizioni che forse non hanno ammirato le location delle varie performance artistiche. Il portone dei De Simine, del Vescovo, dei Gentile, dei Caldarone, dei Noviello, dei Parenti ecc, sono tutte testimonianze di un passato che non c’è più. Bella follia quella di questi giovani, che una volta l’anno accomuna tutti e di ogni età, che bello ad esempio vedere i  piccoli mascherati da personaggi delle fiabe grazie alle mani fatate di Simona. Ogni bambino trasformato in gatto, in volpe o  in grillo con un tocco di matita che sembrava magica. Anche molti anziani, abituati ad andare a letto abbastanza presto o a “frischiare” davanti le loro abitazioni, si sono immersi nella grande festa. Inutile parlare della marea di giovani che da ogni dove hanno invaso il borgo e Casanova anche per alcuni giorni. Difficile capire da dove siano arrivati, di tutte le età e di tutti gli abbigliamenti anche i più eccentrici. Una cosa ha accumunato gli spettatori: l’interesse per la musica e l’arte, divertendosi e ballando fino a notte fonda ma rimanendo sempre nei canoni della buona educazione. Ragazzi e ragazze ovviamente, anzi sembrerebbe che le ragazze abbiano superato di gran lunga i maschi in numero. Follia pura che ha pervaso tutti fino al mattino ascoltando i due concerti finali proposti dal programma. Folli non solo Mario, Pasquale, Luigi, Salvatore, Amato e tanti altri ma anche coloro che hanno dato il supporto logistico alla grande festa. Folle il sindaco e la Di Maio che hanno concesso il contributo finanziario stornandolo dal loro appannaggio. Doppiamente folle il sindaco, in quanto ha firmato il permesso di suonare fino alle quattro di mattina. Folle Antonio Pagano titolare dell’omonima azienda vitivinicola che ha offerto il vino per tutta la serata e che vino! Tutte le migliori bottiglie del suo catalogo, dal Falerno rosso forte e corposo dal profumo intenso, all’Angelus dal sapore caldo secco e sensuale, per finire con il Piedirosso in purezza, un vino di qualità superiore che fa immergere chi lo sorseggia in un manto di frutti di bosco. Per le signore un bianco elegante e raffinato brillante come i loro occhi. Folle Nunzia che ha provveduto alle bibite ed alla tanta acqua necessaria, salvata dal padre nei momenti di difficoltà che  provvedeva a ripristinare le riserve di birra che sparivano velocemente. Folle la titolare di Sapore che ha saputo soddisfare l’appetito di tutti con i suoi piatti degni dei migliori chef. Incredibili i suoi straccetti in letto di rucola e reggiano, sublime la pasta con le zucchine, superiore la pasta e fagioli accompagnata da una parmigiana dalla fattura ineguagliabile. Questi folli insieme a tantissimi altri hanno acceso la follia generale che ha resi tutti più felici per una notte.

mercoledì 30 luglio 2014

Come siamo caduti in basso!


Con grande piacere vedo che sul carinolese cominciano a sorgere strutture di accoglienza come agriturismi, bed and breakfast e ristorantini tipici per un eventuale turismo. Sicuramente il nostro territorio potrebbe essere luogo di sosta e di relax per chi voglia avvicinarsi, senza restare coinvolto nello stress cittadino, a centri più grandi come Caserta, Napoli, Pompei ed altri. 
Partire la mattina per ritornare la sera sarebbe l’ideale, magari visitando anche ciò che Carinola e dintorni offrono al turista interessato.
Ma cosa offre Carinola?..... 

Basta guardarsi intorno per rendersene conto.
L’immagine di Carinola non è mai scesa così in basso come con quest’amministrazione! E le persone per bene non hanno mai avuto tanta vergogna di dire di essere di Carinola!   Strade pericolosamente malandate e a cui non si pone alcun riparo; immondizia buttata dappertutto come nei tempi peggiori; strutture pubbliche che vanno a catafascio senza che vengano mai ripulite; erbaccia che cresce lungo le strade e che ha raggiunto un' altezza simile da compromettere seriamente la visibilità dei guidatori; crolli che non vengono risanati e che sono un’ulteriore brutta ferita. 

L’immagine che si presenta ai pochi visitatori che ancora hanno il coraggio di venire e agli stessi cittadini è veramente deprimente: un paese abbandonato a se stesso, sporco, trascurato, morente. Una vera vergogna. Eppure  non credo che non ci sia nulla da fare; penso piuttosto che non si voglia fare nulla. E a quegli amministratori che hanno ancora il coraggio di dire che fanno tanto per il Comune,  si può solo ridere in faccia. 

Non ho altro da dire se non:  vi raccomando gente, votateli sempre, fino a quando ci avranno affossato completamente!
JB 

martedì 22 luglio 2014

Ora legale, risparmio energetico ma non a Carinola


Il risparmio di energia elettrica in Italia per l'anno 2013 nel periodo estivo soggetto all'ora legale è stato di circa cento milioni di euro. Questo risultato si è ottenuto anticipando lo spegnimento delle luci la mattina e posticipandolo della la sera. In tutta Italia funziona così tranne in un comune limitrofo della terra dei fuochi denominato Carinola. Lì ora legale o non, l'illuminazione pubblica si accende sempre alla stessa ora la sera e si spegne più tardi il mattino. Il sole è alto nel cielo da ore ma lì le luci continuano ad essere accese. La sera stessa musica incominciando a funzionare molte ore prima del tramonto. A volte si anticipa ancora di più l'accensione la sera ed il mattino si posticipa lo spegnimento a volte anche fino alle nove come lunedì 21 Luglio. Si ha l'impressione che si voglia cercare di consumare il maggior numero di kw di energia elettrica. 

Non si capisce il motivo per cui in tutta Italia si risparmi mentre a Carinola si consumi di più. Forse qualche postilla nel contratto permette alla ditta appaltatrice (SACOM) di incassare di più se si consuma di più ? Chissà.  

A Carinola i contratti di questa ditta col comune sono sempre molto vantaggiosi, per la ditta si intende.

