domenica 21 dicembre 2014

Giggi' e il trionfo del neo-decadentisimo. Cap. I



Davanti l'opera del Giggi' spesso si resta immobili, spaesati: anche se l'atmosfera dei suoi primi  paesaggi era già pienamente decadente, oggi con la sua ultima opera ( insieme con il Russo) spinge la sua tecnica verso un nuovo tipo di arte, poichè quel gusto specifico d'ispirazione classicheggiante - che tanto aveva animato il suo manifesto artistico politico - ora è definitivamente perduto per dirigersi verso il suo  trionfo della decadence.

Un Comune elemento di sviluppo di questa svolta manieristica la potrebbe suggerire l'abbandono per lo spazio urbano- piazzette, ville, ma anche per i complessi riservati alle istituzioni scolastiche. Stessa scelta per tutto cio' che è passato, archeologia, religiosità, non ha importanza: a Giggi' interessa solo l'avvenire è chiaro.

Cosi arriviamo ad analizzare la sua non-opera, l'ultimo grande fasto, un misto di leggerezza rococo' e ambiguità di giochi di luce. In effetti, la sua ultima opera [ Vico Toppetta, brecciame su terra argillosa. 2014] colpisce per la straordinaria incompletezza, la sfrontatezza esibita nel brecciame, lasciato al misto di pioggia d'inverno: un vero richiamo per i romantici.
L'ideazione dell'utilizzo del grigio coinvolge emotivamente lo spettatore ( e ancora piu' l'abitante) in un dramma che solo Giggi' ( o a questo punto nemmeno lui) riesce a spiegare e che sfocia ancora una volta nel non finire l'opera: la provocazione è riuscita. 

Considerato da tutti i carinolesi come il caposcuola del brecciame (una volta superato il sampietrino con il Mannillo ed il cemento grezzo del Di Biasio) il Giggi preferisce una fuga nostalgica verso una civiltà scomparsa, quella decadente, come un modello di perfezione irrimediabilmente perduta.
La reazione del pubblico, non si farà attendere: esposizione permanente, Casanova di Carinola, ingresso libero.

Ms

lunedì 15 dicembre 2014

Auguri a Sua Eccellenza il Vescovo



Eccellenza carissimo,
la Diocesi di Sessa è veramente sorpresa dalla vivacità della sua azione pastorale e dalla velocità con cui la mette in opera! 
In poco più di un anno lei è riuscito a rendersi antipatico a quasi tutto il suo gregge! Bravo! Nessuno dei suoi predecessori è stato tanto veloce nell’attirarsi addosso gli anatemi di tutti e il desiderio che ci si liberi di lei al più presto!
Il popolo diocesano, pur apprezzando la sua cultura e la sua preparazione, non riesce a capire la sollecitudine con cui lei è intervenuto e  interviene nella vita pastorale delle comunità, cambiando i parroci da un giorno all’altro, vietando gruppi di preghiera, chiudendo le porte di diverse chiese, vanificando il difficoltoso cammino che tanti parroci avevano fatto per arrivare a quel punto. Interventi messi in atto senza guardarsi prima intorno, senza analizzare con perspicacia le situazioni delle singole parrocchie…. O lei è stato così bravo da aver capito tutto nel giro di un anno (beato lei!) oppure si è affidato alla voce di altri. Che fa, si lascia  mal consigliare o si lascia manovrare?
Ci sarebbe anche una terza possibilità, ma la vedo molto remota: che a lei non gliene importa nulla né delle situazioni parrocchiali, né delle comunità parrocchiali, ma solo di arrivare ben in alto. Vuoi vedere che ce la ritroveremo Papa?....
Ora leggo sui giornali locali una piccola diatriba tra lei e il padre guardiano del Convento di San Francesco. E’ vero, padre Giovanni è un po’ ribelle, non sta tanto alle regole, ma a chi fa del male? E’ un sacerdote molto scrupoloso, molto buono e disponibile e non credo che questo sia un male. Vogliamo parlare di altri sacerdoti della sua diocesi?.... E’ sicuro che siano tutti così bravi anche se  più allineati?... Via Eccellenza! Lei è molto intelligente; il fariseismo non dovrebbe rientrare tra le sue prerogative. In fondo, il primo ribelle alle regole fu proprio Gesù. E non si può negare che noi Lo amiamo moltissimo.
Certo, il Convento è molto bello, vi si respira un’aria mistica unica e attira i fedeli più di ogni altra chiesa. Cosa c’è di male?.... Lei  lo sa meglio di me che Francesco di Assisi è stato il protagonista di un’avventura spirituale unica e in quel Convento si sente la sua presenza, la sua aura. Vuole togliere ai fedeli tutto questo?... Togliendo una messa domenicale e quella della notte di Natale lei sta condannando tanti fedeli a non andare a messa in quella santa notte. E non dica “Ognuno vada nella sua parrocchia!” sarebbe molto riduttivo. Le anime bisogna aiutarle ad elevarsi con tutti i mezzi e non schiacciarle al suolo con  regole e precetti.
O vuole liberarsi di un ostacolo per poter acquisire il Convento?... Non lo pensi neppure, Eccellenza. Per amor di pace, è bene che il Convento rimanga nelle mani dei Frati Minori a cui appartiene dalla sua fondazione.
Che altro dirle?.... Non mi resta che farle gli auguri di un santo e felice Natale. Che il Buon Gesù le porti tante cose belle e buone, soprattutto la voglia di essere vero pastore di questo gregge,.... piu' che dittatore.

Voce di uno che grida....  

 

 
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