mercoledì 3 settembre 2014

Le messe sono finite

Dal primo Settembre le messe celebrate nel convento di san Francesco di Casanova non potranno essere più di tre a settimana. Questo il laconico comunicato di padre Giovanni Siciliano guardiano del convento. Con la faccia molto amareggiata ha aggiunto semplicemente "così è stato ordinato dall'alto". Nonostante le sollecitazioni non ha voluto aggiungere altro, probabilmente per non alimentare le già troppe illazioni sull'argomento. Alla notizia, i fedeli che più frequentano il convento per seguire la celebrazione della Messa domenicale e feriale, hanno commentato in vari modi. Alcuni hanno accusato il nuovo parroco che si è insediato a Casanova, di aver sollecitato il provvedimento in relazione alla scarsa affluenza alle celebrazioni nella chiesa parrocchiale. Altri hanno indicato nel mandante il parroco di Falciano per lo stesso motivo. Negli ultimi giorni la seconda tesi è stata la più condivisa, non si sa se per nuove informazioni o per aver constatato che la maggioranza dei fedeli che frequentano il convento è di Falciano e che il suo parroco è in ottimi rapporti col Monsignore, tanto da esser stato nominato nuovo Vicario proprio in questi giorni. Se il provvedimento fosse stato accompagnato da una motivazione, anche parziale, probabilmente si sarebbe evitato il pettegolezzo generalizzato sull'argomento. Si è avuto invece l'impressione da parte di tutti, che le motivazioni non siano però così tanto elevate. Strano che il firmatario dell'ordine non conosca la principale direttiva di Papa Francesco, che è di evitare il pettegolezzo nel clero e tra i fedeli e di fare ogni sforzo per aprire e rendere accessibili i luoghi di culto. Il Papa è tornato varie volte su questi argomenti, mostrando una forte determinazione a che siano seguite le Sue linee guida e biasimando fortemente il contrario, ma forse qualcuno era distratto. La considerazione che ha fatto la parte più elevata della cittadinanza, che si tiene fuori dalle diatribe tra beghine è però un'altra. La cancellazione delle messe quotidiane comporterà l'assenza di padre Giovanni dal convento sempre più frequente. Nonostante la sua ferma e forte volontà di salvaguardare uno dei più importanti monumenti del comune di Carinola, sarà inevitabilmente portato a disinteressarsene, in quanto quasi allontanato o relegato a ruolo di portinaio. Il risultato di questo criticabile e un po' se vogliamo politico provvedimento,  sarà un probabile abbandono della struttura, con possibili atti di vandalismo disastrosi. Un caposaldo del patrimonio culturale carinolese, che tutti invidiano è messo in pericolo da una decisione insensata. Come al solito chi può e dovrebbe non interviene, rischiando il danno irreversibile. Speriamo almeno che in questo nefasto presagio non ci si deresponsabilizzi come si è soliti fare dalle nostre parti.

Ubimaior

 
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