 Forse sono solo maligne congetture ma in pratica sia semplicemente normale distrazione amministrativa che a Carinola la fa da padrona. Nel comune dei doppi stipendi e degli straordinari non c'è nessuno che sia incaricato di controllare il rispetto dei contratti. Resta sempre il dubbio se non si fa o non si vuol fare, ogni congettura è legittima. Resta il fatto che nessuno controlla e gli sperperi sono all'ordine del giorno. Gli amministratori rispondono ai cittadini ed è evidente che non chiedono spiegazioni su questi comportamenti.

 Forse chiederanno spiegazioni sulle cartelle che arriveranno da Settembre in poi senza capire che dipendono anche dalle luci accese di giorno.


giovedì 10 luglio 2014

Stay Human-Restiamo Umani

La redazione del Quiquirì esprime tutta la propria solidarietà alle vittime dell’aggressione israeliana a Gaza. Denunciamo fortemente quello che è un evidente tentativo di genocidio e pulizia etnica. Bombardare una città come Gaza, chiusa su tutti i lati, bombardare civili innocenti, continuare a sganciare bombe pur sapendo che solo il 5% di queste colpiscono obbiettivi che solo in parte possono chiamarsi militari, beh questo è il volto inumano dell’uomo. Chiunque di noi quando andava a scuola, studiando le stragi e gli eccidi della seconda guerra mondiale, o meglio del periodo appena precedente a questo, si sarà chiesto almeno una volta: ma come la gente non si è ribellata? Come è possibile che sia stata data la possibilità ad una nazione di compiere stermini così efferati con il silenzio, che a volte è un avallo, di tutti? Beh ci ritroviamo a 70 anni da quel conflitto e ci ritroviamo con le stesse dinamiche, con le stesse bende avanti agli occhi, con gli stessi innocenti che perdono la vita nell’anonimato e nell’indifferenza più assoluta. E come 70 anni fa la parte più infame la fa la propaganda, un utile mezzo perpetratore di soprusi e ingiustizie, che tace mille angherie ed aggressioni sofferte da un popolo vittima, per piangere fatti di cronaca subiti da un popolo retto da un governo carnefice, che fomenta e fomenta finché non sia il popolo a reclamare il sangue finanche dell’ultimo neonato.
Andando avanti con l’età ci si rende conto di quanto poco giusta sia la vita, ma pare che questa amara scoperta non debba mai finire. Non entro nel merito del conflitto pur con centinaia di risoluzioni internazionali di cui parlare, centinaia di atti illegali perpetrati in modo militarmente metodologico su civili, non voglio entrare nella discussione di quanti anni indietro abbiamo percorso nella costruzione di un nuovo muro, che questa volta peggio che in passato, rinchiude persone in un lager da due milioni di abitanti. Vorrei parlare o meglio riflettere sull’idea sottesa alla difesa di un governo che sgancia bombe sui civili, con persone che lo difendono e che a momenti addirittura ne gioiscono. Vorrei parlare di che violenza abbiamo insita come esseri umani, se non ci si raggela il sangue a pensare che bombe vengano sganciate al centro di una città, che bimbi piccoli come i nostri figli o i nostri nipoti si trovino d’un tratto, in uno scocchiar di dita, in un inferno chiamato bombardamento. La guerra, seppur di guerra non si può parlare, l’unilaterale guerra, che si sta portando avanti in Palestina deve farci riflettere su dove la nostra coscienza di uomini e donne col sorriso sulle labbra, che accarezzano un bimbo per strada, che abbracciano un fratello o una sorella, che vanno a trovare i genitori lontani o vicini e che scambiano una parola sincera con un amico/a, sia davvero finita.
No justice No peace.

Restiamo Umani… Please.. 

mercoledì 2 luglio 2014

La Sindrome dell'Attak

Sembra che l'amministrazione Derisi ter stia per essere varata definitivamente con l'assegnazione delle deleghe agli assessori. L'attuale sindaco non è molto apprezzato da molti per la sua azione amministrativa alquanto grama di risultati. Gli stessi detrattori dovranno ricredersi però sulle sue alte capacità politiche ed il varo dell'ultima giunta ne è una prova. Anche quelli più digiuni di politica sanno che gli assessori che incidono elettoralmente sono quelli in carica al momento delle elezioni. Con una abile mossa il sindaco è riuscito a liberarsi di ben tre potenziali concorrenti alla sua poltrona.  Sua perchè lui così la considera visto che ormai non fa mistero della sua intenzione di ricandidarsi. Anche De Risi è stato colpito dalla sindrome dell'Attak,. Questa patologia colpisce tutti quelli che si siedono su una poltrona di comando. Questo virus  li condanna a cercare di restarci attaccati il più a lungo possibile ed a qualunque prezzo. Tantissimi sono colpiti da questo morbo ma pochissimi riescono a soddisfare il loro impellente desiderio che li tormenta. Purtroppo i tanti che non  riescono a restare attaccati alla sedia sono colpiti da malattie molto più gravi come la depressione e l'esaurimento politico, Fini docet. Non basta fare giochetti con gli assessori e coprirsi le spalle con politici potenti per essere certi della rielezione è doveroso anche corroborare la politica con atti amministrativi concreti. Se mancano azioni amministrative significative durante il proprio mandato di sindaco come nel caso Derisi anche l' Attak difficilmente riuscirà a tenere la sedia incollata al suo sedere.

Anonimo

domenica 8 giugno 2014

Carinola giudice di pace, cui prodest?



Visto l'argomento la locuzione latina è d'obbligo ma mai come in questo caso fu più indovinata. 

Come tutti sanno il governo Monti decretò l'accorpamento di molti uffici giudiziari. Interessati al riordino furono anche gli uffici dei giudici di pace compreso quello di Carinola. Il dl1 56/2012 che regolamentò la materia diede facoltà ai comuni singoli o consorziati di mantenere il giudice di pace nelle vecchie sedi. C'era però una condizione non di poco conto da rispettare e cioè che tutte le spese logistiche e del personale amministrativo fossero a carico dei comuni.

A Carinola la lobby degli avvocati subito si mise in movimento facendo pressione sulla maggioranza e sull'opposizione. Tutti risposero positivamente all'appello ed immediatamente anche la giunta più inerte ed inefficiente della storia carinolese si mise in moto. L'accordo fu subito raggiunto tra comuni del comprensorio anche perché il peso maggiore ricadeva su Carinola e Mondragone. 

