sabato 5 marzo 2016

Biasox il Caino

La primavera era ormai alle porte e le prime giornate di sole baciavano le ridenti contrade della contea di Calenum. Mancava qualche mese per il suffragio generale che avrebbe designato il nuovo conte per cinque anni. In quel tempo la contea era governata da Don Luis de Santa Cruz cerusico di corte del celeberrimo conte Biasox, signore di quelle terre per volontà di Dio e sua. Come si ricorderà il Conte era stato oggetto di una congiura da parte del suo cerusico che si era alleato con i suoi avversari e grazie a loro governava la contea. Per anni Biasox si era tenuto lontano dalla contea per il gravoso impegno che aveva al ministero delle acque dove era impegnatissimo nell’esigere cospicue regalìe per l’erogazione del prezioso liquido.
Comunque il suo pensiero era concentrato su Calenum e segretamente e instancabilmente tramava per impossessarsi del trono della contea. Nessuno lo aveva più visto da anni ma alcuni servi della gleba giuravano di averlo avvistato nel cuore della notte per le vie di Calenum. Non si sbagliavano: l’astuto Biasox tesseva la sua tela che si ingrandiva ogni giorno di più. Aveva contattato Giano Trifronte facendogli sottoscrivere anche un documento associativo ma dopo averlo abbracciato e baciato, conoscendo bene la sua doppiezza incaricò due suoi scagnozzi di tenerlo sempre sotto controllo. Aveva portato nella sua fazione anche Antimus Mutus, operazione molto più facile in quanto era bastato promettergli un appannaggio mensile perpetuo. L’operazione più importante era stata di riportare tra i suoi sostenitori anche don Luis de Santa Cruz, ormai appagato nel suo desiderio di pavoneggiarsi nelle vesti di conte.  Inoltre aveva ingaggiato come capo della sua sicurezza personale l'ex capo dei pretoriani della contea Marius Tigellino.
Tutto questo lavoro il vecchio conte non lo aveva fatto per sé, ormai troppo stanco e con i forzieri stracolmi di  monete d’oro da non avere più dove metterle. Il suo grande desiderio era di assicurare il trono della contea che considerava suo per sempre alla sua discendenza familiare. Aveva pensato di mettere sul trono sua figlia la duchessina Jusina de Biasox e pertanto riuniti tutti i familiari ed i suoi scherani aveva lanciato la proposta. Il vecchio conte ebbe però una brutta sorpresa: il germano Franciscus de Biasox avanzò il suo diritto al trono come legittimo erede secondo la legge salica di Calenum. Il vecchio conte istintivamente mise la mano sull’elsa della sua spada con l’intento di sgozzarlo ma si trattenne per opportunità politica e per mancanza di forza e pertanto fece finta di acconsentire. Biasox poteva anche accusare il fratello di ingratitudine in quanto era stato lui che lo aveva fatto assumere come stalliere della contea e grazie al potere del fratello aveva espletato sempre alti incarichi. Anche grazie alla sua avvenenza e al suo savoir faire per cui era soprannominato lo sciupapuelle di Calenum era riuscito perfino a diventare il vice del magistrato della contea.
Biasox usò contro di lui tutta la sua abilità diplomatica e facendo finta di assecondarlo organizzò il suo tranello invitandolo a trovarsi un gruppo di persone che lo affiancasse nel futuro governo.
Nottetempo sguinzagliò i suoi bravi a convincere tutti i possibili candidati con le buone ed anche con le cattive a non rendersi disponibili e così fu. Tutti gli amici di Franciscus erano anche clienti di Biasox, chi riceveva un obolo dalla contea, chi una promessa di lavoro presso il ministero delle acque, chi una carica onorifica. Tanti altri avevano ricevuto l'ultima invenzione di quei tempi: un lavatoio in pietra lavica e il permesso di usufruire della sorgente pubblica senza pagare la tassa prevista. Il povero Franciscus provò a contattare gli amici della sua cerchia di nobili ma tutti con qualche scusa rifiutarono. Si rivolse perfino a qualche servo della gleba ma anche quelli gli dissero di no. Dopo inutili tentativi di giorni e notti fu costretto ad abbandonare il suo proposito e colpito da un forte esaurimento fu ricoverato nel lazzaretto di famiglia e non si riprese più. Eliminato il temibile ostacolo Biasox presentò la figlia alla nobiltà di Calenum ed ai numerosi bifolchi e giurò a sé stesso e agli astanti che lei sarebbe stata la futura contessa di Calenum e dopo di lei i figli ed i figli dei figli.


Il marchese del grillo

 
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