venerdì 26 settembre 2014

Rotonda di Falciano. Creatività o scempio?



Chi percorre la provinciale che da Casanova di Carinola porta a Falciano del Massico incontra una opera stradale che difficilmente si dimentica. Di questi tempi, che le rotonde stradali vanno di moda, anche Falciano ha voluto la sua. Visto che Sessa Aurunca le ha realizzate e Francolise addirittura ne ha due a dieci metri una dall'altra, Falciano ha voluto mettersi alla pari. Non avendo però nessun incrocio particolarmente trafficato, l'amministrazione ha deciso di realizzarne una su un quadrivio di campagna, a mezzo km dal paese, dove solo qualche trattore o qualche proprietario terriero talvolta percorre le strade che incrociano la provinciale, ma si sa ogni scusa è buona per spendere soldi pubblici. La soluzione tecnica trovata è da ammirare o, a seconda dei punti di vista, da detestare. Chi ha inclinazioni artistiche molto sviluppate trova di gran pregio la rotonda, arricchita con lapislazzuli e mosaici, questi, insieme alle luci incorporate, danno un tocco fiabesco alla piccola pianta di olivo che vi è stata messa a dimora. Ammirevole è anche la perfetta asimmetria dell'incrocio, che rompe il solito schematismo e classicismo della rotonda piazzata giusto al centro delle quattro strade. Fa invidia anche l'affaccio creato con i guardrail, che permette ai trattori di osservare l'arrivo di qualche automobile che transita sulla provinciale. Questi stessi punti sono considerati dai detrattori dell'opera, tutte persone di certo in mala fede, un vero scempio. Il trovarsi all'improvviso davanti quell'ingombro stradale in effetti, fa un po' paura e fa pensare a possibili disgrazie future. La stessa preoccupazione è per la protuberanza creata  dai guardrail che invadono la sede stradale e che difficilmente si notano. Diventa pericolosissimo di sera quando si incrocia un autoveicolo, in quanto i fari rendono invisibile la curva. Altro pericolo latente, è la brutta abitudine che molti hanno preso di tirare diritto senza affrontare la rotonda rischiando così l'impatto con i veicoli provenienti dalla montagna. A molti sembra un lavoro pericoloso e inutile del quale si poteva fare a meno o meglio, visto lo stato di tante strade del comune di Falciano si potevano investire quei soldi in modi decisamente migliori. Gli unici che invece non ne potevano fare a meno, sono stati i costruttori e i progettisti, dato che si parla di un finanziamento che supera abbondantemente i centomila euro. Loro, sicuramente sono ne sono ben contenti dell'ottimo affare.

mercoledì 3 settembre 2014

Le messe sono finite

Dal primo Settembre le messe celebrate nel convento di san Francesco di Casanova non potranno essere più di tre a settimana. Questo il laconico comunicato di padre Giovanni Siciliano guardiano del convento. Con la faccia molto amareggiata ha aggiunto semplicemente "così è stato ordinato dall'alto". Nonostante le sollecitazioni non ha voluto aggiungere altro, probabilmente per non alimentare le già troppe illazioni sull'argomento. Alla notizia, i fedeli che più frequentano il convento per seguire la celebrazione della Messa domenicale e feriale, hanno commentato in vari modi. Alcuni hanno accusato il nuovo parroco che si è insediato a Casanova, di aver sollecitato il provvedimento in relazione alla scarsa affluenza alle celebrazioni nella chiesa parrocchiale. Altri hanno indicato nel mandante il parroco di Falciano per lo stesso motivo. Negli ultimi giorni la seconda tesi è stata la più condivisa, non si sa se per nuove informazioni o per aver constatato che la maggioranza dei fedeli che frequentano il convento è di Falciano e che il suo parroco è in ottimi rapporti col Monsignore, tanto da esser stato nominato nuovo Vicario proprio in questi giorni. Se il provvedimento fosse stato accompagnato da una motivazione, anche parziale, probabilmente si sarebbe evitato il pettegolezzo generalizzato sull'argomento. Si è avuto invece l'impressione da parte di tutti, che le motivazioni non siano però così tanto elevate. Strano che il firmatario dell'ordine non conosca la principale direttiva di Papa Francesco, che è di evitare il pettegolezzo nel clero e tra i fedeli e di fare ogni sforzo per aprire e rendere accessibili i luoghi di culto. Il Papa è tornato varie volte su questi argomenti, mostrando una forte determinazione a che siano seguite le Sue linee guida e biasimando fortemente il contrario, ma forse qualcuno era distratto. La considerazione che ha fatto la parte più elevata della cittadinanza, che si tiene fuori dalle diatribe tra beghine è però un'altra. La cancellazione delle messe quotidiane comporterà l'assenza di padre Giovanni dal convento sempre più frequente. Nonostante la sua ferma e forte volontà di salvaguardare uno dei più importanti monumenti del comune di Carinola, sarà inevitabilmente portato a disinteressarsene, in quanto quasi allontanato o relegato a ruolo di portinaio. Il risultato di questo criticabile e un po' se vogliamo politico provvedimento,  sarà un probabile abbandono della struttura, con possibili atti di vandalismo disastrosi. Un caposaldo del patrimonio culturale carinolese, che tutti invidiano è messo in pericolo da una decisione insensata. Come al solito chi può e dovrebbe non interviene, rischiando il danno irreversibile. Speriamo almeno che in questo nefasto presagio non ci si deresponsabilizzi come si è soliti fare dalle nostre parti.

Ubimaior

 
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