Carinola si impegnava a mettere a disposizione la sede con relative spese di funzionamento e a fornire l personale insieme a Mondragone. A Carinola per non avere reazioni negative non è stato mai quantificato l'ammontare della spesa, che si immagina notevole. Oltretutto il personale è contrario al distacco ed il sindaco sta facendo di tutto per costringerli ops per convincerli. Altra storia da raccontare in un altra puntata. 
Tutto questo movimentismo e tutte queste spese a chi giovano? Ai cittadini di Casale? No. Ai cittadini di Nocelleto? No. Ai cittadini di Casanova? No Ai cittadini di Carinola? Forse, dipende da quanti caffè e marche da bollo vendono in più. Allora come si spiega questo sacro furore giudiziario che pervade maggioranza ed opposizione nel voler impegnare tante risorse? Giova forse a qualche grande elettore? 

Giova forse a quelli che già lavorano col giudice di pace? Forse ai loro parenti stretti ed amici intimi per i quali si potrebbero intravedere ricche consulenze? Giova forse a qualche consigliere comunale che riesce a procurarsi più preferenze? Tutti cattivi pensieri? Lo si spera. Se qualche inchiesta scoprirà qualche intreccio troppo gelatinoso come è successo per altri uffici del giudice di pace il sindaco e tutto il consiglio comunale dovranno risponderne in solido.

Contribuente carinolese

martedì 3 giugno 2014

Le visioni delle associazioni e la miseria degli assessorati



Assistiamo negli ultimi anni alla formazione di associazioni socio-culturali parecchio attive nel Comune. Concretamente, tutti possiamo constatarne l'impegno, le lotte, le numerose attività messe in campo, quindi la riuscita di quest'ultime rispetto a grandi temi quali la promozione culturale, valorizzazione dei luoghi, il coinvolgimento della comunità, frutto di un fiorente volontariato che non puo' piu' passare inascoltato dall'amministrazione De Risi, ma pure dai gruppi di opposizione. 

Nello specifico parliamo di eventi quali Lunarte Festival, sette edizioni, che richiama centinaia di visitatori ogni anno; Biblioteca comunale e le interessanti attività annesse con cadenza settimanale e lavoro quotidiano; si occupano poi di tutela e promozione dei beni naturali e culturali l'Archeoclub Carinola ( Ludi Augustales, ultima importante attività riuscita); Festa della Vendemmia, bel momento di sana celebrazione e promozione di un prodotto del territorio, quale il vino; il Cif, l'Acen per eventi ludici; infine ci sono i premi Matilde Serao, Fulvio Nuvolone e Moscati. 

Da qualche mese poi è stata riformata la Pro Loco, la cui fondazione ha conosciuto una forte ingerenza della brutta politica locale, ma pure una sana partecipazione delle associazioni attive e di certa società civile. Fin'ora pero' quest'ultima ha fatto ben poco di concreto. Imbarazzante invece il rapporto di esclusività che l'amministrazione De Risi intrattiene con la cooperativa Lilladis, la quale gestisce, sulla base di un contratto con scadenza a fine anno, Palazzo Petrucci in cambio di manutenzione dei beni culturali e naturali del Comune. Da rivedere assolutamente.



Tuttavia, il principio da cui nasce questo post è quello di rendersi propositivo, aprire un dibattito possibile. 

Leggevo un pezzo sull'Unità stamattina Berlinguer nel 1984 e mi ha colpito questo passaggio in cui diceva:
"Credo anch’io che sia sempre più forte il bisogno di reinvestire la politica di «pensieri lunghi», di progetti. Naturalmente questi pensieri devono essere sorretti da un’analisi scientifica della realtà, altrimenti i progetti si trasformano in vuote proclamazioni retoriche". Ebbene, concretamente, quali "pensieri lunghi", quali progetti, quest'amministrazione ha in mente per sostenere le associazioni attive che fanno vivere il territorio?

Le difficoltà legate all'impreparazione, ( e spesso all'improvvisazione ) dei vari assessorati alla cultura e al sociale, la carenza di visioni e di ricerca di finanziamenti, indeboliscono le azioni delle associazioni. Ma a cio' si potrebbe rimediare, da oggi, mettendo in campo una serie di azioni capaci di ri-formare questo settore in via di sviluppo. Noi ne proponiamo qualcuna sperando possa esser condivisa, dibattuta in consiglio comunale, in giunta e applicata in delibere ed in azioni.

  1. Istituzione di un incontro bimestrale per fare il punto dei progetti e delle richieste con la presenza del sindaco, assessori al ramo, responsabili dei settori e referenti delle associazioni;
  2. Creazione di un calendario annuale degli eventi da svolgersi con relativa richiesta di finanziamenti a tutti gli enti predisposti;
  3. Assunzione in stage per merito di due giovani del Comune come collaboratori del sindaco, esclusivamente per occuparsi della ricerca di finanziamenti, progetti, coordinazione delle attività delle associazioni comunali; 
  4. Creazione di un mercatino domenicale dell'artigianato e del vintage in via sperimentale;
  5. Ripensare  gli spazi vuoti ed inutilizzati del comune ( scuole, uffici, campetti etc)  e affidamento dei  beni naturali e culturali con concessione sotto vincoli e verifiche semestrali.  
Ebbene, ora ci vuole una visione. La nostra è quella di una Carinola operosa, ridente, pulita che ospita visitatori e  turisti da marzo ad ottobre e che lavora d'autunno e d'inverno per prepararsi  la prossima stagione. E la vostra invece?

Mi_Ma









mercoledì 28 maggio 2014

Ehy gente sentito?c'è Giggi su Whatsapp..!





COMUNE DI CARINOLA
Provincia di Caserta
Ufficio del Sindaco

AVVISO PUBBLICO DI AVVIO DI ATTIVITÀ SPERIMENTALI DI MONITORAGGIO DIFFUSO E SEGNALAZIONE DEI DISSERVIZI ATTRAVERSO RAPPORTI DIRETTI DEI RESIDENTI CON IL PRIMO CITTADINO, CON L’AUSILIO DELLE TECNOLOGIE TELEMATICHE E ATTIVAZIONE DELLA WEB COMMUNITY “DILLO AL SINDACO”.

IL SINDACO
RENDE NOTO E AVVISA
che è sua intenzione, in via sperimentale, mettere in essere un’attività di relazione non mediata con i cittadini e con i residenti dei vari quartieri e frazioni e/o con loro rappresentanti, al fine della segnalazione diretta delle inefficienze, delle carenze e delle disfunzioni nei pubblici servizi, con particolare riferimento all’erogazione dell’acqua corrente, alla manutenzione delle strade e alla raccolta dei rifiuti.
I diffusi dispositivi informatici e le tecnologie telematiche rendono praticabile, on line, tali attività di corrispondenza immediata e all’uopo sarà aperto, nella nota applicazione “whatsapp”, un gruppo di conversazione cui saranno chiamati ad iscriversi tutti coloro che intenderanno collaborare nelle attività di controllo puntuale del territorio, indicando con la messaggistica le criticità da rendere note al Sindaco .
Al  gruppo whatsapp sarà dato il nome di “DILLO AL SINDACO”  e chiunque, tra i cittadini, vorrà parteciparvi, singolarmente o in rappresentanza informale di altri cittadini, potrà comunicarlo alla Segreteria del Sindaco inviando all’indirizzo segreteria@comune.carinola.ce.it  e-mail in cui fornirà generalità, residenza e il numero di telefono corrispondente al collegamento on line con cui accederà all’applicazione. I richiedenti riceveranno il numero di telefono del Sindaco da aggiungere alla propria rubrica.
Il gruppo “DILLO AL SINDACO” sarà seguito direttamente dal Sindaco, che parteciperà in prima persona alle conversazioni, che saranno tracciabili, visibili a tutti e senza la possibilità di intervenire in modo anonimo, vista la correlazione tra il numero di telefono fornito e il proprietario del numero stesso.
Carinola, lì 27 Maggio 2014
                                                                                                                                  Il Sindaco

                          Luigi Salvatore Angelo De Risi

sabato 24 maggio 2014

La rabbia e la speranza


 La campagna elettorale finalmente è terminata col sollievo di tutti. Certamente la peggiore degli ultimi anni, infarcita di insulti ed accuse reciproche, senza l'ombra di un programma. Ognuno ha usato i propri slogan per sostenere il proprio partito o contro gli altri. Lo slogan migliore è certamente quello di rabbia e speranza che è quello che più identifica l'italiano con un pizzico di cultura e di onestà. 

 La rabbia di chi si vede aumentare ogni giorno le tasse senza riuscire a capire l'ammontare. La rabbia di chi deve pagare dei professionisti per pagare le tasse. La rabbia di chi non riesce a trovare un qualunque lavoro ed è accusato di non voler lavorare. La rabbia di chi vede le proprie tasse usate per i viaggi della Boldrini e della sua corte o di Renzi per la campagna elettorale. La rabbia nel leggere di stipendi a cinque zeri o addirittura milionari di chi non riesce a raggiungere i mille euro. La rabbia nel leggere di scandali continui nelle banche sovvenzionate dallo stato mentre non si riesce ad avere un prestito di qualche centinaio di euro. La rabbia di chi assiste al vilipendio della democrazia con l'abolizione del voto per le province e per il senato. La rabbia di chi assiste alla trasformazione della repubblica in monarchia con a capo un vecchio comunista. La rabbia di chi assiste alla scalata del potere di persone insignificanti nominate da forze oscure. La rabbia di vedere tante persone che assistono indifferenti allo scempio continuo di questo stato. La rabbia nel vedere la più bella nazione del mondo comdannata ad un rapido declino perchè nelle mani di politici incapaci. La rabbia nel vedere i monumenti unici al mondo affidati a persone ignoranti o a ricercatori dell'appalto facile. La rabbia di vedere una classe politica autorefereferenziale lontana dai problemi delle persone comuni.

 Fortunatamente c'è la speranza che tutto o qualcosa cambi eleggendo giovani onesti e volenterosi di porre freno a questo disastro. La speranza che è che votando il M5S si eleggano persone che rappresentino gli interessi dei cittadini in una Europa fatta di burocrati superpagati e banchieri senza scrupoli. 

 La speranza che questa ventata di onestà spazzi via un parlamento di nominati e di bellocce chiacchierine. La speranza che siano sostituiti da persone capaci che si dedichino a risolvere i problemi non ad aggravarli. La speranza che tutti quelli che hanno provocato questo disastro spingendo l'Italia al fallimento siano allontanati per sempre dalle istituzioni. La speranza che tutti capiscano che questo è il momento di agire votando nel modo giusto o restare nella rabbia fino alla prossima concessione di voto.

Cittadino speranzoso 

mercoledì 14 maggio 2014

Elezioni europee, ecco come funziona



Il 25 maggio dalle 7 alle 23 siamo chiamati ad eleggere i nostri rappresentanti del Parlamento europeo e per la prima volta indicheremo il candidato presidente della Commissione (ossia il capo del Governo dell'Ue con poteri esecutivi).

 L’Italia elegge  73 eurodeputati, così spartiti tra le cinque circoscrizioni nelle quali la legge elettorale elettorale in vigore per le europee divide il nostro Paese:

Italia nord occidentale (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia): 20 seggi

Italia nord orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna): 14 seggi

Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio): 14 seggi

Italia meridionale (Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria): 17 seggi

Italia insulare (Sicilia, Sardegna): 8 seggi.

A Carinola la scheda in cui votare è di colore arancione, bisognerà quindi fare una X sul simbolo della lista, e scrivere fino a tre preferenze ( cognome del candidato al parlamento), a condizione che solamente due di essi possono  essere dello stesso genere. La terza preferenza, ad esempio in caso di due candidati uomini, dovrà andare ad una donna, altrimenti sarà annullata in sede di scrutinio.

Ed ecco i candidati alla presidenza della Commissione già palesati:

Martin Shultz, tedesco, progressista, Pse.

Guy Verhofstadt, belga, liberale, Alde.

 Alexis Tsipras, greco, sinistra, l'altra Europa. 

José Bova e Ska Keller, Verdi Europei.

Jean Claude Juncker, lussemburghese, conservatore, Ppe.

Ed ecco, infine, tutte le liste presentate, (da ilPost.it) con i nomi di tutti i candiati: 
Italia Meridionale
(Campania, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia)



Andiamo a votare, decidiamo noi chi ci governa.





martedì 6 maggio 2014

La chiesa è sempre avanti


La notizia dell'avvicendamento dei sacerdoti all'interno della diocesi di Sessa A. ha colpito molti. In particolare la comunità di Casanova in quanto anche il proprio parroco sarà trasferito in altra sede. 

Moltissimi hanno espresso il loro rammarico per tale decisione proclamando il proprio affetto all'attuale parroco. Don Carlo ha saputo negli anni istillare la sua bontà innata in tutti coloro che lo hanno contattato, in particolare i bambini. E' stato un parroco che oltre alle attività religiose si è anche interessato delle problematiche amminitrative dei suoi assistiti. Quella da ricordare è di quando si oppose all'amministrazione comunale che tentava di creare una discarica a pochi metri dalle case di Casanova. Quell'episodio gli alienò le simpatie di qualche politicuccio paesano ma accrebbe molto la sua figura di pastore.  
Il suo spostamento non è dovuto ad una pensata del vescovo ma a precise direttive del Papa che vuole i sacerdoti al completo servizio della comunità. Per far questo è giusto che ci sia rotazione degli incarichi in modo che i sacerdoti accrescano la propria esperienza ridandola alle comunità guidate da loro di volta in volta. L'avvicinamento della chiesa al popolo che ogni giorno il papa testimonia con la sua opera purtroppo si traduce anche in azioni dolorose come queste. La chiesa se è viva e prospera da migliaia di anni lo deve proprio al suo continuo rinnovamento. Un cambiamento al meglio vero e reale, non a parole, che si traduce in un seguito di milioni di persone. 
Al contrario la politica italiana, nonostante slogan ripetuti di rinnovamento, resta ancorata al passato. Si sono impadroniti delle istituzioni e le dispensano agli amici indipendentemente dalle loro capacità, premiando addirittura il più incapace. Un esempio lampante di quanto affermato è la Picierno capolista ale elezioni europee. Ministri incapaci, dirigenti di enti che vivono alla giornata, operatori di giustizia inetti, forze dell'ordine allo sbando per mancanza di ordini precisi. Questo è lo stato che fa comodo alla classe dirigente attuale. Questi signori si sono trovato un posto comodo e ben pagato e là resteranno a vita perchè inamovili. Vivono tranquilli godendosi i propri privilegi indifferenti ai problemi dei cittadini. La chiesa rinnovandosi resta sempre giovane e rigogliosa tendendo a restare tale nei secoli. Lo stato italiano è vecchio e autoreferenziale pertanto non ha futuro e facilmente finirà con l'essere distrutto e con esso i mandarini che lo presiedono.

Suddiacono 

domenica 27 aprile 2014

Il diritto al lavoro (stagionale)



"Il diritto al piacere potrebbe essere considerato come l'altra faccia del diritto al lavoro, che è uno dei diritti fondamentali a cui sembra che ultimamente abbiano tutti abdicato. Tutti si mettono d'impegno a degradare questo tema, parlando del lavoro come di una specie di regalo, invece che di un diritto, dimenticando che la difesa del lavoro è la difesa dell'unica arma di lotta dei lavoratori. Ecco, il sistema che attenta al diritto al lavoro è lo stesso che nega poi ai lavoratori, alla parte di umanità che non è ricca, il diritto al piacere. Inteso non come lusso, ma come la libertà che ti garantisce gioie semplici, anche solo passeggiare per la tua città, contemplare la vita, guardarti intorno e scoprire piccoli elementi di felicità." (L. Sepúlveda)
Ebbene, a Carinola, siamo messi molto male sul fronte lavoro: si arranca quando si ha un salario dignitoso, diviene difficile quando il lavoro è saltuario. Peggio ancora quando non lo si ha proprio un lavoro. Un senso di desolazione e abbandono si respira nelle strade. Eppure, non si deve disperare in questi momenti, e qui che gli uomini e le donne trovano idee e soluzioni per andare avanti, dignitosamente. 
Il problema è che l'amministrazione De Risi risulta talmente immobile da essere essa stessa un caso disperato, invece di essere un punto di riferimento per la comunità. Qualcuno potrà obiettare, cosa puo' fare un'amministrazione per creare lavoro? Ebbene, puo' fare qualcosa, anche solo in termini di lavoro stagionale. Facciamo un esempio. Possiamo immaginare la formazione di una lista per assumere durante i mesi estivi, una decina di operatori polivalenti del verde pubblico, residenti nel Comune. Meglio se nella lista vi fossero insieme giovani e adulti, ovviamente tutti con una seria motivazione e qualche esperienza nel settore. In questo modo,  invece di fare la solita gara e affidare i lavori (quindi i soldi) ad una ditta esterna, si lancerebbe un bel segnale. 

I vantaggi di questa trovata a nostro avviso sono questi: si sostengono una decina di famiglie per qualche mese, e allo stesso tempo si mettono in luce le strade, i vicoli, i beni architettonici, le piazze, insomma tutti gli spazi attualmente invasi da erbacce e rovi.

Cosi', per riprendere il pensiero di Sepulveda, potremmo almeno farci delle belle passeggiate, per cogliere la bellezza dei nostri luoghi. Un briciolo di felicità che farebbe bene a tutti, anche agli invidiosi che avranno qualcosa di cui parlare.

(Il sindaco e l'assessore al ramo, potrebbero seriamente pensarci su) 


venerdì 4 aprile 2014

Lettera al Sindaco sulle tasse

Caro Sindaco,

Con la TARES hai fatto una brutta figura ma hai potuto rimediare. I cittadini hanno attivato consiglieri, partiti ed associazioni che ti hanno indotto a metterci una pezza. Vedremo dai prossimi bollettini se non è peggiore del buco.
Nel frattempo, non se se è collegato, i dipendenti dell’ufficio tributi sono passati ad altri incarichi e cominciano a piovere affidamenti diretti ad una ditta del settore.
Lo so che a pensar male è peccato ma non avrai mica intenzione di affidare i tributi all’esterno? Se l’hai pensato, ti prego di fare una telefonata al tuo collega di Alife che è dovuto passare attraverso varie sentenze per sfuggire alla Pubblialifana di Piedimonte Matese ed oggi si è attrezzato con persone, programmi ed imbustatrice per fare tutto in casa.
Perché con i privati si paga anche quando sbagliano, non c’è dialogo e, ciò che è peggio, sono più i soldi che si tengono loro che quelli che danno al comune.
Già tuoi predecessori ci hanno venduto il cimitero e la pubblica illuminazione per 20 anni, Tu non vorrai mica vendere le nostre tasse?
Non so se te ne sei accorto, dall’alto dei tuoi tre stipendi pubblici uniti alle visite (a proposito, perché ti sei ripreso l’indennità da sindaco a cui avevi rinunciato durante la campagna elettorale?), ma noi i soldi per pagare non li abbiamo più, facciamo molti sacrifici, almeno lasciaci la possibilità di protestare quando sbagliate e di … prenderci qualche giorno in più quando è necessario.
Spero di sbagliarmi e che non c’è niente di vero perché proprio non possiamo permettere che altri avvoltoi vengano a nutrirsi dei nostri cadaveri.


cittadino tartassato

giovedì 3 aprile 2014

La Madonna rubata che salvava dal degrado



E' di questo pomeriggio una notizia sconcertante, apparsa su un noto sito di informazione casertano: una statuetta della "Madonna dei Raggi" è stata rubata a Mondragone, zona mare, viale Europa precisamente. Ma non è tutto. La Madonna era stata collocata da alcuni cittadini con uno scopo ben preciso e che sarebbe interessante approfondire anche dal punto di vista antropologico. Quale?
E' di questo pomeriggio una notizia sconcertante, apparsa su un noto sito di informazione casertano: una statuetta della "Madonna dei Raggi" è stata rubata a Mondragone, zona mare, viale Europa precisamente. Ma non è tutto. La Madonna era stata collocata da alcuni cittadini con uno scopo ben preciso e che sarebbe interessante approfondire anche dal punto di vista antropologico. Quale?



Ebbene, per dissuadere i barbari ad abbandonarvi sacchi di spazzatura che degradavano quel luogo, un gruppo di persone aveva pensato bene di collocarvi una madonnina, in modo tale da provare a scoraggiare gli sversamenti. E l'idea ha funzionato. La strada in questione, da qualche mese, aveva ritrovato grazie alla statuetta un certo decoro, per la gioia dei residenti, le maestre ed i bambini che frequentano un asilo materno. Fino a ieri, ed ora?

A quanto i residenti, fautori dell'iniziativa, non intendono mollare.

In effetti, l'ingegnosità di questa trovata è senz'altro da riconoscere. Pensate solo un momento: la gente che fino al giorno prima era mal abituata a lasciare tranquillamente il suo sacco d'immondizia, di fronte alla madonnina hanno cominciato ad esitare, quindi cambiato idea. Perchè? Proprio questo sarebbe interessante scoprire, ossia che cosa ha operato una statuetta nelle menti per indurle ad invertire l'idea di partenza. Certo, qualcuno ora risponderà che sarà andato a buttarlo altrove il sacchetto ed aggiungo non possiamo mica pensare di collocare santi e madonne dappertutto. 

E voi cosa ne pensate? Qual'è la vostra idea che suggerireste per dissuadere i barbari ad abbandonare rifiuti, nelle piazze, strade e campagne?







martedì 1 aprile 2014

....VOTIAMO DESTRA, VOTIAMO A SINISTRA. IO VOTO ALTRO PERCHE NUN VE REGGHE CHIU!!!

La nuova organizzazione della macchina è partita ufficialmente lo scorso 1 gennaio, ma i conflitti e le rivendicazioni sono di grande attualità tra i consiglieri regionali della Campania. Oggetto del contendere, come spesso è accaduto in passato, la collocazione di dipendenti comandati e distaccati. Da inizio anno, anche alla luce della recente inchiesta sui costi del Consiglio, ogni gruppo ha a disposizione un budget che non deve superare altrimenti i soldi li deve cacciare di tasca propria. Per non sforare il tetto massimo, alcuni collaboratori – che in molti casi prestano servizio presso i rispettivi capigruppo – sono stati incardinati nelle commissioni. Tutto regolare, secondo le norme, ma forse inopportuno stando a sentire molte voci nel Palazzo perché “così i costi vengono sostenuti dalle commissioni”. Inoltre, nelle ultime ore, il neocapodipartimento Francesco Capalbo – a quanto apprende RETENEWS24 – ha firmato una lettera di rientro per i distaccati dalla Giunta regionale che si occupavano di un settore alquanto “vago” come quello dei rapporti tra Giunta e Consiglio (Angela Calabrese, Antonio Grimaldi e Daniele Muoio). 

In generale, tengono banco le polemiche sui comandati nelle commissioni. Nell’isola F13 circolano nomi e appartenenze dei comandati e spuntano anche parentele incrociate. Alla II commissione permanente presieduta da Massimo Grimaldi (gruppo Caldoro presidente) figura come responsabile Giuseppe Oliviero, fratello del capogruppo del Psi, Gennaro Oliviero, che a sua volta ha preso come responsabile di segreteria del suo gruppo il fratello di Grimaldi, Pasquale: in molti fanno notare che ci sarebbe una norma dell’Ufficio di Presidenza di dicembre 2013 con cui si vietava “l’assunzione fino al terzo grado di qualsiasi parente o affini a vario titolo”. Alla I commissione di Angelo Marino (Caldoro presidente) ci sono due comandati su tre; alla III commissione guidata da Giovanni Baldi ne figura uno solo, Renato Coppola, proveniente dalla Provincia di Salerno; alla IV commissione presieduta da Pasquale Giacobbe (Forza Campania) ci sono quattro distaccati; alla V guidata da Michele Schiano (Fi) figurano due comandati (Pio Cuomo dal Comune di Napoli e Salvatore Di Procolo dalla Sepsa e un distaccato); alla VI presieduta da Antonia Ruggiero (Forza Campania) c’è un comandato dalla Sepsa, Carmine Del Mastro; alle VII di Luca Colasanto (Fi) due comandati (Giovanni Biele dal Ministero della Pubblica Istruzione e Salvatore Pollastro dal Comune di S.Agata de’ Goti; alla VIII presieduta da Pietro Foglia (Udc) un comandato dall’Asi di Avellino (Carmelo Azzoug) e uno dalla Clp (Geremia Perrone). Come commissioni speciali, alla Trasparenza di Nicola Caputo del Pd come comandato c’è Renato Cocchiaro dal Miur; alle Politiche giovanili presieduta da Rosetta D’Amelio del Pd uno sempre dal Miur, Mario Del Goleto; alle Bonifiche ambientali di Tonino Amato del Pd figura il comandato dalla Sma, Fabio Russo; all’organismo che si occupa di mobbing presieduto da Donato Pica sempre Pd, è stato collocato Egidio Milone proveniente dalla Società Agroccupazione srl; nella commissione Anticamorra guidata dal democratico Gianfranco Valiante c’è un comandato, Carmine D’Angelo, dipendente di BusItalia Sita nord. In tutti i casi citati si tratta di lavoratori irreprensibili, la cui collocazione però sta sollevando un polverone. 

( DA RETENEWS24)

venerdì 28 marzo 2014

IL BEL PAESE DEI BUROCRATI


In italia c'è un mostro che lavora in silenzio ed indisturbato per complicare la vita dei cittadini. Questo è la burocrazia ai vertici della quale ci sono amici e parenti dei politici. Pecularietà principale del burocrate è l'irresponsabilità dei propri atti pertanto si può permettere qualunque errore o abuso senza pagare. Esempio molto chiaro di quanto scritto sopra è la vicenda tares a Carinola. Tutto è stato sistemato con un manifesto dell'""amministrazione comunale"" che annuncia che gli errori saranno corretti.Nessun responsabile, nessuno che rimborsi almeno il costo della carta e delle spese postali. Oltre questa penosa vicenda attualmente un altro provvedimento burocratico tormenta i cittadini carinolesi. Dal 2010 qualche grande esperto governativo ha fatto approvare un dlgs, precisamente il n.205/2010 che vieta la bruciatura delle sterpaglie e dei residui della potatura. Il decreto all'art 13 assimila i rami di olivo , di vite, di pesco ecc. ai normali rifiuti e come tali devono esser trattati.Il provvedimento non dà indicazioni di come smaltire questi ""rifiuti"" nè disposizioni ai sindaci di attrezzarsi per raccoglierli.Ha creato il problema ed i cittadini devono arrangiarsi per risolverlo, ognuno con la propria inventiva. Chi riesce a triturali con un trattore è a metà dell'opera ma chi ha i terreni in collina deve inventare altri metodi. I più usati sono quelli di accatastarli in una parte dl terreno o lasciarli direttamente al suolo come nel caso di sfoltimento dei boschi. Questo probabilmente provocherà incendi in estate. Altri li buttano nei canaloni e facilmente contribuiranno a fermare le acque con possibilità di qualche inondazione in inverno. Al burocrate questi problemi non interessano, lui non è mai stato in campagna nè conosce una pratica agricola e delle difficoltà che ha creato, nè gli interessano. Ai probabili incendi e inondazioni bisogna aggiungere le malattie fitosanitarie che si propagheranno per la mancata bruciatura dei rami infetti. Pagherà il burocrate nel caso si verifcassero queste disgrazie? Certamente no, lui vive nel bel paese.Come al solito pagheranno i cittadini sudditi con nuove tasse e disagi, per loro è sempre più un bruttissimo paese.


Coltivatore carinolese

mercoledì 19 marzo 2014

Permesso per un giorno


Bella serata di festa ieri sera a Casanova per il tradizionale focaraccio di San Giuseppe. La festa si è svolta con una temperatura mite sotto un cielo stellato illuminato da una bellissima luna piena. 
Tutto si è svolto come da tradizione con i focaracci dislocati qua e là nei vari rioni del paese. Il numero è stato molto inferiore rispetto agli altri anni a causa del noto decreto sulla terra dei fuochi. Per giorni si è paventato l'annullamento dei focaracci in quanto il sindaco non autorizzava l'accensione dei falò. Nei giorni scorsi il comitato festeggiamenti di Casanova aveva inoltrato formale richiesta per organizzare un falò nella piazzetta antistante la casa parrocchiale. La risposta era stata negativa anche se fornita a voce come prassi da queste parti. Qui si usa molto la modalità di non rispondere per iscritto ma di far arrivare la risposta con qualche intermediario specialmente se negativa. Mettere un diniego nero su bianco significherebbe motivarlo con leggi e regolamenti con la possibilità di qualche errore pertanto si preferisce la risposta orale. Un lettore sprovveduto biasimerebbe chi non si oppone a questo modo di fare solo perchè non conosce queste zone. Ribellarsi apertamente avrebbe significato compromettere la festa patronale in quanto per realizzarla si ha bisogno dei permessi del comune.
La reazione del comitato formato in gran parte da giovani preparati è stata comunque forte e molto intelligente. Hanno affisso presso tutti i locali un biglietto con l'avviso che non ci sarebbe stato il focaraccio per mancata autorizzazione da parte del sindaco. L'avviso ha certamente influito sul sindaco che ha ripensato la sua decisione per evitare l'ennesima figura barbina. Lui sapeva benissimo che nel comune limitrofo dove si celebra la stessa festa il sindaco da tempo aveva firmato le autorizzazioni necessarie. Pertanto si è deciso ad autorizzare l'accensione dei falò solo per il giorno 18 Marzo. 

Purtroppo il focaraccio del comitato festa comunque è stato annullato per mancanza dei tempi tecnici per farsi fornire pizze e calascioni dai forni. Nonostante le difficoltà burocratiche i vari focaracci che sono stati accesi sono stati più belli del solito. I più grandi sono stati preparati davanti al bar Charlie Brown a cura dei proprietari e presso il giardino delle case popolari. Qui la serata è stata accompagnata dal gruppo folk "I bottari di Sant'Andrea" che hanno suonato fino a tarda ora. Oltre a questi sono stati accesi tanti altri in case private, uno su tutti quello organizzato dal supermercato Palmieri per i clienti e non. Presso tutti i falò sono stati serviti i tradizionali fagioli con le cotiche innaffiati da vino in abbondanza. Quest'anno il menù è stato arricchito con una quantità impressionante di pancetta, salsiccia e bistecche arrostite sulla brace dei falò. La festa si è protratta oltre la mezzanotte e molti erano timorosi che arrivasse qualcuno a multarli visto che il permesso era valido fino alla mezzanotte. Comunque tutto positivo nonostante il sindaco per alcuni, grazie al sindaco per altri.

Il gazzettino casanovese

domenica 16 marzo 2014

per il Sindaco

qualche giorno fa abbiamo ricevuto un post a nome "Il Sindaco" titolato "quando si vuole bene alla propria città". 
Non è stato pubblicato in quanto, essendo stato inviato dal form anonimo, non possiamo essere certi dell'identità di chi l'ha scritto. Se l'autore fosse davvero il sindaco lo invitiamo a confermarcelo all'indirizzo email redazione@ilquiquiri.com. In generale, per chi voglia scrivere post identificandosi, preghiamo di mandare sempre un'email, per evitare la possibilità della sostituzione di persona. Grazie

La Redazione

sabato 15 marzo 2014

Vogliamo parlare del polo scolastico?



E parliamone. Tra crolli a nord e a sud di Carinola, credo sia proprio questo il momento giusto per parlarne. Per dire cosa? Per dire che soltanto degli irresponsabili, per non usare un altro termine, potevano pensare di costruire un polo scolastico su uno sperone di tufo non protetto da possenti mura di contenimento capaci di opporsi a eventuali smottamenti del terreno dovuti piogge o ad allagamenti dell’area a causa delle vicinanza del ruscello. Per non dimenticare i terremoti, ultimamente così reali.  E’ vero, la struttura è antisismica, ma è davvero un paradosso costruire una struttura antisismica su un terreno franabile! 

Cosa si nasconde dietro questa scellerata decisione? Ve lo dico subito, senza mezzi termini. Si nasconde la solita  politica clientelare che favorisce i protetti, i portatori di voto, a discapito di tutti gli altri, persino della sicurezza dei nostri ragazzi che in quella scuola dovrebbero passare metà della loro giornata per nove mesi l’anno.
Secondo accordi di favoritismo politico, si  doveva scegliere “quel” terreno, comprarlo e farci il polo. A guadagnarci sarebbe stato il proprietario di un terreno che non poteva essere sfruttato in altro modo.  E così si è fatto un polo scolastico nel più infelice dei luoghi. 

Si è visto subito che il luogo non era appropriato, appena il terreno ha cominciato a franare e scivolare giù dallo sperone a causa di smottamenti del terreno. Intanto il guaio era fatto, i soldi spesi, il proprietario accontentato. Ora la ASL si rifiuta di dare l’agibilità per l’apertura a meno che non venga costruito un muro di contenimento di qualche milione d’euro. E i signori amministratori che volevano gabbare, sono stati gabbati. La prima reazione è quella di dire: se lo meritano. Tutto si può sopportare da questi signori, tranne che si metta a rischio la sicurezza dei nostri ragazzi. Ma pensandoci bene, saremo sempre noi cittadini a pagare per gli errori di questi signori. Siamo noi che, in qualche modo, pagheremo altre spese da farsi, mentre loro troveranno il modo di favorire qualche altro protetto.

quiproquo

lunedì 10 marzo 2014

Considerazioni sui crolli

Mi era stato chiesto di fare un pezzo sul Carnevale che, dopo anni, rivive di nuovo a Casanova. Perché no, avevo pensato. Dopo tutto, è bene che ci si diverta un po’. La vita per fortuna è fatta anche di questi momenti… E invece oggi mi sembra molto stonato parlare di carnevale e di divertimento.  Mentre i ragazzi danzano contenti nei loro costumi colorati, io penso a ben altri travestimenti che celano, sotto maschere di cortesia e compiacenza, voracità e   indifferenza.
Carinola muore nel peggiore dei modi, colpita da chi dovrebbe tutelarla e non lo fa, da chi dovrebbe amarla e invece la sfrutta, da chi dovrebbe valorizzarla e invece se ne sta lì a vederla morire, senza muovere un dito. Carinola muore colpita soprattutto dall’ indifferenza. Di tutti.

Sono stato a vedere i crolli di questi ultimi giorni e quello che hanno visto i miei occhi non è cosa da poco. Il Castello è ormai perduto; crollato su se stesso. L’unico vano al piano terra è completamente sommerso dai detriti piovuti dal piano superiore. Enormi crepe si sono aperte lungo i muri perimetrali e un lato si è completamente staccato dal corpo di fabbrica. Quanto tempo impiegherà a crollare ciò che è rimasto in piedi? Molto poco. 
Pretendere di recuperare il Castello è come pretendere di andare sulla luna. In questo Comune dove non si fa neanche la manutenzione ordinaria delle strade, figuriamoci se si recupera il Castello! E così uno dei simboli di Carinola è perduto per sempre; è triste dirlo ma è così.

L’altro crollo, quello sotto l’Annunziata, nelle mura medioevali della città, mi ha lasciato a bocca aperta: me l’aspettavo più piccolo e invece è un crollo enorme. Grossi pezzi di tufo sono rotolati giù per la scarpata, mostrando un notevole  squarcio nelle mura. La colpa di questo crollo è palese e va imputato a chi ha permesso una costruzione abusiva su un muro medioevale che non ha retto al peso ed è letteralmente “crepato”. 
Chi sono stati i grandi intelligentoni a progettare una struttura simile e a dare il permesso di costruire in quel modo? Lo sappiamo benissimo chi è stato: la politica del magna magna, dei favoritismi, del nepotismo, del clientelismo. Tutto si fa per qualche voto che porta in alto, dove si può decidere e manovrare e dove si può anche riempire la tasca. Soprattutto riempire la tasca.  Che interessa agli amministratori di ieri e di oggi  di quattro pietre che crollano? 

Il terzo crollo l’ho visto dal buco del portone della casa privata in cui è avvenuto. Anche qui c’entra la politica dell’indifferenza. Carinola è una realtà molto particolare, piena di angoli bellissimi e di case splendide che vengono studiate nelle università perché tipiche del periodo aragonese-catalano. Forse questa città avrebbe bisogno di vincoli, di cure specifiche da parte anche del cittadino che vi abita: perché non sono stati mai messi vincoli di nessun genere? E perché, se ci sono, non vengono fatti rispettare?  
Se Carinola sta morendo in tutti i sensi, lo dobbiamo solo all’ incapacità delle amministrazioni che hanno sempre preferito la vita facile all’ impegno di tutelare il grosso patrimonio artistico che ci appartiene.

Ma non è finita qui, c'è un altro mostro moderno costruito su un arco medievale già in parte lesionato. Se ci sarà, quindi, un  nuovo crollo,  a chi daremo poi la colpa?


Stammu'Nguajati




 
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